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26 luglio 2012

Genova ringrazia, rifiuta e va avanti: niente Ingegneria agli Erzelli

Dopo mesi di trattative e mezzi consensi, arriva il no definitivo da parte dell’Ateneo per la partecipazione al progetto del Parco Scientifico.

Il Senato Accademico dell’Università degli studi di Genova si è riunito nella mattinata del 24 luglio per ufficializzare il proprio parere negativo riguardo al trasferimento della facoltà di Ingegneria, tuttora situata ad Albaro, all’interno del Parco degli Erzelli. Parere confermato il giorno dopo dalla riunione del Cda, a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Claudio Burlando e il sindaco di Genova Marco Doria.

«Alle condizioni attuali l’operazione Erzelli non risulta finanziariamente sostenibile dall’Università di Genova, […] Io non me la sento proprio di mettermi in casa nuovi debiti che dovranno poi essere ripianati dai miei successori» ha spiegato il rettore Giacomo Deferrari, che già ad ottobre era stato più che chiaro: un eventuale trasferimento agli Erzelli implicherebbe che venga liberata, e quindi abbandonata, la struttura ad Albaro, che l’Università di Genova non può permettersi di mantenere in parallelo alla nuova facoltà. La soluzione sarebbe l’affitto o la vendita, ma nessun acquirente si è per ora fatto avanti, e l’Università ha bisogno di liquidi. Soprattutto ora che, anche senza l’investimento nella nuova struttura, la percentuale di indebitamento dell’Ateneo si avvicinerà al 14,93% per il 2015, cioè allo 0,07% dal limite legale del 15%.

Spiega Deferrari che «oltre ai finanziamenti pubblici e alle cessioni del patrimonio immobiliare servono 42 milioni di euro che non abbiamo. […] Per me il progetto è positivo, anche se non sono un fanatico degli Erzelli che per me non è Lourdes. Il problema è che stiamo riducendo le spese in ogni settore, abbiamo ridotto ad esempio da oltre 1700 a circa 1300 il numero dei docenti. Ma con questa operazione rischiamo di avere agli Erzelli dei bei palazzi nuovi ma vuoti, e questo, in tempo di crisi, non servirebbe a nessuno».

Categorici invece i segretari del PD  Giovanni Lunardon per Genova e Lorenzo Basso per la Regione Liguria, che dichiarano in un comunicato congiunto: «La città di Genova non può rinunciare a un progetto di sviluppo strategico come il parco tecnologico di Erzelli, che unisce ricerca, formazione d’eccellenza e applicazioni industriali ad alta tecnologia. Questa è la via del futuro e anche la più importante opportunità che abbiamo per operare una storica riconversione dell’apparato industriale genovese e ligure sul versante dell’innovazione». Continuano: «Una scelta legittima dunque, ma miope, che rischia di inibire lo sforzo che le istituzioni hanno messo in campo non solo per attivare ingenti risorse pubbliche ma anche per favorire l’ingresso nel polo di Erzelli di primarie industrie manifatturiere ad altissimo contenuto tecnologico».

Anche la Cgil ha diffuso subito una nota stampa in cui afferma che «Il mancato trasferimento di Ingegneria agli Erzelli significa il fallimento dell’intero progetto scientifico e tecnologico e rende le prospettive di sviluppo della nostra città ancora più buie e problematiche […] Il villaggio tecnologico rappresenta un’opportunità unica di sviluppo a livello scientifico ed industriale, un punto di eccellenza capace di attrarre giovani da tutto il mondo e un bacino da dove le imprese serie e di qualità possono attingere nuovi e giovani occupati».

Deferrari difende la sua posizione sul non trasferimento e replica che «nel 2012 anche se l’ateneo non è fisicamente attaccato alle aziende i progetti si portano avanti lo stesso attraverso le nuove tecnologie e i collegamenti telematici».

Qualche ora fa, è stata resa pubblica la risposta di Carlo Castellano, presidente di Genova High Tech: «“il progetto del Parco di Erzelli va avanti anche senza l’Università. Presto ci saranno novità riguardo a nuove collaborazioni in arrivo anche dalla Cina“. Altrettanto esplicite le critiche di Pino Rasero, presidente di Leonardo Technology, azionista di riferimento del Parco Scientifico degli Erzelli, annuncia “azioni legali nei confronti dell’Università” dopo il no del trasferimento agli Erzelli. “Qui non si tratta di chiedere i danni per avere dovuto fare due volte i progetti per l’Università. Qui parliamo di un parco scientifico pensato e progettato con e per l’Università, nel quale sono stati investiti decine e decine di milioni di euro».

Se la passa un po’ meglio l’Ingegneria nel resto d’Italia: proprio in Liguria a inizio mese è partito il progetto per il rilancio della ricerca marina e nautica che coinvolge il Distretto ligure delle tecnologie marine, la Fondazione Promostudi e l’Università degli studi di Genova, e che vedrà la creazione di un laboratorio ingegneristico all’interno dell’Arsenale cittadino. A metà giugno è toccato invece a Reggio Emilia, che ha confermato la nascita del Tecnopolo cittadino come centro di sperimentazione e ricerca tecnologica ad alto livello, e che sarà accompagnato dall’istituzione di un corso di laurea in Ingegneria Energetica. Il Polo sorgerà nell’Area nord della città, dove si trova il Parco della conoscenza, della creatività e dell’innovazione, e, proprio come per gli Erzelli, l’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella della scienza e della ricerca industriale all’interno di uno spazio verde: un tentativo di coniugare due realtà talmente armonico da non sembrare italiano.

(fonte immagine www.skyscrapercity.com)

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