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27 giugno 2012

Ancora nessun lavoro per l’università antimafia

I lavori per la costruzione di un grande anteneo in Calabria per ospitare gli studi sulla mafia sono ancora fermi. L’Università Antimafia dovrebbe sorgere a Limbadi (29 km da Vibo), in una villa confiscata alla N’drangheta nel 2008, di proprietà della famiglia Mancuso. Ma il progetto non è andato in porto per il terreno antistante all’edificio, il quale non è stato confiscato e dunque inaccessibile.

Ad avvertire Adriana Musella, figlia dell’ingegnere ucciso dalla mafia Gennaro Musella e presidente dell’associazione Riferimenti (alla quale era stata affidata la villa confiscata alla criminalità organizzata) il Prefetto di Vibo Michele Di Bari. Sono stati stanziati 3 milioni di euro per la ristrutturazione della villa, mentre all’ente pubblico “Crescere insieme” sono stati affidati i lavori di riqualifica :

La volta scorsa – ha dichiarato – mi fecero trovare la villa recintata con il fil di ferro e un mastino napoletano dentro. Poi arrivarono le minacce : “Vai via dal paese”.

A Vibo ho imparato a diffidare perfino degli enti pubblici. E io ho sempre perplessità nei confronti del consorzio”.

Sono le parole del presidente dell’associazione e figlia di una delle vittime della mafia. Ad Adriana Musella è stata affidata una scorta regionale, la quale però non le garantirebbe sicurezza e protezione al di fuori del confine calabrese :

Sono sola, le solite cose all’italiana. L’antimafia finisce appena oltrepasso il confine della Calabria, ma la mafia si ferma al confine? La mafia la faccio in trincea”.

La paura è quella che la famiglia Mancuso possa riappropriarsi di quella proprietà. E dall’altra, ha dichiarato Musella, il sospetto e timore degli enti pubblici locali :

E’ una provincia dove c’è connivenza e collusione a tutti i livelli anche nei palazzi, del resto le cronache lo hanno dimostrato. E’ una cappa impenetrabile”.

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