• Google+
  • Commenta
17 giugno 2012

Donne vs specchio

Si sa. La donna, di qualsiasi età, paese e colore di pelle, ha sempre avuto un rapporto difficile con lo specchio. Quella superficie riflettente è talmente ostile che tormenta di continuo tutte quante e mostra una concreta, quanto dura realtà. Orecchie che sbucano troppo da sotto i capelli, un naso pronunciato, quel seno un po’ più grande dell’altro, le maniglie dell’amore che incorniciano i fianchi, le caviglie troppo grosse, ecc ecc. sono solo alcuni degli infiniti difetti che la donna vede su di sé.

Lo specchio riflette solo ciò che vede, è la donna che è giudice di se stessa. Ed è un giudice severo che condanna sempre e perentoriamente.

Il 50% delle donne dai 20 ai 60 anni vede difetti quando è davanti lo specchio. E non è una chiacchiera fra amiche, dietro ci sta una ricerca condotta da un gruppo di specialisti del dipartimento di chirurgia plastica ed estetica dell’Università di Ankara.

La ricerca si basa su un campione di 200 donne fra i 20 e il 60 anni per capire le reazioni di esse di fronte al loro principale e acerrimo nemico, lo specchio. Il risultato è che il 36% delle donne ritiene che, del loro viso riflesso allo specchio, sono attraenti le labbra.

Ora, i dati ci dicono che a 25 anni il 26% delle donne è insoddisfatto del proprio naso e il 24% del tipo di pelle. Percentuale che aumenta al 36% con l’avanzare dell’età e vede un 26% a cui non piace il proprio contorno occhi e il 24% che non apprezza il proprio sguardo. Intorno ai 40 anni, non si dà più tanta importanza alla bellezza del naso, quanto allo sguardo e soprattutto alla pelle vicino gli occhi, il 30% non la tollera in quanto la fa apparire più vecchia. Ecco perché il 36% vorrebbe fare qualche ritocchino. A 55 anni il 34% non sopporta proprio la pelle intorno alla mandibola perché scende inesorabilmente a causa della forza di gravità.

Billur Sezgin, chirurgo plastico e ricercatore afferma:- “Moltissime donne allo specchio notano i punti deboli ma il giudizio negativo cambia con gli anni”. Per quanto riguarda la ricerca condotta sul campione di donne, Sezgin dice: “Il campione osservato ha come riferimento di bellezza donne più giovani. Si tratta di un paragone non salutare e scoraggiante che le spinge sempre di più dal chirurgo. Il 20% delle donne che va sotto i ferri ha disordini psichiatrici e di queste l’80% è depressa. I medici devono selezionare solo le candidate ideali per non creare attese irrealistiche” (fashionmag.com)

C’è da dire che le donne, sopratutto le ragazze, sarebbero meno propense a sdraiarsi su un lettino operatorio se la stessa società le accettasse così come sono. A parte qualche campagna pubblicitaria il cui messaggio di fondo era che anche con qualche difettuccio si è comunque belle e attraenti, molti spot pubblicitari insultano le donne che quotidianamente non hanno con sé un hairstyle, un make-up artist, un personal trainer e uno stilista di fiducia.

Se costantemente su manifesti e riviste ci sono donne photoshoppate (e per fortuna ora, stanno diminuendo, molto lentamente) tutte le altre non potranno mai avere un confronto realistico con questi modelli di bellezza in quanto ritoccati a puntino e continueranno una lotta perenne contro lo specchio, ovvero contro se stesse.

Google+
© Riproduzione Riservata