• Google+
  • Commenta
30 giugno 2012

“Strip” alla BNL: la protesta degli studenti napoletani

Gli studenti dei gruppi napoletani Occupy e Zero81 in versione “strip” hanno invaso oggi, 29 giugno, con tende e striscioni la sede BNL-Paribas in via Toledo, distribuendo volantini di sensibilizzazione ai problemi non risolti dalla riforma Fornero. E hanno in programma un’ altra manifestazione a Napoli questo sabato 30 giugno 2012.

I ragazzi napoletani: se ne inventano sempre una“, avranno pensato i passanti incuriositi.

Qualcuno avrà anche scherzosamente definito quegli studenti napoletani “very hot“, vedendoli oggi, 29 giungo 2012, all’esterno della filiale BNL-Paribas in Via Toledo a Napoli, pronti alla loro pacifica irruzione.

E a spogliarsi, per entrare nella banca (nella foto).

Ma non si è trattato di una goliardata, bensì di una protesta organizzata dagli studenti dei gruppi napoletani OccupyZero81. I giovani manifestanti, una trentina, armati di volantini e di maschere ispirate al famoso film V for vendetta, si sono introdotti nell’istituto di credito per contestare la riforma del Ministro Fornero: Paghino i ricchi! ammoniva il loro striscione bicolore (nella foto), ricordando come, ancora una volta, la crisi pesi soprattutto sui soliti noti.

All’esterno, intanto, altri dieci dimostranti hanno continuato a manifestare, fino all’arrivo della polizia che li ha dispersi.

L’intervento delle forze dell’ordine era previsto: gli studenti volevano attirare l’attenzione sulla manifestazione che attraverserà le strade di Napoli domani, sabato 30 giugno, ispirata dall’ormai acuta insofferenza verso Equitalia e la riforma Fornero.

Con lo slogan “Ripartiamo da Sud  – contro la crisi” i ragazzi di Occupy e Zero81, sostenuti dalle adesioni di tanti gruppi provenienti da altre regioni italiane, attraverseranno domani il cuore della città, partendo da Piazza Garibaldi alle ore 16.00.

Mentre i grossi capitali viaggiano indisturbati e le banche continuano ad aumentare i propri introiti– si legge nel comunicato rilasciato dal sito ufficiale di Zero81–  la disoccupazione giovanile in alcuni comuni del mezzogiorno arriva anche al 50% e la legalità è un’ottima evocazione da comizio elettorale“.

Il gruppo Zero81 propone una ricerca a livello territoriale delle risposte, perché esse non siano semplicemente calate dall’alto degli scranni del governo tecnico, ma valutino concretamente la realtà del territorio campano, e più in generale meridionale: “Pensiamo che a questo quadro manchino delle coordinate chiare, delle linee di uscita dalla crisi che vedano come terreno ricompositivo la precarietà e come risposta all’impoverimento il reddito, ma pensiamo anche che vada trovata la sua declinazione nelle esperienze che esistono sui nostri territori“.

Partendo dalla condivisione di un punto di vista meridionale e mediterraneo (…)si legge ancora nel comunicato ufficiale che presenta la manifestazione di sabato– occorre valorizzare questi processi  come possibili vie di fuga dalla crisi, alternativa reale alle politiche della Bce o al modello che vuole riformulare l’Europa economica nella visione più moderata caldeggiata tanto da Hollande quanto dal PD“.

E lanciano la loro sfida a vedere nel Meridione il punto di irradiamento di una riflessione alternativa e unificatrice: “Abbiamo provato a capire se guardando verso il mediterraneo fosse possibile ricostruire una serie di rotte di resistenza e che possono essere i punti di partenza di questo discorso, abbiamo provato a capire se fosse possibile condividere questa esigenza con altri e altre nel Sud del nostro paese (…). Da questo viaggio è nata l’esigenza di gettare le basi per questo discorso, oggi ancora semplicemente ideale, ma che speriamo possa dotarsi rapidamente di gambe proprie“.

Occupy e Zero81 cercano una riflessione critica in autonomia e indipendenza non solo rispetto ai percorsi di rappresentanza ufficiale, ma anche rispetto a quelli di rappresentazione dei conflitti o delle lotte, per far fronte con una proposta diversa alla precarietà materiale che ha trascinato il paese alla deriva della precarietà esistenziale.

Perciò la manifestazione di sabato 30 giugno vuole essere un’occasione di costruttiva sensibilizzazione collettiva, come “uno spezzone aperto e non identitario che (…) sappia essere uno spazio di vera condivisione in quel corteo“.

 

Google+
© Riproduzione Riservata