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Ministero transizione ecologica: cos’è e di cosa si occupa

Flavia de Durante 25 Febbraio 2021
F. d. D.
29/07/2021

Arriva in Italia il Ministero della Transizione ecologica: cos'è, come è nato, chi lo gestisce, gli obiettivi e di cosa si occuperà.

La nascita del nuovo dicastero in Italia è stata annunciata anche da Donatella Bianchi, presidente del WWF, dopo un incontro il premier in carica Mario Draghi. 

Istituito per la prima volta in Francia e oggi noto come Ministero della Transizione Ecologica e solidale, in Italia nasce contestualmente alla presentazione del Governo Draghi, a seguito della caduta del Conte II.

Sembra sia stato introdotto per far entrare il Movimento 5Stelle nella nuova coalizione politica governativa. Il promotore principale di questa iniziativa è stato proprio Beppe Grillo, ex capo politico del partito.

In ogni caso, era ormai diverso tempo che si parlava della necessità di introdurre un dicastero di questo ambito, per gestire le urgenti questioni ambientali del Paese e dell’Europa.

Chi è che sarà alla guida del ministero? Roberto Cingolani, fisico, è il nuovo ministro di Transizione Ecologica, sottosegretario invece è Ilaria Fontana. Il nuovo guardasigilli ha piani precisi che mirano alla trasformazione delle basi del sistema produttivo verso un modello più sostenibile.

Come anticipato, il ministero della Transizione EWcologica esiste già in altri paesi europei, come la Francia: per avere un’idea, lì, i membri della Transition écologique si concentrano sulle risorse rinnovabili. In Spagna, invece, ad esempio, si impegna nella lotta al cambiamento climatico. Ma cerchiamo di approfondire la questione italiana, cercando di capire meglio cos’è e di cosa si occuperà nel nostro Paese.

Cos’è il ministero della Transizione Ecologica: di cosa si occupa e cosa fa

Neonato, il ministero della Transizione Ecologica emerge da una sezione del Ministero dell’ambiente.

Questo rappresenta certamente un importante punto di svolta. L’Italia, di fatti, in ambito istituzionale, si è da sempre occupata della tutela ambientale con grave ritardo per dare priorità a provvedimenti di altro tipo.

Creare finalmente un ministero apposito significa focalizzarsi con attenzione sui problemi relativi al tanto ambito “sviluppo sostenibile” e sui fondi che si possono investire per concretizzarlo.

I progetti del dicastero, però, non sono ancora approfonditi ed emergono per il momento soltanto dalla bozza del Dl dei ministeri presentato il 24 febbraio 2021.

Come primo impegno, probabilmente, sarà responsabile della gestione di parte del denaro che arriverà all’Italia dal programma di Recovery Fund, il progetto dell’Unione Europea per rilanciare gli stati membri a seguito della pandemia di Covid-19.

In una visione più a lungo termine, invece, come spiega Luigi Di Maio: “Il progetto punta a sostenere l’ambiente” e “ad integrare la difesa della nostra terra con le opportunità di sviluppo e di crescita economica”.

La sigla del nuovo ministero sarà “Mite”. La bozza del decreto dichiara che “al Ministero per la transizione ecologica sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile e alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema.”

In particolare vengono chiariti alcuni punti. Ecco i principali:

  • individuazione, conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, tutela della biodiversità, della fauna e della flora
  • attuazione e gestione della Convenzione di Washington (CITES)
  • definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale
  • rapporti con organizzazioni internazionali e rapporti comunitari nel settore dell’energia
  •  attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici
  • individuazione e sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell’energia elettrica e del gas naturale e definizione degli indirizzi per la loro gestione
  • gestione delle scorte energetiche nonché predisposizione ed attuazione dei piani di emergenza energetica

I sei articoli di Roberto Cingolani

Il neo Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ha mostrato la sua visione in merito ai provvedimenti che il paese dovrebbe affrontare in sei articoli sulla rubrica Green&Blue di Repubblica.

“Per quanto non definitivi, danno comunque delle informazioni utili, se non a completare, almeno ad abbozzare il discorso complessivo. scrive. Saluta poi i suoi lettori, abbandonando l’attività al giornale dopo aver ricevuto l’incarico a Palazzo Chigi.

I sei articoli sulle prime misure con cui fare i conti, per Cingolani, s’incentrano in particolare su:

  • intelligenza globale
  • valutazioni anticipate degli effetti collaterali dell’innovazione
  • transizioni verso le energie rinnovabili
  • creazione di un nuovo modello per le città
  • applicazione immediata degli accordi di Parigi in merito alla riduzione delle emissioni del gas serra
  • riduzioni dell’inquinamento dell’aria

Dai progetti sino ad ora emersi, il Mite rispetta le aspettative del suo ministro.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Studentessa di Lettere Moderne all'Università degli studi di Salerno. Profondamente ecologista e ambientalista, mi occupo di volontariato animalista. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. Amo da sempre la lettura e mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto