• Google+
  • Commenta
23 Maggio 2012

UniUd al voto con la novità Turnover. Neoateneo: “È la politica a finanziarli”

Scissioni, attriti ed accuse di finanziamenti esterni. È in un clima quantomeno vivace che l’università di Udine di appresta ad eleggere i suoi nuovi rappresentanti.

Gli studenti di UniUd saranno chiamati al voto in una intensa due giorni fra il 30 ed il 31 maggio. La situazione degli schieramenti è ormai definita e proprio su quel fronte trapelano quelle polemiche che saranno il pepe della campagna elettorale nella prossima settimana.

Analizziamo il quadro, ben delineato da Giacomina Pellizzari su Il Messaggero Veneto: il centrosinistra degli studenti si presenta con il solo Neoateneo, che candida Luca Fenzi al cda; l’associazione comprende tra gli altri l’attuale presidente del Consiglio degli studenti, Alice Buosi.

Dalla parte opposta, le candidature si moltiplicano. Inizialmente, in verità, il progetto era comune e portava il nome di Unistud: un’unica lista che andasse ad incarnare l’anima del centrodestra.

Poi però capita che i fedelissimi ex An di Edoardo Quaglia, volto noto ai giovani pidiellini di Tolmezzo e dintorni (è presidente del circolo Forza giovane), scelgono di andare per conto loro; rinnegano il listone, dando vita ad un gruppo indipendente chiamato Turnover.

Dall’altra parte restano i ragazzi che sostengono quello Student office vicino a Comunione e liberazione; il loro candidato è Lorenzo Bosetti, un altro che ha già intrapreso una sua personale gavetta (è membro della segreteria provinciale del partito).

In una recente intervista, Quaglia ha sottolineato la necessità di “uscire dalla logica delle predisposizioni dei seggi che partono dai vertici dei partiti o dai movimenti politici per giungere a un tipo di rappresentanza che parta direttamente dagli studenti”.

Nell’illustrare un programma con “un ventaglio molto ampio di tematiche”, Quaglia ha ipotizzato “la costruzione di un server di e-learning dove verranno condivisi dei documenti, degli appunti, delle video lezioni tra gli studenti”, aggiungendo che “verranno ampliati i servizi delle smart card universitarie”, per poi concludere con l’impegno nella lotta per “l’agevolazione dell’entrata nel mondo del lavoro dello studente” tramite la collaborazione con “organizzazioni di coworking a livello locale”.

Sul blog di Turnover è possibile rintracciare altri video promozionali, in cui si parla di “agevolazioni economiche per i parcheggi a pagamento”, “rimodellamento del sistema degli alloggi” e “più sessioni d’esame”.

Insomma, Quaglia ed il suo nuovo movimento studentesco fanno sul serio. Pure troppo, a sentire i “colleghi” di Neoateneo, secondo cui i risultati delle elezioni potrebbero essere inficiati da logiche di partito estranee al mondo accademico.

Chi c’è alle spalle di Quaglia, si chiede Alice Buosi? E soprattutto, di quale capitale (politico ed economico) dispone Turnover per la sua campagna elettorale? “Basta soffermarsi sulla promozione che Turnover sta facendo con interviste sulle televisioni locali o con l’organizzazione di aperitivi nei locali del centro, per capire che hanno a disposizione mezzi che non sono quelli dell’autofinanziamento degli studenti.

Neoateneo, dal canto suo, propone un programma diviso in quattro sezioni, reperibile sul sito web del gruppo: diritto allo studio (riduzione tasse, riorganizzazione dei corsi di laurea, pari opportunità, riforma del diritto allo studio), didattica (rifiuto del voto d’esame, revisione del Bando Erasmus, aggiornamento del portale Tirocini, più borse di Dottorato), trasparenza (pubblicazione di questionari didattici e graduatorie dei bandi), servizi (mensa, smart card, sconti studenti, trasporto pubblico, servizi informatici, apertura di nuove aule studio, svecchiamento del sistema bibliotecario).

Le insinuazioni, seppur di diversa natura, sono giunte anche da destra. Bosetti, di Unistud, ha accusato Turnover “di aver messo il veto su due candidature e di aver fatto saltare il progetto solo per riproporre i problemi del direttivo provinciale del partito nell’università”.

Abbiamo rifiutato le proposte di Unistud – ha contrattaccato Quaglia – perché è una lista profondamente politica-partitica nella quale erano già stati decisi quali ragazzi dovevano rivestire determinate cariche. A noi avevano lasciato l’unico posto rimasto che era quello del Senato accademico.

Ma la diatriba non ha coinvolto solo i due gruppi impegnati nella campagna elettorale universitaria. Giovanni Donazzolo,  coordinatore regionale di studenti per le libertà del Friuli, ritiene che la presa di posizione di Turnover respinga “una volontà di collaborazione che ha sempre animato il centrodestra e si pone in contrasto con gli ideali di libertà e partecipazione che ispirano non solo il Pdl ma anche le aspettative dei giovani universitari”.

Il presidente provinciale della Giovane Italia, Massimiliano Venuti, ribadisce al contrario che “il Pdl non è spaccato perché io e il mio vice Simone Bressan abbiamo dato l’adesione del direttivo della Giovane Italia a Turnover, la lista che raccoglie anche anime del centro-sinistra”.

Peccato che ulteriori rimostranze arrivino dallo stesso Bressan, il cui disappunto sembra rivolto direttamente a Quaglia: “In campo ci sono ricette che riguardano il futuro dell’ateneo: è bene non siano caricate di significati che non hanno ed è bene che chi ha ruoli politici e nessun interesse all’interno del mondo dell’università ne rimanga distante. Almeno per quanto riguarda queste elezioni sarebbe un bel segnale se non ci fossero padrini o visitors.

Con queste premesse, fino al 31 maggio ne vedremo delle belle. Chi vince? Boh! Ma occhio a non dare nulla per scontato.

Google+
© Riproduzione Riservata