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16 luglio 2012

Ghiacciai e variazioni climatiche: convenzione quadro tra Milano-Bicocca e scienziati cinesi

La sinergia tra l’ateneo di Milano-Bicocca e l’università cinese è sempre più consolidata.

Appena pochi mesi fa, l’annuncio del premio speciale riservato ad alcuni ricercatori italiani in virtù del loro studio sui neuroni specchio (riscosso a Pechino lo scorso 10 giugno). E il connubio prosegue.

L’ultima iniziativa che ha coinvolto contemporaneamente ricercatori cinesi e nostrani si chiama “Form Glacier to cilmate. An Euro-Asiatic perspective in cryospheric sciences”.

Trattasi di un convegno allestito dall’Ambasciata italiana, e cui hanno preso parte l’università di Milano-Bicocca, l’Accademia Cinese di Scienze (nello specifico, lo State Key Laboratory of Cryospheric Sciences) e l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

Il dibattito si è tenuto tra il 9 ed il 10 luglio presso l’Istituto Italiano di Ricerca con sede a Pechino. Il tema principale? I cambiamenti climatici ed ambientali in atto, con una particolare attenzione al “comportamento” dei ghiacciai negli ultimi decenni ed alle conseguenze che potrebbero scaturirne.

Come aveva affermato Valter Maggi, del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio di Milano-Bicocca, i ghiacciai rappresentano infatti degli archivi in cui “è racchiusa la storia della nostra atmosfera, informazioni fondamentali per permettere di comprendere il funzionamento della macchina climatica e quindi di aiutare nella previsione del clima futuro.

Il simposio si è rivelato un interessante tavolo di discussione che ha reso possibile coniugare un’ampia gamma di competenze ed esperienze; al termine, la collaborazione è stata suggellata dalla firma del Memorandum of Understanding, una sorta di convenzione quadro fra Milano-Bicocca e l’Accademia che prevede, nell’immediato futuro, studi incrociati e scambi di studenti e ricercatori.

Grande enfasi è stata conferita alle indagini svolte dagli esponenti dell’Accademia di Scienze, che hanno portato alla luce elementi assai rilevanti (e per molti versi inquietanti).

Innanzitutto, è stata evidenziata la stretta correlazione fra la condotta umana ed i più recenti sconvolgimenti climatici: sembra infatti che i ghiacciai dell’Himalaya, nell’arco di mezzo secolo, abbiano mediamente subito una preoccupante riduzione di oltre il 10%; tra le cause principali, manco a dirlo, ci sarebbe l’inquinamento.

Come porre un freno a questo sfacelo ambientale? Un possibile rimedio è in via di perfezionamento proprio in Cina, e consentirebbe, se non di arginare il fenomeno, quantomeno di “riciclare” le risorse idriche in procinto di andare perdute (nella fattispecie, si fa riferimento all’area del Plateau del Tibet).

Dal canto loro, i rappresentanti di Milano-Bicocca hanno offerto un contributo di tipo prettamente tecnico, frutto delle ricerche condotte per anni in Antartide che hanno permesso di sperimentare la misurazione della temperatura tramite sofisticati radioisotopi, nonché alcune nuove tecniche di analisi all’interno delle grotte.

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