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6 Maggio 2012

La riproduzione assistita può essere causa di malformazioni o altri difetti nei neonati

Un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Adelaide ha stabilito la relazione possibile tra diverse tecnologie di riproduzione assistita e difetti alla nascita.

Lo studio condotto è tra i più completi nel campo: i ricercatori hanno esaminato una serie di casi clinici al fine di verificare in seguito a quale terapia per la fertilità si registravano maggiori rischi di manifestare difetti alla nascita.

Le tecnologie considerate sono state: la fecondazione in vitro (IVF), l’iniezione intra-citoplasmatica dello sperma (ICSI) e le terapie per indurre l’ovulazione, nonché l’utilizzo di embrioni freschi e congelati.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su New England Journal of Medicine solo pochi giorni fa.

Esistono differenze significative nei rischi tra i trattamenti d’infertilità disponibili”, ha detto il primo autore dello studio,  il prof. Michael Davies dell’Università di Adelaide, Istituto Robinson e della School of Paediatrics and Reproductive Health.

I ricercatori hanno considerato più di 6100 casi di riproduzione assistita nel Sud dell’Australia, ed hanno seguito più di 300,000 nascite, riscontrando18,000 difetti neonatali.

Il rischio registrato per la fecondazione assistita è stato dell’ 8,3% (513 difetti), rispetto al 5,8% per le gravidanze che non comportano fecondazione assistita (17.546 difetti).

Il rischio di difetti alla nascita per la fecondazione in vitro è stato del 7,2% (165 difetti alla nascita) e la percentuale per l’ICSI era superiore al 9,9 (139 difetti).

Invece il rischio associato all’impiego di embrioni congelati è risultato piuttosto basso:

“Questo può essere dovuto al fatto che gli embrioni compromessi non riescono a sopravvivere al processo gelo / disgelo “, dice il prof. Michael Davies.

Pericoloso invece è risultato il trattamento con Citrato di Clomifene per stimolare l’ovulazione, se non somministrato sotto stretto controllo medico.

Il Citrato di Clomifene è ora ampiamente disponibile a basso costo, e può essere facilmente utilizzato in modo contrario alle istruzioni così da causare malformazioni fetali. Questo aspetto dello studio richiede ulteriori approfondimenti“, dice il Professor Davies .

La tecnologia in campo ginecologico, dunque rappresenta nel caso della cura dell’infertilità un fallimento?

Certamente no, su di essa contano milioni di sognanti mamme , ma senza dubbio è necessario approfondire gli aspetti appena messi in luce e cercare di abbassare il più possibile i rischi, perfezionando queste tecnologie.

 

 

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