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3 luglio 2012

Erasmus un punto in più per farsi assumere in azienda

Secondo una ricerca dell’ufficio studi Bachelor, tra due candidati all’assunzione con titoli e meriti equivalenti il 78% delle imprese sceglierebbe chi ha frequentato il programma di Erasmus all’estero.

Il progetto Erasmus quindi fa curriculum e potrebbe rivelarsi un’opportunità in più per trovare un lavoro. Anche se sei donna, il 78,1% delle aziende, tra due candidati “ equivalenti” a titoli e meriti, sceglierebbero quello che ha svolto una vacanza Erasmus.

In tempi di crisi economica e di scarsità di opportunità lavorative, ogni occasione è buona per aggiungere un’esperienza nuova al curriculum vitae. Tra gli studenti italiani l’Erasmus è già molto diffuso. Le mete più ambite per un periodo all’estero sono : Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti

Tuttavia, il Consiglio Europea per aumentare la crescita economica e il rilancio del marcato del lavoro lo fa attraverso il progetto Erasmus.

Era il 26 aprile quando Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo, alla platea dello European Business Summit di Bruxelles diceva che “l’Europa deve essere in grado di fare quello che il programma Erasmus ha prodotto per gli studenti e gli studi”.

L’esecutivo comunitario ha iniziato un programma per aiutare i giovani dai 18 ai 30 anni in cerca di lavoro nei paesi coinvolti dal progetto Erasmus.

Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue per l’Occupazione, Laszlo Andor, “una persona con determinate competenze che non trova impiego nel proprio paese, perché magari lì non cercano una persona con quelle capacità, può invece trovare un posto di lavoro in un altro paese dove sono alla ricerca di persone come lui, con quelle competenze e con quelle conoscenze”. “Il tuo primo posto di lavoro Eures” – questo il nome del progetto pilota – intende migliorare la mobilità transfrontaliera di 5.000 persone.

Non pensiamo che questo programma risolverà tutti i problemi del mercato del lavoro”, ha detto il portavoce di Andor. “Crediamo che sia però uno strumento utile per attenuare il fenomeno della disoccupazione giovanile”.

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