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31 maggio 2012

L’UniBas che ri-vive

Provincia distante, campanilista, borghese, ripetitiva, dormiente. Ogni aggettivo è utile e vero, allorché spesso sbagliato, nella descrizione dell’Italia più genuina e sconclusionata, arraffona, bugiarda: quella lontana dai riflettori e dal caos metropolitano.

E’ pur vero che si vive di eccezioni che confermano la regola, per cui, evidentemente, in mezzo a definizioni dalla verificabilità poco probabile c’è chi, vivendo per scelta o costrizione in province di vario genere, cerca di darsi da fare in maniera intelligente per movimentare la piatta quotidianità. E’ il caso di ciò che fanno a Potenza, Università della Basilicata, i ragazzi di Sui-generiS, storica Associazione studentesca che da anni, a livello nazionale, si batte e si esprime nel campo sociale e culturale.

In relazione alla manifestazione “MUSICA SENZA ETICHETTA” (avvenuta in doppia data il 10 ed il 17 maggio scorso) primo contest musicale organizzato all’interno dell’Università, di cui già parlammo un po’ ti tempo fa (vedi articolo:http://www.controcampus.it/2012/04/liberta-in-musica/) riporto intervista integrale al segretario della sezione potentina Rocco Blasi.

N.B. Dove nasce l’idea del contest “Musica senza etichetta” e perché”?

R.B. Il contest di musica senza etichetta nasce da una mia personale idea condivisa con i miei colleghi di Sui-generiS Potenza, ed in seguito presentata all’ Università degli Studi della Basilicata tramite il bando per i progetti culturali che la stessa Università presenta annualmente. Questa idea era volta a due scopi principali, ovvero dar voce a giovani musicisti, che molto spesso non hanno la possibilità di esprimersi, soprattutto se si parla di ambienti importanti come l’Università che coglie un bacino di utenza molto grande, e quello di rianimare il polo di Lettere e Filosofia che sta pian piano morendo, dimostrando ancora una volta ai ragazzi che la nostra Associazione è vicina a loro.
Credo che per quanto riguarda questi due punti possiamo ritenerci soddisfatti, visti i numerosi apprezzamenti ricevuti dagli artisti, dalle cariche istituzionali dell’università in particolar modo da Lorenzo Bochicchio Direttore amministrativo dell’Università degli Studi della Basilicata (che non smetterò mai di ringraziare per la disponibilità che ci ha sempre dimostrato), ma anche dalla buona risposta di pubblico nonostante il freddo.

N.B. Che tipo di difficoltà avete avuto e come le avete superate?

R.B. Le difficoltà sono state innumerevoli, non ti faccio una lista di tutte le cose altrimenti finisco fra un paio di mesi, potrei parlarti del finanziamento, questo progetto ha ricevuto un finanziamento importante, ma purtroppo non sufficiente quindi abbiamo dovuto lavorare in maniera continua per cercare delle soluzioni utilizzando molti giorni solamente per pianificare il lato economico, un altro problema è stato trovare i gruppi all’inizio forse i ragazzi erano scettici, non si fidavano. Ci tengo a dirlo, contest di questo genere aperti realmente a tutti i giovani musicisti in Italia non si erano mai fatti, in seguito parlando negli ambienti universitari mettendoci la faccia e prendendoci anche qualche insulto siamo riusciti a far arrivare il nostro messaggio, ed è stato un successo! Un altro problema, per concludere, è stato formare una giuria competente ed autorevole, abbiamo lavorato duramente per comporla anche qui ce stato un lavoro lunghissimo ma alla fine siamo riusciti nel nostro intento.

N.B. Una Federazione come la vostra, sempre attiva e propositiva, come mai non ha pensato precedentemente ad un idea simile?

R.B. Questa risposta devo farla spiegandoti che, ad oggi, l’Associazione Universitaria Sui-genriS Potenza lavora in maniera dissociata dalla Federazione nazionale Sui-generiS. Devo limitarmi a parlare solo ed esclusivamente della nostra struttura.
Ritornando alla domanda, sono al mio primo mandato da segretario, quindi non so dirti se un’idea del genere sia mai stata proposta, quello che posso dirti è che il nuovo direttivo vuole ragionare in termini nuovi ed ha aperto le porte a idee differenti da quelle tradizionali e fra queste è nato il progetto Musica senza Etichetta, così come molti altri progetti ancora in cantiere che spero verranno apprezzati come questo contest.

N.B. Credete sia la strada giusta per poter ridare vita al contesto universitario lucano? Avete ulteriori proposte in tal senso, ulteriori progetti?

R.B. Se è la strada giusta lo dirà il futuro, noi speriamo davvero di si, abbiamo molti eventi in cantiere non solo musicali ma che storici, scientifici culturali in senso più ampio quindi, nel mese di Giugno presenteremo un evento dedicato al parco Nazionale del Pollino, un progetto meraviglioso composto da una parte culturale ed un’altra ludica che consiglio a tutti i lettori. Stiamo per presentare altri progetti, di cui, in almeno due casi, me ne sto occupando personalmente. Il primo è sul tema della Basilicata che vuole essere un viaggio nella nostra cultura ed un monito sulle mille difficoltà che ogni giorno noi Lucani affrontiamo: un viaggio attraverso la nostra storia, la nostra geologia e la nostra cultura; l’altro progetto, qui ritorno a risponderti in senso stretto, è la riproposizione di Musica senza etichetta 2. L’evento di quest’anno ci ha dato conferma del ragionamento fatto in precedenza sul rendere ripetibile questa manifestazione e cercare in qualche modo di allargarla rendendola più spettacolare, sperando possa diventare il diamante della nostra Università dimostrando a tutti che anche in contesti piccoli e molte volte sottovalutati a priori si può far qualcosa di davvero importante. Ne vedrete delle belle.

N.B. Quale è la strada giusta per poter ulteriormente coinvolgere gli iscritti Unibas alle attività Sui-generis e associative tutte”?

Io credo che la strada giusta come in ogni cosa nella vita sia quella del lavoro. Come dicevo prima noi lavoriamo ogni giorno per animare il nostro Ateneo e devo dire che la risposta degli iscritti ad oggi è importante, si può fare sempre meglio, questo credo sia ovvio: noi lavoriamo e lavoreremo in tal senso.

Permettimi di concludere questa intervista con alcuni ringraziamenti che sono doverosi; vorrei prima di tutto ringraziare tutti i membri di Su-generiS ovvero il Presidente Filomena Calcagno. Poi Mariassunta Martorano, Luciano Bloise, Stefano Coviello, Simona Morlino, Roberto Colonna, Cataldo Rocco Lopardo, Giovanni Pace, Valeria Mellone, Ivan Leone; i ragazzi di “Amarcord – eventi e spettacoli” per la mano incredibile che ci hanno dato, Enrico Sodano organizzatore del Trendexpo ed Eva Immediato presentatrice delle due serate, tutti i musicisti che hanno animato questi 2 giorni ed entrambi i poli potentini. Spero di non aver dimenticato nessuno.

Il Contest, a cui hanno partecipato in due serate 12 band, (due ritiri) è stato vinto da Davide D’Agrosa seguito dai finalisti “Le note di contrasto”, “Fat Harlot”, “Eugenio Tabano” e “Jake Moody”, band ed autori che spaziano stilisticamente dal cantautorato all’hard rock, passando per il pop più tradizionale.

Non resta che augurare un in bocca al lupo ai ragazzi che si sono esibiti, agli organizzatori della serata e perchè no, al pubblico e ai fruitori che sono parte essenziale. Sperando in ripetizioni di serate come queste…let’s spend music again!

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