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12 Maggio 2012

Come decifrare “le parole che ho in mente”? Le scienze cognitive rispondono

Ormai da anni la Sociologia definisce la nostra come “la società del desiderio”, desiderio inteso tanto come domanda quanto come propensione al consumo, quest’ultimo perno dell’economia mondiale.

La conseguente e costante accelerazione della produzione ha innescato il meccanismo del suo decentramento  nei paesi più poveri, dove la mano d’opera a basso costo nonché la totale assenza di normative ambientali e di tutela dei lavoratori, agevolano le logiche di sfruttamento massiccio.

Prendere delle decisioni al livello macroscopico riguardanti la politica aziendale o al livello microscopico, come per esempio le interrelazioni tra gli individui, sono alcuni degli esempi riguardanti le attività cognitive proprie dell’essere umano. Cominciando dalla  nostra quotidianità, dislocata nel nucleo familiare, lavorativo, scolastico, ecc.: ogni giorno affrontiamo dei problemi, siamo sottoposti a degli stimoli esterni, ci interfacciamo con altri individui, dobbiamo prendere delle decisioni, possibilmente nel rispetto del prossimo e di noi stessi, istaurando delle relazioni semplici o complesse, difficili da analizzare senza l’ausilio delle scienze cognitive.

Ciò dimostra che queste ultime rappresentano una parte consistente del nostro vivere, ma quali meccanismi instaurano?  Come coadiuvano il nostro giudizio? In che modo ci aiutano ad interpretare il nostro agire? Per rispondere a queste domande la Facoltà di Scienze Cognitive dell’Università di Trento, con il patrocinio del Comune di Rovereto, ha organizzato delle conferenze dal titolo “Le parole che ho in mente”, iniziate lo scorso novembre, trattando temi importanti quali le decisioni di consumo, la comprensione dei fenomeni scientifici, il modo in cui percepiamo e diamo senso alla narrazione di storie e la costruzione di giudizi sugli altri.

Ogni incontro prevede la presenza di esperti in materia, pronti a confrontarsi con personalità provenienti dal mondo del giornalismo, della scrittura, della filosofia e della magistratura, a dimostrazione di come le scienze cognitive non solo pervadono la nostra vita, ma fanno da vaso comunicante tra le varie sfaccettature della nostra esistenza.

L’ambizioso progetto è aperto a tutta la cittadinanza, in quanto ogni punto di vista o riflessione è un bene prezioso da condividere su larga scala. L’ultimo incontro, previsto per il prossimo 30 maggio 2012,  riguarderà il linguaggio, interpretato con diverse chiavi di lettura grazie alla presenza di Alessandro Bergonzoni (attore e scrittore), Marco Dallari (Facoltà di Scienze Cognitive, Unitn), Francesco Vespignani (Facoltà di Scienze Cognitive, Unitn), dando la possibilità di scoprire nuove frontiere e meccaniche intrinseche della semantica e della linguistica.

Gli incontri, completamente gratuiti, hanno luogo presso la a Rovereto, in Corso Bettini 84.

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