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Sanzioni economiche: significato, cosa sono e cosa comportano

Flavia de Durante 19 Marzo 2022
F. d. D.
20/05/2022

Dal significato delle sanzioni economiche, a cosa comportano e quando si applicano: perché necessarie le misure restrittive internazionali.



Cosa sono le sanzioni economiche restrittive e quando è necessario applicare queste misure internazionali? Cosa accade ai paesi che le impongono e cosa a quelli che le ricevono?

Nell’era della globalizzazione scontri internazionali alterano l’equilibrio geo-politico e sociale di un intero pianeta. Per inibire l’insorgere di scenari drammaticamente conflittuali, si ricorre all’applicazione di misure restrittive ai paesi che intraprendono mosse offensive. Di certo si tratta di una manovra volta a far tornare nel minor tempo possibile -e con quanti meno danni possibile!– la situazione ad un clima di “pace”.

Ma cosa sono le sanzioni restrittive internazionali, quando ed in che modo si applicano?

Con questa espressione si intende un insieme di misure eterogeneo volto a “punire” e “contenere” le azioni di uno o più stati che violano le norme di diritto internazionale. Le misure possono concretizzarsi in vario modo. Dal divieto di viaggio all’ embargo sulle armi; o, ancora, restrizioni del movimento dei capitali. Riduzioni degli aiuti, le restrizioni commerciali.

Ma a cosa servono queste misure? Innanzitutto, sono considerate come uno strumento “d’azione” in politica estera. Infatti, a questo proposito, nella maggior parte dei casi le restrizioni internazionali sono utilizzate da parte dei singoli stati. Ma non è tutto. Ad applicare le misure possono essere, in casi di estrema gravità, interi istituti sovranazionali (come l’Unione Europea). O, all’occorrenza, le organizzazioni internazionali.

I motivi che fanno “scattare” le restrizioni possono essere i più svariati. Come sottolineato, è una giusta causa ogni atto illegittimo che viola le norme di comportamento internazionali. Ogni azione che mina l’equilibrio geo-politico e sociale all’interno e all’esterno di un paese.

Analizziamo nel dettaglio significato e tipologie di sanzioni restrittive, quando si applicano le misure restrittive e come.

A parlarcene, il Professor Raimondo Pasquino, ex Rettore e docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno.

Significato delle sanzioni economiche internazionali: cosa sono e cosa comportano

Per valutare un esempio di sanzioni economiche in Italia dobbiamo risalire al 1935, quando il Regno d’Italia è chiamato a pagare per i crimini commessi in Etiopia. Siamo quindi in un contesto storico molto diverso da quello attuale italiano, che ricordiamo prevede un impegno politico nel ripudio della guerra e garanzia della pace.

Anni 2015-2018, gli Stati Uniti accusano l’Iran di violazione del diritto internazionale, condannandolo ad un insieme di misure finanziarie restrittive. 2014: a seguito della crisi in Crimea, gli USA rivolgono pesanti sanzioni in Russia. Nel 2022, oggigiorno, il terribile scenario bellico ucraino-russo ci obbliga ad assistere al susseguirsi di innumerevoli sanzioni contro la Russia putiniana.

Questi sono solo alcuni esempi che, nel corso della storia contemporanea, hanno chiarito tristemente il significato di restrizioni economiche, cosa sono, quando si applicano e perché.

“Le misure restrittive sono uno strumento essenziale della politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE. Sono utilizzate dall’UE nell’ambito di un approccio politico integrato e globale. Comprendente il dialogo politico, sforzi complementari e il ricorso ad altri strumenti a disposizione.– Questo quanto stabilito dal Consiglio dell’Unione Europea.

Le restrizioni si concretizzano, solitamente, attraverso la sospensione di scambi commerciali. In seconda battuta, con l’innalzamento dei dazi sugli scambi merci. Si parte dall’eliminazione temporanea delle importazioni-esportazioni di cibo. Sino a quella delle medicine. In linea generale, le restrizioni possono essere applicate sia agli stati che ai singoli soggetti. Possono essere dirette a:

  • governi di paesi terzi a causa delle loro politiche;
  • entità (società) che forniscono gli strumenti per l’attuazione delle politiche in questione;
  • gruppi o organizzazioni quali i gruppi terroristici;
  • individui che sostengono le politiche in questione, sono coinvolti in attività terroristiche, ecc.

Inoltre, come stabilito dal Consiglio Europeo, “sono elaborate in modo tale da ridurre al minimo le conseguenze negative per chi non è responsabile delle politiche o azioni che hanno portato all’adozione delle restrizioni. In particolare l’UE si adopera per ridurre al minimo gli effetti sulla popolazione civile locale.”

Quali sono le misure di restrizione o di blocco

Le “pene” attualmente maggiormente usate sono il divieto di visto, il blocco dei beni esportati e l’embargo sulle armi. Per quanto riguarda le restrizioni economiche, quest’ultime sono più rare. Dove esistono, sono rivolte a poche attività economiche considerate strategiche. Ma mai all’intera economia del paese cui si applicano.

Per meglio comprendere chi può imporre questi misure e cosa sono le sanzioni economiche di Russia, Italia o altro Paese UE, analizziamo il procedimento di adozione che consta di due fasi:

  • su proposta dell’Alto Rappresentante, il Consiglio dell’Unione europea adotta delle decisioni che vengono prese all’unanimità;
  • su proposta congiunta dell’Alto Rappresentante e della Commissione, il Consiglio dell’UE adotta a maggioranza qualificata un regolamento con disposizioni circa l’attuazione delle “pene”.

Alla fine di queste due fasi, gli Stati membri dell’Unione Europea devono adottare delle proprie norme nazionali per attuare le misure previste dalle restrizioni.

“Ci sono innumerevoli ragioni per considerare le sanzioni come strumento di deterrenza per impedire che una nazione agisca a proprio piacimento. E sono estremamente efficaci. Probabilmente si tratta dell’unico strumento utile e concreto per intervenire tempestivamente e con risultati.”- Principia il professor Pasquino.- “Altri strumenti tanto validi non ce ne sono.”

“La particolarità di queste misure restrittive è che non arrivano solo ai “pezzi grossi”, ai governatori. Esattamente l’opposto. La punizione economica colpisce il popolo. Ed è dal basso che, nella maggior parte dei casi, si inizia a capire che c’è qualcosa che non va. Non arrivano i prodotti nei negozi, non c’è opportunità di acquisto, c’è il rischio del default.”

“E se il popolo comprende, i segnali si vedono. La storia ce lo insegna. A catena, iniziano a realizzare la gravità dei crimini commessi anche coloro che accerchiano il governatore in questione. E a quel punto, solitamente, si inizia ad optare solitamente per un’inversione di marcia in politica estera. Dovuta anche e soprattutto al fatto che, in visione lungimirante, ai paesi sanzionati spetta pagare grossi debiti anche dopo la fine dei conflitti.”- Spiega il professore.-

Cosa comportano le sanzioni economiche internazionali

Sia per guerra, terrorismo o difesa dei diritti umani, le misure vengono applicate in modo diverso. Fattori determinanti sono gli scambi socio-politico-commerciali che il paese sanzionato intrattiene normalmente con gli altri. E, inoltre, le condizioni amministrative generali dei sanzionatori. Analizzato cosa sono e quando si applicano le sanzioni economiche, in che modo, soffermiamoci sulle loro conseguenze. Cosa accade a chi le applica e cosa a chi le riceve? Ne parliamo con il prof. Pasquino.

“Le sanzioni economiche conseguenze ne comportano non soltanto a chi le riceve. Ma anche a chi le impone. Viviamo in una società estremamente globalizzata. Che vuol dire? Che ci basiamo su una rete di rapporti che collega quotidianamente tutte le aree della terra. Per questo motivo, se si “blocca” un processo economico non lo si fa mai a scapito di un’unica regione.”

“Da ogni parte, quindi, in questo meccanismo a catena, si pagano le conseguenze delle misure restrittive. Vengono meno le opportunità di acquisto, le opportunità di vendita. Ci sono delle dinamiche economiche precise. Quando totalmente alterate, disturbano e distruggono gli equilibri faticosamente raggiunti da ogni parte.”- Chiarisce il docente.-

“Purtroppo, però, come dicevo, le restrizioni sono l’unico strumento che abbiamo. Al giorno d’oggi, a pensarci, come altro si potrebbe arrestare l’azione di guerre o genocidi?”- Conclude il docente. – “Sono l’unica strada possibile.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto