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29 maggio 2012

Presentazione del volume “La donna nella medicina”

Mercoledì 30 maggio, alle ore 17 a Palazzo Lascaris (in

Via Alfieri 15 a Torino) verrà presentato il volume “La

donna nella medicina – Dal baliatico al primariato –

Torino fra Settecento e il 3° millennio”, curato dal

Soroptimist International e pubblicato da Giappichelli,

nell’ambito del ciclo di iniziative Filo Diretto

organizzato dalla Consulta femminile regionale del

Piemonte.

 

Alla presentazione interverranno il presidente del

Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, la professoressa

Leila Picco, presidente del club di Torino del Soroptimist

International e la professoressa Chiara Benedetto,

direttore del dipartimento di discipline ginecologiche e

ostetriche dell’Università di Torino, Presidente European

Board and College of Obstetrics and Gynaecology, che

interverrà sul tema della medicina a misura di donna.

Presiederà i lavori Maria Agnese Vercellotti Moffa,

presidente della Consulta femminile regionale del

Piemonte.

 

L’incontro traccia la storia dei cambiamenti nelle

legislazioni e nelle strutture, con uno spazio importante

dedicato all’ospedale Sant’Anna, evidenziando come il

mondo femminile abbia assunto nel tempo un ruolo di

crescente impegno e rilievo nell’assistenza medica e

sociale dal Settecento ai giorni nostri. Nel volume

presentato  si ricostruiscono le fasi dell’evoluzione

dell’assistenza sociale e medica in Torino, fra il

Settecento e i giorni nostri, con particolare attenzione a

ciò che si riferisce alle donne.

 

Nei primi capitoli si evidenzia come la città fosse, fin

dal suo divenire capitale del Ducato sabaudo, una welfare

city ante litteram per l’organizzazione predisposta nei

confronti delle fasce più deboli della popolazione, non

solo locale ma, in alcuni casi, dell’intero territorio.

Mendicanti, famiglie bisognose, donne in attesa di un

figlio, bambini in difficoltà trovavano la loro

accoglienza in locali adatti al bisogno, secondo gli

standard del tempo, disponevano di sovvenzioni comunali e

private, nonché di ospedali, di medici, di chirurghi, di

ostetriche e di farmacisti remunerati dall’amministrazione

cittadina.

Legislazione e strutture, in riferimento alle donne

impegnate come soggetti passivi e attivi nella medicina,

sono state esaminate nel loro evolversi e hanno

evidenziato come il mondo femminile abbia, nel tempo,

assunto ruoli sempre più impegnativi e di rilievo.

Nell’ultimo capitolo si evidenziano i progressi avvenuti,

sia per la medicina che per la chirurgia, e nel sostegno

alle problematiche femminili per i quali Torino ha avuto

un ruolo di avanguardia.

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