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1 giugno 2012

Ma a che serve studiare?

Chissà quanti studenti si sono posti questo quesito esistenziale: ‘Ma a che serve studiare?’ e chissà quanti sono riusciti a darsi una risposta davvero soddisfacente.

Dalle scuole elementari al liceo all’università, sempre costante soprattutto nei periodi di interrogazioni, compiti in classe ed esami questo punto di domanda almeno una volta è ‘venuto a tutti’  e se non vi ricordate di averlo avuto provate a pensare un attimo ai logaritmi o alla ‘Divina Commedia’  di Dante Alighieri  bella certo e come appunto l’ha definita Giovanni Boccaccio DIVINA ma per l’età in cui la si studia è davvero pesante.

Chi negli anni più belli della propria vita 16-18 anni può pensare seriamente al significato intrinseco della  Divina Commedia al massimo ci si appassiona  al V CANTO dell’Inferno nel quale viene raccontata la passione di Paolo e Francesca e questo perchè sono gli anni in cui anche loro, i giovani, vivono di e per amore.

Negli anni del liceo chi con più fermezza si pone questa domanda alla fine del percorso scolastico si ritrova ad abbandonare gli studi se non prima di terminarli e inizia a lavorare e a vivere ‘alla giornata’. Prendere il mondo come viene sembra essere lo spirito guida di questa parte di giovani.

Un’altra parte di studenti conseguita la maturità decide di prendersi il famoso ‘anno-sabbatico‘per cercare di comprendere cosa sia più giusto da fare: continuare gli studi o fermarsi? In genere chi smette per un anno spesso per circostanze e situazioni varie non riprende più il percorso formativo.

E’ opinione diffusa poi tra gli stessi studenti che nel momento in cui si intraprende un percorso diverso da quello scolastico e si ottiene magari un lavoro anche se part-time molti ragazzi  attratti dal denaro e dal desiderio di indipendenza e complice la vocina che in testa porta a  interrogarsi  sul ‘Ma tanto a che mi serve studiare?’ decidono di lasciare la scuola.

Ma ora cambiamo quesito e chiediamoci : PERCHE’ I GIOVANI SI PONGONO QUESTA DOMANDA?

Non solo al liceo per colpa di ‘Dante e dei logaritmi’ ma anche all’Università molti studenti abbandonano il sogno di laurearsi. Ma perchè? Non c’è un solo motivo.

Forse il più evidente motivo che spiega anche i numeri sempre minori di iscritti alle Università ( vedi dati Istat) e il periodo storico in cui si sta vivendo. Un periodo di costante crisi economica e dunque crisi per il mercato del  lavoro. Molti giustamente si interrogano sul perchè studiare per anni se poi si finisce a fare un lavoro che si sarebbe potuto ottenere anche con una licenza media.

E’ in questo clima di sfiducia sociale che nasce il sentimento di resa per lo studio. Uno studente che si arrende e  alza le mani come un criminale ad una società nei panni del cattivo poliziotto.

Ovvio che la crisi economica è solo uno dei tanti motivi che possono giustificare una scelta così drastica come quella di abbandonare la scuola; ve ne sono di motivazioni anche molto più semplici, persone che hanno ambizioni diverse : c’è chi desidera una famiglia, chi vuole fare il muratore o il meccanico, c’è chi ha come sogno essere nomade per tutta la vita. Poi ci sono semplicemente ragazzi che credono che la scuola non faccia per loro. Tutto ciò è solo questione di scelta di vita.

Se si vuole però accettare un consiglio sincero la cosa più giusta da fare salvo altro desiderio, è non abbandonare mai lo studio. Continuate il vostro percorso formativo in fondo Socrate diceva ‘SO DI NON SAPERE’ dunque cercate di apprendere il più possibile! Ponetevi grandi obiettivi e non abbiate paura di raggiungerli e se siete impauriti ricordatevi sempre che non siete mai soli.C’è sempre chi crede in voi, la vostra famiglia, un amico, un fidanzato… e così qualunque traguardo voi raggiungiate sarà grazie allo studio e all’impegno. Ma soprattutto sarà grazie a quanto voi ci avete creduto.

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