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28 Maggio 2012

Giorgio Marangoni: l’ultimo saluto della città di Macerata

Giorgio Marangoninon aveva buoni rapporti con la tristezza, avrebbe sempre voluto che il suo funerale fosse allegro e gioioso. Lui, malgrado le difficoltà che la vita gli aveva parato avanti, aveva sempre colto ogni attimo, aveva sempre assaporato ogni esperienza senza mai perdersi nulla.

Oggi, nel giorno del suo funerale, la città di Macerata intera si è riversata nella chiesa dell’Immacolata per l’ultimo saluto, le navate erano stracolme e la strada era costretta a ospitare coloro che non riuscivano ad entrarvi. Un saluto commosso ma delicato di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato che all’uscita del feretro dalla chiesa si è trasformata in un sincerto applauso a un uomo che tanto ha dato e del quale da oggi siamo tutti orfani.

Siamo orfani di un uomo gentile, a volte duro e scontroso ma sempre sincero e leale, come ha tenuto a sottolineare don Piero Tantucci che ha saputo trovare le parole più belle per il saluto a quest’uomo di cultura che tanto ha dato alla città di Macerata ma ancora di più ha dato ai giovani. Che fossero o meno suoi studenti, Giorgio Marangoni, quando vedeva il fuoco dell’amore per la conoscenza e il desiderio di crescita personale non faceva mai attendere un suo suggerimento che sempre risultava valido.

Ha sempre privilegiato l’essere sull’apparire la sostanza alla forma, ha dato molto all’Accademia, non intesa come istituzione ma come corpo dei suoi studenti nel cui interesse agiva” ha sottolineato il parroco. Proprio di giovani era piena oggi la chiesa che lo ospitava per l’ultimo saluto, tanti ragazzi in lacrime, commossi e riconoscenti verso quest’uomo che ha reso giustizia all’arte cercando di rendere la ‘sua’ Accademia di Belle Arti di Macerata un luogo “dove si spegne la lunga notte della merce per l’aurora in cui spunta la vita.”

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