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18 giugno 2012

Trapianto di vena riuscito grazie alle cellule staminali

Uno dei rischi maggiori di ogni trapianto è quello del rigettoLa prevenzione e la cura farmacologica a volte non bastano e l’ unica possibilità per il paziente è un nuovo trapianto. Le cellule staminali sembrerebbero offrire una soluzione a questo problema.

La notizia giunge dalla Svezia dove un team di chirurghi dell’ University of Gothenburg e dello Shalgrenska University Hospital  aveva utilizzato circa un anno fa delle cellule staminali nel trapianto in una bambina di dieci anni di una vena molto importante, il cui malfunzionamento ostruiva il flusso sanguigno tra l’intestino e il fegato. A distanza di dodici mesi, i ricercatori hanno potuto constatare l’ efficacia del metodo sperimentato.

I medici avevano sottoposto a decellularizzazione un vaso sanguigno di un donatore deceduto, cioè lo avevano ripulito con enzimi e detergenti dalle cellule originarie evitando così il rigetto. Successivamente, avevano iniettato nella vena cellule staminali prelevate dal midollo osseo della paziente rendendo la struttura da trapiantare identica a quella della bambina. Nell’ anno trascorso dall’ intervento la paziente è cresciuta di sei centimetri e di cinque chili ed ha iniziato a svolgere moderata attività fisica.

Questa tecnica non solo risulta valida nei casi in cui una vena non può essere sostituita con altre prelevate dal corpo o con quelle sintetiche ma offre differenti possibilità di utilizzo, come hanno sottolineato gli stessi ricercatori in un’ intervista pubblicata su “La Stampa”: “questa ricerca stabilisce la fattibilità e la sicurezza del trattamento in caso di ostruzione o insufficienza venosa e apre nuove aree di ricerca, come ad esempio cercare di riprodurre le arterie da usare nei bypass coronarici“.

Lo studio dal titolo “Transplantation of an allogeneic vein bioengineered with autologous stem cells: a proof-of-concept study” è stato pubblicato su “The Lancet”.

 

Maggiori dettagli sul sito web: http://www.thelancet.com/

 

 

 

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