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11 maggio 2012

Allarme sedentarietà per gli adolescenti italiani: abitudini e stili di vita

Volontariato flessibile e dinamiche sociali
Allarme sedentarietà per gli adolescenti italiani

Allarme sedentarietà per gli adolescenti italiani

Preoccupa e allarma il risultato dell’indagine su ”abitudini e stili di vita degli adolescenti” condotta dalla società italiana di pediatria: ne esce fuori un quadro di allarme sedentarietà per gli adolescenti italiani.

I dati di questa ricerca, che ha coinvolto un campione di 2081 studenti delle scuole superiori, rivelano che i ragazzi italiani sono sempre più pericolosamente vittime di un’insana e patologica pigrizia. Il numero di ore che essi trascorrono seduti su una sedia, nell’arco di un’intera giornata, e’ a dir poco sconvolgente: si parla di intervalli di tempo che vanno dalle dieci alle di dodici ore di immobilità al giorno.

Una volta arrivati a casa, dopo le ore di scuola, i giovanissimi eleggono a luogo prediletto per il proprio tempo libero il divano davanti alla televisione o la poltrona della scrivania davanti al loro computer.

Questa prolungata sedentarietà e’ un fattore determinante dell’obesità, fa notare Alberto Ugazio presidente della Sip, fenomeno che negli ultimi anni si sta tristemente diffondendo tra gli adolescenti italiani.

Programmi spazzatura, social network, e merendine ricche di grassi da scartare e mangiare comodamente seduti, sembrano infatti essere gli ingredienti essenziali per la ricetta del pomeriggio di un adolescente italiano; la solitudine, poi, ne e’ l’angosciante e misera scenografia.

La diffusione degli smart phone, divenuti ormai un fenomeno di massa, permette di chattare 24 su 24 con persone molto lontane ed è in grado di regalare così l’illusione di una compagnia, che rimane però virtuale, e toglie ai giovani la voglia di uscire di casa anche solo per il gusto di incontrare qualcuno e scambiare due chiacchiere.

Il movimento e’ invece un elemento fondamentale sia per il benessere fisico che per quello psichico, come sottolinea Anna Oliviero Ferraris, docente di psicologia all’Università La Sapienza di Roma.

E’ bene allora scoprire, e soprattutto riscoprire, nuove forme di otium, un momento necessario nella vita di ognuno, di cui già gli antichi avevano intuito la straordinaria importanza. Bisognerebbe recuperare quell’entusiasmo con cui alcuni filosofi moderni, come J. S. Mill hanno guardato al tempo libero, intravedendo, nelle ore di pausa dalla fatica fisica e dal lavoro, una preziosa possibilità per riflettere ed acculturarsi, e arricchire così la propria persona.

Recarsi a studiare nelle biblioteche oppure trascorrere la propria serata andando al cinema o a teatro in compagnia dei propri amici, rappresentano alternative invitanti ed intelligenti ad “una vita solo virtuale”. Una bella passeggiata per le strade delle nostre belle città, illuminate dal sole della calda primavera italiana, può rivelarsi un’esperienza gratificante, piacevole ed emozionante; provare per credere.

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