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18 Maggio 2012

MigraMed 2012. A Cagliari si parla del problema immigrazione

Immigrazione. Trasferimento momentaneo o permanente di un gruppo di persone in un paese diverso da quello di origine.

E’ questo il significato letterale di una parola, che in realtà racchiude al suo interno ben più tristi e complesse accezioni e sfumature. Un immigrante non è solo colui che vuole spostarsi dal suo paese per conoscerne un altro migliore, un immigrante è sopratutto un uomo che “scappa” dal suo paese per sfuggire alla povertà, alle dittature, alle persecuzioni, alle guerre, a una condizione che non può sostenere.

Mai, come di questi tempi, tema è stato più attuale. Proprio per questo le numerose associazioni Caritas del Mediterraneo hanno deciso di organizzare l’evento MigraMed 2012, che in questi giorni (dal 16 al 18 Maggio) si stà sviluppando a Cagliari presso il College Universitario Sant’Efisio, con l’intento di sensibilizzare e coinvolgere la popolazione. Tema dell’edizione 2012 è “Dialogo tra le sponde: Le rotte Le rivoluzioni Le religioni”.

Il meeting, promosso da Caritas Italiana e dalla Caritas diocesana di Cagliari,  prevede la partecipazione delle Caritas del Mediterraneo, ha ospitato nella giornata di ieri, rappresentanti della Libia, del Marocco, dell’Algeria, del Magreb, della Regione Medio Oriente e del Nord Africa, della Francia, della Germania e della Grecia, che si sono confrontati sui flussi e sulla situazione dell’accoglienza nei principali paesi del Nord Africa e del Medio Oriente e sul ruolo che rivestono le singole Caritas nazionali.

La situazione odierna, che rende l’Algeria e il nord Africa un grosso campo profughi per migranti diretti in Europa, è il frutto di accordi tra i governi del Maghreb e l’Unione Europea che chiudono i confini ai loro cittadini e agli immigrati. Questo è quanto denunciato dalla Caritas intervenuta precedendo l’intervento dell’arcivescovo della diocesi cagliaritana, Arrigo Miglio, il quale ha sottolineato l’importanza di riconoscere la cittadinanza ai figli di immigrati, nati in Italia.

“Il vero miracolo è che sia diventata maggioritaria l’idea che gli altri vanno salvati a prescindere dalle loro convinzioni e dalla loro cittadinanza”. E’stata questa la conclusione del docente di Diritto Costituzionale della Facoltà di Giurisprudenza del capoluogo sardo, Pietro Ciarlo, il quale ha anche citato in esempio un recente caso che riguarda una sentenza della corte di Strasburgo, il caso Hirsi. Riguardava 24 persone nel 2009, e in quest’occasione fu violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Il nostro paese è stato condannare a pagare 15 mila euro più le spese processuali a 22 delle 24 vittime.

Con questo vuole spiegare che la Corte di Strasburgo, che agisce per la tutela dei diritti umani, sta’ acquisendo sempre più potere e che dunque ci sono ancora degli strumenti per combattere le ingiustizie che negano i diritti fondamentali dell’uomo.

Oggi, giornata conclusiva del progetto MigraMed, sarà presentata la pubblicazione realizzata da due ricercatrici sarde su “Richiedenti asilo e rifugiati. Dai Cara all’inserimento nel contesto socio – economico italiano. Il caso della Caritas di Cagliari”.


 

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