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26 maggio 2012

Esami posticipati per gli studenti tifosi!

Il Napoli vince la Coppa Italia e una docente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli consente agli studenti di poter arrivare più tardi all’esame.

E’ proprio il caso di dire:quando il tifo è pure passione e ti coinvolge totalmente tanto da far passare in secondo piano altri impegni o doveri. Se poi la tua squadra del cuore vince,cosa che non accadeva da molti anni,allora la prima cosa che viene spontanea,senza pensare a nient’altro, è festeggiare liberamente.

Ma come fare se il giorno successivo all’importantissimo ed irrinunciabile incontro calcistico che vede scontrarsi due squadre storicamente acerrime nemiche per la contesa del titolo della “Coppa Italia”,è prevista una prova scritta per le 8.45?

Semplice,chiedere alla docente di spostare di qualche ora la prova di esame per consentire ai tifosi partenopei di poter fare più tardi la sera precedente,festeggiando e gioiendo per la vittoria della propria squadra del cuore.

E’ quanto è successo lunedi 21 maggio,la squadra che avrebbe dovuto vincere per far si che gli accaniti tifosi arrivassero più tardi alla prova d’esame,era il Napoli,e proprio la squadra azzurra del Presidente Aurelio De Laurentiis ha conquistato la Coppa Italia,dopo 30 anni,ha agguantato un trofeo,grazie alle due reti di Cavani su  rigore e Hamsik.

Si è posta cosi fine all’imbattibilità della Juventus,che avrebbe voluto continuare a detenere questo primato conquistato nel campionato,ma il Napoli era desideroso di vincere qualcosa dopo tanto tempo e ,grazie ad un’attenta difesa,un buon possesso di palla e alla vivacità dei soliti Cavani,Lavezzi ,Pandev e Hamsik è riuscito a portare in strada i suoi tifosi festanti.

 

La disponibile e comprensiva docente che ha accolto la richiesta degli studenti della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, si chiama Roberta Antonietta Alfano,ed insegna “Sistemi fiscali comparati”. 

E cosi ha scritto in un avviso destinato ai propri corsisti,sul sito dell’Università riservato ai docenti e riportato dal giornale “Il Messaggero”: «Per mail qualcuno di voi mi ha chiesto ,qualora il Napoli vinca la sera prima, di poter arrivare più tardi. Ho detto, in tal caso, a chi proprio ne avesse necessità di presentarsi entro le 11».

Probabilmente alcuni degli studenti  non si saranno proprio presentati il giorno seguente,cosi come altri non avranno festeggiato per le piazze fino a notte fonda,anche perché la docente ha concesso questo permesso non a tutti,ma ha pregato di presentarsi in numero esiguo per le 11, e solo  chi ne avesse avuto davvero la necessità,non potendo accontentare tutti per quell’orario.

Ora parlare di necessità riguardo una partita di calcio potrebbe sembrare esagerato,ma si sa che nella città che mai ha dimenticato Maradona erigendolo folkloristicamente e teneramente a re di Napoli,insieme a Totò dove il calcio rappresenta un riscatto sociale dai problemi che, tutti conosciamo,e  che tormentano la città,questa proposta da parte degli studenti e la relativa accoglienza,non risulti stonare affatto.

Certo,la passione vissuta cosi per un qualcosa a cui ci si sente di appartenere, è bello ,positivo,ma se questa forte passione,questo legame indissolubile,questo impegno, sacrificio che ci mettono molti tifosi per seguire ovunque la squadra,questa voglia di partecipare,di esserci,di vincere,le si mettessero anche per contribuire più concretamente alla crescita della propria città?

Da intendersi che,non solo a Napoli che è una realtà particolare,con tante contraddizioni,e probabilmente è cosi affascinante proprio per questo,ma in tutta l’Italia calciofila,orientare questa vitalità ed energia anche nell’impegno e coraggio quotidiano come cittadini;in fondo di sicuro,non solo in una città come Napoli ,sarà capitato di chiedere ad un docente di spostare un esame per una partita.

Il calcio è un veicolo molto importante per lanciare nuovi progetti ed iniziative,cose che per altro già realizza,oltre che a rappresentare un diversivo,un modo come un altro per intrattenersi e divertirsi.

Ma non si deve dimenticare che il giorno in cui si è disputata la finale di Coppa Italia,sono avvenuti due eventi gravi in Italia:la morte di Melissa Bassi,una studentessa di Brindisi,per l’esplosione di una bomba proprio davanti la scuola che frequentava, e il terremoto in Emilia-Romagna.

Si spera quindi che magari, tutti quei tifosi mentre festeggiavano per le piazze partenopee con le loro bandiere azzurre in mano, ad un certo punto siano stati presi da un pensiero comune,di civiltà, di rispetto e di umanità rivolto a chi in quel momento di certo non aveva nulla da festeggiare,lontano però da ogni tipo di moralismo facile.

Cosi come si spera e si auspica che anche quegli studenti che hanno richiesto simpaticamente quel permesso speciale, magari il giorno dopo la festa e anche nei giorni successivi abbiamo voluto  ricordare Melissa e le vittime del terremoto. Una cosa non esclude l’altra.

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