Cosa vuol dire immunodepressione: significato, chi è immunodepresso

Daniela Saraco 25 Marzo 2020

Ecco cosa vuol dire immunodepressione e chi è il soggetto immunodepresso: significato  etimologico della parola e scientifico, quali sono i rischi, cosa fare e cosa evitare.

Gli esseri umani hanno un sistema immunitario che è una sorta di barriera contro i pericoli provenienti dall’esterno o dall’interno del corpo. Quando questa barriera funziona poco o male le persone corrono rischi elevati. Infatti, quando le difese immunitarie sono indebolite e il sistema non funziona in maniera normale, cresce il rischio di contrarre virus e infezioni. Cosa vuol dire immunodepressione? L’immunodepressione, o immunodeficienza, è dunque la condizione medica in cui il sistema immunitario di un individuo funziona meno efficacemente del normale.

Può essere affetta o congenita. Nel primo caso c’è qualcosa di esterno che indebolisce il sistema immunitario.

Nel secondo caso l’origine del mal funzionamento è sin dalla nascita. Per diagnosticare l’immunodepressione, il medico valuta  l’esame obiettivo, l’anamnesi, i globuli bianchi, i linfociti T e le immunoglobuline. Il sistema immunitario funge  da  barriera difensiva di un organismo contro le minacce come per esempio virus, batteri, parassiti. Ma esistono anche condizioni interne che attaccano il corpo come per esempio le cellule tumorali. Inoltre, l’abuso di droghe, le carenze alimentari, gli stati di forte sofferenza, lo stress possono compromettere il sistema immunitario e indebolirlo. I soggetti con basse difese immunitarie possono contrarre varie malattie che se non prontamente curate conducono alla morte. Quali sono allora i rischi? Cosa fare e cosa evitare? Vediamolo nel dettaglio.

Cosa vuol dire immunodepressione: significato della parola e cosa significa scientificamente

Con il  termine immunodepressione viene indicata la patologica diminuzione delle difese immunitarie. Tali difese possono indebolirsi nei  soggetti sottoposti alla somministrazione di farmaci immunosoppressivi, come nei trapianti,  o affetti da forme di immunodeficienza, congenita o acquisita. Questa condizione non è una causa di morte ma un fattore predisponente o una concausa. Per questo, bisogna valutare attentamente la possibilità di sottoporre questi pazienti a vaccinazione. Infatti,  per alcuni soggetti  i rischi sono troppo alti e per altri, l’efficacia troppo bassa.

Alcuni immunodepressi nascono così,  a causa di patologie genetiche. Sono malattie rare più o meno gravi che si manifestano poco dopo la nascita o in età più avanzata con infezioni ricorrenti. Sono bambini, adolescenti o adulti che si immunizzano con estrema difficoltà e in generale, non possono fare tutti i vaccini. Alcuni immunodepressi invece lo diventano a causa di  infezioni. Le  più famose provengono  da HIV, leucemie, linfomi, trapianti  alcune chemioterapie o radioterapie, dal cortisone  o dalla malnutrizione. L’immunodepressione può anche essere una condizione transitoria, che  interessa tutti nel corso della vita e segnala la presenza di alcuni disturbi. Difatti, non tutti i soggetti sono asintomatici. Ecco alcuni disturbi da considerare:

  • Mal di testa
  • Problemi alla pelle
  • Febbre
  • Senso di debolezza
  • Dolori muscolari
  • Caduta dei capelli

Chi è il paziente immunodepresso: cosa può fare e cosa evitare

Chi sono, allora,  gli immunodepressi? Sono persone con un sistema immunitario che non è in grado di proteggerli dalle malattie infettive e quindi esposte ad un maggior rischio di un certo tipo di infezione batterica o virale. Per proteggere questi pazienti, non basta una mascherina ma è importante ridurre la circolazione dei batteri. I soggetti immunodepressi, dunque, a causa di rischi molto elevati possono svolgere una vita normale ma con molte precauzioni. Elenchiamo una serie di consigli per i pazienti immunodepressi, ovvero:

  •  eseguire frequentemente e accuratamente il lavaggio delle mani in quanto le nostre mani sono il principale veicolo di germi e non sono mai pulite;
  • utilizzare uno spazzolino morbido per l’igiene dei denti, spazzolando con delicatezza anche le gengive e la lingua;
  • radere la barba con un rasoio elettrico e pulire con cura la testina dopo ogni rasatura;
  • evitare di frequentare luoghi chiusi e affollati;
  • non ricevere troppe visite a domicilio;
  • evitare contatti con persone affette da malattie trasmissibili.

Gli  immunodepressi, inoltre,  devono  osservare alcune regole anche nella vita sessuale per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di malattie importanti come l’epatite B, l’epatite C, l’HIV. Con l‘epidemia coronavirus le persone  affette da patologie croniche o immunodepresse devono, dunque, evitare di uscire di casa e i luoghi affollati mantenendo una distanza interpersonale di un metro. Dunque in sintesi, cosa vuol dire immunodepressione? E’ una condizione invalidante: ciò che per gli altri è normale, per loro può diventare pericoloso.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto