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17 giugno 2012

Gillo Dorfles: una grande mostra sul Kitsch a Milano

La triennale di Milano dal 13 Giugno fino al 26 Agosto apre al Kitsch nell’insegna del cattivo gusto attraverso una grande mostra. A presentarla  e curarla ritroviamo un personaggio d’eccezione, “Gillo Dorfles” in collaborazione con Aldo Colonnetti e Franco Origoni, Luigi Sansoni e Anna Steiner.

La rassegna espositiva mette in mostra per l’occasione una miriade di oggetti di cattivo gusto, tutti realizzati da artisti in parte celati dietro l’anonimato, gli oggetti in esposizione non si contano per quanto siano numerosi, ma ciò che colpisce maggiormente il visitatore è un enorme tappetto multimediale che apre l’ingresso alla grande mostra. Infatti facendo attenzione ci accorgiamo che non si tratta di un normale tappeto ma di una serie di immagini interattive (circa 5000) che si mettono in movimento passeggiandoci sopra.

L’idea di una grande mostra dedicata al “Kitsch” nasce e si evolve da una retrospettiva che affonda le radici nel 1968, anno in cui “Il Kitsch” prende vita attraverso “L’antologia del cattivo gusto “ della Mazzotta editore  che ne approfondisce  il concetto, da quel giorno diviene fenomeno dilagante attraverso la società come modo di essere, e di esprimersi . Dorfles ha definito e consacrato prima di ogni altro “il concetto di Kitsch” sotto tutti gli aspetti, e lo fa  attraverso citazioni e riferimenti ad opere che affondano le radici nelle “Avanguardie storiche” rese celebri da grandi nomi come: Duchamp, Adriana Bisi Fabbri, Dalì e Enrico Baj, Luigi Ontani e Alberto Savino.

“Il Kitsch” è una forma, un comportamento, un linguaggio che prende forma emulando  in modo triviale l’arte, la scultura e l’architettura del passato, opere di grandi artisti come “Il Mosè” di Michelangelo o “La Gioconda” di Leonardo Da Vinci, sono contestualizzate in modo diverso. Le opere in questione, assumono diverse connotazioni attraverso un linguaggio provocatorio, che quasi per gioco diviene anche  ironico, malizioso e di cattivo gusto.

Gillo Dorfles afferma: “L’industrializzazione culturale estesa al mondo delle immagini artistiche ha condotto con se un’esasperazione delle tradizionali distinzioni tra diversi stati socio-culturali. La cultura di massa è venuta ad acquistare dei caratteri assai diversi (almeno apparentemente) dalla cultura d’elite, e ha reso assai più ubiquitario e trionfale “il Kitsch” dell’arte stessa. E ancora: “Come sempre, sono l’intenzione e la consapevolezza, sia rispetto all’utilizzo delle tecniche sia nei riguardi dei contenuti, che trasformano un oggetto, una forma, ma anche un comportamento, un opera, un linguaggio che sentiamo veri e autentici. La vera arte non è mai maliziosa “il Kitsch” lo è, e questa è la sua essenza.

Gillo Dorfles ha raggiunto la veneranda età di 102 anni, nasce a Trieste il 12 Aprile del 1910, e si forma come  critico d’arte, pittore e filosofo. Negli anni a seguire prende la cattedra come docente presso l’Università di Trieste e di Milano come insegnante di estetica. E’ stato un dei fondatori del “Movimento per l’arte concreta” e nel 1956 contribui a costituire “l’Associazione per il disegno industriale”. Prende parte a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 1995 partecipa al “Manifesto dell’antilibro”, e nel 2009 pubblica “Arte e comunicazione” attraverso il quale esprime le sue teorie sulle problematiche concettuali legate alla cinematografia, la  fotografia e l’architettura.

 

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