• Google+
  • Commenta
18 giugno 2012

Silent Party: la musica in cuffie

La moda delle discoteche nasce intorno agli anni Sessanta in seguito al boom economico e quindi all’affermazione del turismo di massa e della musica leggera popolare. Da allora, con forza sempre maggiore, quella della discoteca è un’usanza che si è sempre più imposta nelle abitudini dei giovani, fino a diventare una vera e propria costante del sabato sera.

Se musica elettronica a volume esagerato, luci psichedeliche e stroboscopiche  intermittenti e nuvole di fumo per alcuni sono uno sballo assicurato, per altri la discoteca non è che follia. Un concentrato di rumore all’ennesima potenza, un disturbo prolungato della quiete notturna.

Sarà anche un po’ per questo che, negli ultimi anni, sta prendendo piede la nuova moda, molto in voga anche in Italia, dei Silent Party. Party silenziosi, quindi, ma solo per chi non partecipa. Si tratta infatti di feste danzanti, organizzate spesso in discoteca ma sempre più di frequente anche in spazi aperti, in cui la musica viene ascoltata attraverso delle speciali cuffie collegate tramite wireless alla console del deejay.

Togliendosi la cuffia, la musica non può essere sentita e il silenzio fa da padrone a un atmosfera soft del tutto irreale. Basta guardarsi intorno, infatti, per assistere ad uno spettacolo fuori dal comune: ragazzi che si muovono a ritmo di disco music in un apparente silenzio. Non serve altro che rimettersi le cuffie, poi, per ritrovarsi di nuovo immersi in una delle più folli notti in discoteca. Divertimento assicurato e prolungato per tutta la notte, a disturbo zero.

Simili sono i Mobile clubbing. Eventi flash mob che prevedono il ritrovo in un posto prestabilito e non convenzionale di un gruppo di persone che balla al ritmo della propria musica, trasmessa da comuni lettori Mp3. A differenza dei Silent party, ogni persona, munita di cuffiette, seguirà la musica della propria playlist, diversa da quella di qualsiasi altro partecipante. Questi eventi sono spesso organizzati in spazi aperti o comunque molto frequentati, come piazze, stazioni o vie principali, trasformati in temporanee piste da ballo.

Quella dei Silent Party è una moda che sta prendendo piede in molte città italiane. Uno degli ultimi è stato organizzato a Bolzano, in Alto Adige, lo scorso 7 giugno. La piazza principale, il salotto buono della città, è stata occupata da 450 giovani universitari scatenati al ritmo della musica di diversi Dj. Una festa alternativa, senza precedenti a Bolzano, ma anche una dimostrazione, una protesta contro le difficoltà di fare musica all’aperto: una provocazione “soft”, come viene definita da Corrado Roccazella in un’intervista per il giornale L’Alto Adige. E a chi gioca la critica della comunicazione interpersonale azzerata, risponde con fermezza che a differenza delle discoteche in cui si deve urlare, basta togliersi la cuffia per parlare.

 

Google+
© Riproduzione Riservata