Dibest, Dimsi. Nuova sinergia Unical – territorio?

Redazione Controcampus 8 Luglio 2012

La nuova organizzazione universitaria (riforma Gelmini) va in auge in Unical dal prossimo anno accademicoNon sarà solo una questione nominale, le facoltà e i dipartimenti non esisteranno più e nuove strutture prenderanno il loro posto, per le quali la decisione in progress sarà importante e determinante per tutta la comunità universitaria Unical.

La nuova organizzazione universitaria (riforma Gelmini) va in auge in Unical dal prossimo anno accademico

Non sarà solo una questione nominale, le facoltà e i dipartimenti non esisteranno più e nuove strutture prenderanno il loro posto, per le quali la decisione in progress sarà importante e determinante per tutta la comunità universitaria Unical.

Le future strutture avranno bisogno di maggiore didattica o maggiore ricerca…  Non tutti i nuovi direttori la pensano allo stesso modo.

C’è da tener presente che si gioca una partita i cui effetti ricadranno sulla intera regione calabrese e potranno individuare sinergie università – territorio, con effetti sull’occupazione dei giovani laureati e sulle competenze che possono svecchiare e arricchire la pubblica amministrazione e l’impresa locale calabrese.

Due strutture, il Dibest (dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della terra) e il Dimsi (dipartimento di Informatica, Modellistica e Sistemistica), che nascono dalla vecchia facoltà di  Scienze matematiche, fisiche e naturali e da quelle di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica, affermano la possibilità di un autonomo equilibrio all’interno di esse tra ricerca e didattica.

Il DIBEST avrà cinque corsi di laurea triennali: Scienze naturali, Scienze e tecnologie biologiche, Biologia. Scienze geologiche, Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali.

Quattro i corsi di laurea magistrale: Biodiversità e sistemi naturali, Biologia, Scienze e tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, Scienze geologiche.

La struttura punta sulla continuità rappresentata dal nuovo direttore che sarà il preside uscente, Gino Crisci, eletto con 51 voti su 66 votanti.

Ordinario di Petrologia e Petrografia, all’Unical lavora da oltre 35 anni, Crisci all’attività di ricerca ha affiancato la partecipazione a diversi organismi d’ateneo: è stato membro del Consiglio d’amministrazione, presidente del Cams, membro di diritto del Senato dalla sua elezione a preside nel 2005.

Rappresenta l’Unical nel cda del consorzio “Cultura e innovazione”  che gestisce il distretto tecnologico sui beni culturali.

La sua attività di ricerca ha riguardato i vulcani, dalla fine degli anni ‘70. A questo ha unito anche la passione per le scienze del restauro, che fanno parte da qualche anno dell’offerta formativa dell’Unical, i cui filoni di ricerca principali sono la provenienza dei materiali e la caratterizzazione di malte e intonaci nei vari periodi storici.

Il DIMSI, che sarà ribattezzato Dimes, ovvero dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica, nasce dall’adesione di professori e ricercatori che fanno riferimento all’area elettronica.

I corsi di laurea che afferiscono al DIMSI sono Ingegneria lnformatica, Ingegneria Elettronica (triennale) e Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria dell’Automazione e Ingegneria Informatica oltre a Ingegneria Elettronica (magistrale). Il dipartimento è attivo anche nei corsi di laurea in Ingegneria Civile e Chimica.

Direttore del dipartimento sarà Sergio Greco, eletto al primo turno con 52 voti su 54 votanti.

Classe ‘55,  Greco è ordinario di Sistemi di Elaborazione delle lnformazioni presso l’Unical dal 2000. È stato visiting scìentist presso Mcc di Austin e presso il Dipartimento di Computer Science di Ucla (Los Angeles).

I suoi attuali interessi scientifici includono le basi di dati e sistemi informativi, l’analisi dei dati e la rappresentazione della conoscenza. Coordinatore di comitati di programma di diverse conferenze nazionali e internazionali ed associate editor di riviste a carattere internazionale, attualmente è anche associate editor della rivista Ieee-Tkde.

La necessità di mettere insieme didattica e ricerca sarà resa possibile, secondo Gino Crisci, grazie alla formula efficace scelta per il Dibest: una struttura «di media grandezza, con70 o 80 docenti, per poter gestire in quasi esclusiva autonomia i corsi di laurea».

L’Unical ha grosse eccellenze e alcune carenze, un’università a macchia di leopardo. Per le carenze nella didattica la ragione è stata la perenne instabilità e le continue modifiche di legge, a cui s’è aggiunto il cattivo trattamento riservato dal governo precedente ai ricercatori sul piede di guerra che invocano alcune opportune modifiche al regolamento.

Se ci potrà essere mai un connubio tra università e territorio calabrese, questo è tutto da decidere, sicuramente molti sono gli errori fatti, sia dagli universitari che dai politici, nei tempi passati sono state aperte troppe mini facoltà invocate dai politici locali come una «conquista» e una «opportunità per il territorio», in realtà spesso nate sulla spinta di interessi locali, di congreghe e cordate accademiche, in risposta a logiche di potere.

«Sui dipartimenti è mancata una vera progettualità – dice Criscie alla fine ne sono nati di tutti i tipi. Io ho sempre detto che il fattore caratterizzante doveva essere la didattica. La ricerca è flessibile, la didattica è sottoposta a regole rigide. Secondo me a questo aspetto è stata data poca attenzione».

L’Unical è servita a formare una valida classe di tecnici, inesistente prima in Calabria. Ora la partita deve essere giocata dalle forze politiche, creando centri di aggregazione per offrire loro opportunità di lavoro.

Dalla parte politica l’errore più grossolano è la difficoltà di far arrivare la categoria degli universitari nel sistema politico calabrese.

L’impatto dell’Unical sulla classe politica è  piccolo. «Il punto è: o ti normalizzi, o vieni buttato fuori. Se pochissimi universitari sono nel sistema politico calabrese vuol dire che tendiamo a non normalizzarci, anche se qualche buon contributo lo abbiamo dato».

La politica accusa l’Unical di fare teoria… e l’Unical ribatte che i politici hanno la mania del controllo che non sono riusciti ad imporre sull’Università.

Esiste il pregiudizio personalistico nella classe politica per cui l’Unical è l’università di Latorre, oggi, così come lo sarà domani del prossimo rettore. Ma è profondamente sbagliato, questa è l’università della Calabria. Aiutare l’Unical non significa aiutare Latorre, ma aiutare la Calabria.

«Questa è una realtà importante, che la Regione dovrebbe difendere perché è un patrimonio della Calabria. Invece a volte avverto una vera e propria ostilità. Un’ostilità che va e viene. Le faccio un esempio. Noi siamo tra i massimi esperti in Italia per l’amianto, ma se la Regione dovesse fare progetto, si rivolgerebbe altrove. E un dispetto a me? No, ai calabresi, perché le risorse sarebbero state spese qui. E non ci coinvolgono nemmeno per un parere, che offriremmo gratis».

Il paradosso ulteriore sta anche in altro. Sul restauro … «Abbiamo corsi di laurea al riguardo. Lavoriamo in Messico e in Turchia. In Calabria i restauratori bravi si contano sulle dita di una mano. Ma non veniamo coinvolti, pur avendo un corso di laurea in diagnostica del restauro e laboratori analitici che possono competere con i più importati centri di diagnostica italiani e internazionali».

Si è provato anche con i Comuni dell’area urbana a collaborare per il restauro, ma non accaduto niente. « Con Cosenza, non sono stato ascoltato anni fa quando proposi al Comune di Cosenza di creare nel centro storico un grosso centro di restauro.

L’apertura di una facoltà nel centro storico è piuttosto difficoltosa, ma ho sempre detto però che si può trasferire la didattica di terzo livello (master, ecc.)».

Per Sergio Greco, direttore del Dimsi (a breve, Dimes), l’elemento chiave del suo dipartimento sarà la ricerca.

«Puntiamo a migliorare – spiega – gli ottimi risultati del passato. Per quanto attiene alla didattica, dovremo sicuramente riorganizzarla poiché l’offerta attuale sarà difficilmente proponibile, almeno con le risorse al momento disponibili. Bisognerà riorganizzare tutta la didattica dell’ateneo, al momento gestita in ambiti più ampi (le facoltà) dove spesso sono state fatte delle scelte che hanno tenuto in scarsa considerazione i costi e i relativi benefici».

La soddisfazione di Greco per i Dipartimenti Deis e Modellistica sta nella distinzione per la qualità della ricerca, testimoniata dai risultati prodotti in pubblicazioni e progetti e, soprattutto, nel fatto che i ricercatori sono ben inseriti nei circuiti della ricerca internazionale, con la loro presenza nei comitati di programma d’importanti conferenze e negli editorial board di riviste di altissimo livello.

Il lavoro per i laureati in questi settori è quello dell’informazione, principalmente, settore che offre possibilità occupazionale anche in Calabria.

Le difficoltà qui nascono dalla mancanza di un mercato locale e di investimenti, ma anche dalla carenza di un management capace di operare nel mercato nazionale e internazionale.

«Il problema più grosso è fare in modo di investire sulle imprese che realmente vogliono rimanere in Calabria. La tendenza è verso un processo di depauperamento delle risorse che arrivano.

La politica ha gravissime colpe, ma anche noi universitari abbiamo delle responsabilità, nel senso che spesso facciamo da “sponda” ad imprese che non hanno alcuna intenzione di investire in Calabria. 

Per quanto riguarda noi, bisognerà investire di più nella ricerca fondamentale. L’Università deve favorire la collaborazione con il sistema imprenditoriale non surrogarlo con attività che dovrebbero essere svolte dalle imprese».

Melina Rende

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto