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15 luglio 2012

La Spezia rilancia la ricerca marina e nautica

Procede l’accordo di cooperazione tra i più importanti enti cittadini e regionali.

Data importante, il 9 luglio: mentre a Verona l’Università e l’azienda ospedaliera Usll 20 rinnovano i voti del loro impegno congiunto, a La Spezia ha ufficialmente inizio il progetto che coinvolge il Distretto ligure delle tecnologie marine, la Fondazione Promostudi e l’Università degli studi di Genova. Tanti partner per un obiettivo comune: lo sviluppo delle attività di ricerca del Polo spezzino per le tecnologie e le scienze marine.

Il luogo scelto per la firma dell’accordo è altamente simbolico: l’Officina carpentieri e calafati all’interno dell’Arsenale cittadino, che la Marina militare, il centro di formazione Durand de La Penne, il centro di formazione Cisita  e il Polo universitario Marconi hanno salvato dalla demolizione qualche mese fa, riabilitando così un edificio storico ridotto a deposito e creando un laboratorio di eccellenza per la sperimentazione e la realizzazione di progetti legati alla nautica.

«Grazie alla firma di questo protocollo il Distretto mette a disposizione del Polo l’utilizzo di tre laboratori, dedicati alla sperimentazione nei campi della fluidodinamica, del monitoraggio ambientale e dell’high performance computing, tecnologia che consente, sfruttando un sistema di calcolo ad alte prestazioni, di elaborare visioni integrate della progettazione nautica» scrive Roberta della Maggesa di La Nazione.

La sottoscrizione dell’accordo ha accompagnato l’inaugurazione del nuovo centro universitario di sperimentazione che sorge proprio all’interno dell’Arsenale, grazie ai velocissimi lavori di rinnovo e ampliamento: il lavoro sinergico dei firmatari ha infatti consentito in pochissimo tempo «la nascita di un laboratorio adibito alla progettazione, con tanto di postazioni PC e tavoli da disegno. La struttura sorgerà all’interno del capannone Carpentieri e calafati dell’Arsenale Militare Marittimo, finora adoperato per le esercitazioni dei giovani provenienti dallo stesso Cisita e dal centro Durand De La Penne. Ad usufruire di tale spazio saranno appunto gli studenti di Ingegneria, che potranno utilizzarlo per ottimizzare le proprie attività pratiche», come ha ricordato il collega Francesco Ienco in questo articolo di inizio marzo. «In quel contesto, ha spiegato il presidente di Promostudi Dino Nascetti, gli studenti del Polo, in collaborazione con Cisita e centro Durand de La Penne realizzeranno progetti importanti: tra gli altri la progettazione e realizzazione di nuove imbarcazioni destinate ai trofei internazionali di vela, la sperimentazione di materiali biodegradabili recuperati dagli scarti dell’Arsenale per la costruzione di scafi, il restauro del leudo Manin e l’approntamento di studi finalizzati alla progettazione di un aliscafo a vela capace di battere il record di velocità attualmente detenuto da una barca francese» continua la Maggesa.

L’Ingegneria nostrana è ben motivata nella sua crescita negli ultimi tempi: proprio un mese fa il comune di Reggio Emilia ha confermato la nascita del Tecnopolo cittadino come centro di sperimentazione e ricerca tecnologica ad alto livello, che verrà situato nell’Area nord della città, dove sorge il Parco della conoscenza, della creatività e dell’innovazione. L’obiettivo è creare una vera e propria cittadella della scienza e della ricerca industriale: «Se gli enti locali, l’Università e il mondo delle imprese fanno rete si può vincere la sfida della crisi attraverso l’innovazione e la ricerca. Il sistema dei Tecnopoli regionali testimonia la volontà della Regione Emilia Romagna di voler stare al passo con le regioni europee più avanzate e di voler essere competitiva creando ricchezza per il territorio. […] Proprio perché crediamo nell’economia della conoscenza quale elemento chiave di investimento sul futuro, tra qualche giorno firmeremo un accordo con l’Università per dare vita a un corso di laurea in Ingegneria Energetica» ha dichiarato il sindaco di Reggio Graziano Delrio.

La creazione di cittadelle del sapere sta trainando molto il rinnovamento delle Università italiane: dopo Reggio Emilia, Ravenna e in parte Rimini, toccherà a La Spezia coniugare didattica e sperimentazione in un luogo preciso e riconoscibile della città, che si avvarrà anche, scrive sempre Ienco, «dell’inaugurazione, presso il complesso Due giugno, della sede distaccata [del Polo universitario Marconi], che comprende un’aula Magna nuova di zecca e sette postazioni informatiche. Nascetti [presidente di Promostudi ed ex direttore dell’Arsenale] sottolinea l’estrema utilità delle nuove strutture al fine di scongiurare il riproporsi dei “disagi di un tempo, quando gli studenti, per alcune lezioni, erano costretti a trasferirsi al Palasport. Ora davvero l’università mette radici in città nella più ambita prospettiva di realizzare nel cuore della Spezia la sede, quando troveranno attuazione gli accordi preliminari tra Marina e città”».

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