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13 giugno 2012

Dormire troppo poco aumenta il rischio di ictus

Il sonno, patria sconfinata della libertà immaginativa, universo senza freni dove la mente può sbrogliare rompicapi esistenziali nell’arco di pochi minuti, rifugio del vessato e ultima meta della giornata è una parte fondamentale dello sviluppo armonico del nostro organismo e da sempre siamo grati di come una lunga nottata di riposo possa ristorarci completamente dalle fatiche più snervanti e pure dalle ammaccature sentimentali che si presentano durante le nostre giornate. Fondamentale per la memoria, per la conservazione dell’energia, per la maturazione del sistema nervoso centrale è momento di ristoro comune a tutti gli animali; avete mai provato a privarvene per numerosi giorni? Se sì conoscerete quella sensazione di soffice spaesamento e ottundimento delle capacità di concentrazione proprie di un cervello riposato e soprattutto l’immenso piacere che si prova gettandosi alla fine in un letto spossati, stirare le membra per un istante di puro godimento e infine sprofondare nelle amorevoli braccia di Morfeo.

Sonno uguale vita sana quindi ma anche promessa di salute futura soprattutto per le persone di mezza età e gli anziani, uno studio della University of Alabama ci fa sapere che dormire meno di sei ore a notte in queste fasce d’età può aumentare il rischio di ictus; un altro bel carico d’ansia per tutti quelli che non si possono permettere periodi di riposo più lunghi. Con uno studio compiuto su più di 50.000 soggetti nell’arco di tre anni, l’autrice Megan Ruiter si è presentata al congresso SLEEP 2012 presentando i risultati su persone senza precedenti di ictus, ischemie e apnee notturne; ebbene dormire meno di sei ore porta all’insorgenza di quei fattori che rendono più probabile avere attacchi.

Il “colpo”, l’apoplessia o accidente cardiovascolare è un brutto male che rientra nelle sindromi vascolari acute e colpisce quasi 200.000 persone l’anno in Italia soprattutto in età avanzata e viene causata da ipertensione, diabete o trombi. Il modo per provare a evitarne l’artigliata è sempre lo stesso, così come per buona metà di questo tipo di disturbi: uno stile di vita equilibrato ovviamente. Niente sigarette quindi dopo una certa età, regolare attività fisica, dieta ricca di frutta e verdura, pesce, latte e adesso, grazie ai ricercatori dell’Alabama, anche una salutare regolarità e abbondanza di sonno. Quindi la scelta è sempre la stessa, una vita pigra e sregolata o attiva e sobria; tanto poi, in realtà, non si sa mai…

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