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30 giugno 2012

Perugia: persone, famiglia e “L’idea di Status nel XXI Secolo”

Accademici, politici e giuristi si sono incontrati a Perugia per affrontare il delicato tema dello ‘status’, l’insieme cioè dei diritti e doveri fondamentali delle persone; l’intento è quello di dar vita a un progetto di norme comuni europee sugli individui e la famiglia. La questione è stata dibattuta nel corso dell’iniziativa “L’idea di Status nel XXI Secolo“, organizzato dal Centro studi sulle radici ebraico-cristiane della civiltà europea dell’Università degli Studi di Perugia.

In questo periodo storico, infatti, le definizioni manualistiche di ‘status’ risultano insufficienti rispetto allo sviluppo delle situazioni personali ed esistenziali dei soggetti giuridici, diverse di Paese in Paese. Così il dibattito tra istituzioni e dottrina verte, sullo sfondo del principio di eguaglianza formale e sostanziale, sull’individuazione della ragione di esistenza di posizioni di privilegio o di protezione di taluni soggetti deboli (minori, disabili, stranieri, rifugiati, omosessuali, reclusi, malati, coppie conviventi, consumatori) e la necessità di andare a un’ armonizzazione della materia.

Il professor Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, nel rivisitare la sua fondamentale monografia del 1993 su “Status e capacità”, ha tracciato l’evoluzione del concetto di status della persona a partire dalla concezione classista e discriminatoria, propria della cultura medievale, fino alla proclamazione dei diritti fondamentali dell’uomo nelle convenzioni internazionali del secondo dopoguerra (sec. XX), sottolineando molteplici e recenti episodi di reviviscenza di odi razziali, discriminazioni e violenze.

Il superamento di queste contrapposizioni per la redazione di un corpo di norme comuni ai Paesi dell’Unione Europea, è l’obiettivo di un ambizioso progetto che persegue la sede perugina dell’Accademia dei Giusprivatisti Europei, sotto la presidenza del professor Antonino Palazzo. Palazzo ha ricordato gli studi di Martha Nussbaum sui Programmi delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale che hanno sostituito, nella valutazione della ricchezza degli Stati, il criterio di capacità degli ordinamenti di promuovere le condizioni in cui ciascuno possa sviluppare le proprie potenzialità e abilità e godere di beni comuni come l’aria e l’ambiente, la serenità e il rispetto della dignità umana.

A completare la tavola rotonda la relazioni del professor Ferdinando Treggiari, storico del diritto dell’Università di Perugia, e quella del professor Francesco Scaglione, specialista di diritto privato della Facoltà di Economia.
Testimone di rilievo internazionale è stato il professor Mario I. Alvarez Ledesma, coordinatore per l’Istituto Tecnólogico di Monterrey, Campus di Città del Messico, del Dottorato di ricerca Europeo e Internazionale dell’Università di Perugia su “Società della conoscenza e disciplina del Mercato comune”, diretto per l’Italia dal professor Andrea Sassi, che partecipa al progetto dell’Accademia.

Attestazioni di apprezzamento e auspici per il successo dell’iniziativa sono giunti al professor Antonio Pieretti, Presidente del Centro studi sulle radici ebraico-cristiane nonché Pro Rettore dell’Ateneo perugino, da Giuseppe Gandolfi, copresidente dell’Accademia dei Giusprivatisti Europei, e dal Senatore Filippo Saltamartini, della Commissione Affari Costituzionali.

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