Gli uomini e le donne sono uguali?

Redazione Controcampus 29 Luglio 2012

Donne e uomini? Una diatriba sempre presente e mai in risolta.

Oggi, però, una nuova ricerca ha segnalato un importante novità: l’uomo e la donna non guardano la realtà nello stesso modo. Uguali, ma diversi in tutto, a confermalo uno studio condotto su un campione di diecimila individui.

Il naturalista Darwin fu tra i primi ad affermalo: tra i due sessi c’è una forte discrepanza, che in alcun modo, può essere colmata. Gli antichi sostenevano che le creature provenivano, addirittura, da due mondi diversi: Venere, per le donne, e Marte per gli uomini. Oggi si tende a smorzare, ad attenuare le note differenze per cercare di affermare che, in fondo, gli uomini e le donne sono uguali.

Sulla rivista Public Library of Sciences lo psicologo, Marco Del Giudice, non è d’accordo con questa tendenza: “Il concetto che ci siano solo piccole diversità fra i sessi va riconsiderata perché fondata su metodi carenti“.

Del Giudice, coadiuvato da alcuni colleghi della Manchester Business School,  ha analizzato diecimila americani su diversi aspetti della nostra personalità. Non poteva non emergere come dato differente la sensibilità, le donne in questo caso ne hanno il predominio incontrastato; inoltre risultano più apprensive e sofferenti al calore. Gli uomini, invece, riescono a controllare meglio la loro istintività, risultano più coscienziosi e c’è una predisposizione, tipica nella loro natura, a dominare. Due i punti in comune: tendenza al perfezionismo e all’astrazione.

Ma sono proprio i soggetti in questione a sentirsi così, sono loro a sentirsi diversi, infatti, gli uomini ritengono che: “Siamo più stabili, in noi c’è un maggiore self –control , che ci permette di relazionarci meglio con l’ambiente che ci circonda. Riusciamo a trattenerci, senza così entrare in situazioni complicate, difficili da risolvere. Crediamo di più nel futuro, nel nostro avvenire, nonostante la situazione attuale.  Le donne, al contrario, sembrano meno fiduciose e più insicure. Un’insicurezza che spesso le porta ad uscirne sconfitte”.

La ricerca va a scontrarsi non solo con l’opinione pubblica ma anche con lo studio condotto dalla ricercatrice Janet Shibley Hyde. La studiosa aveva dichiarato: “Donne e uomini? Poche, pochissime le differenze: si potrebbe quasi dire che sono uguali, identici. Se proprio si vuole ricercare una diversità essa verrà trovata in alcune variabili psicologiche”. Una teoria, anche la sua, poco popolare perché non spendibile tramite i mezzi di comunicazione di massa. Infatti, un libro come: “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”  di John Gray è stato tradotto in quaranta lingue e venduto con più di trenta milioni di copie. Janet criticò molto il libro, ma non solo questo anche quello di Deborah Tannen “Perché non mi capisci?” secondo cui i maschi e le femmine hanno due sistemi di comunicazione diversi e da qui deriva la loro impossibilità di comunicare e quindi di capirsi.

Impossibile, invece, affermare su quale criterio si scelga il proprio compagno di vita: le differenze sono troppe e variano di caso in caso. Non esiste una regola o quanto meno uno studio accertato in cui si possa dimostrare che un uomo scelga una donna piuttosto che un’altra in base ad alcuni fattori. La sessualità, a grandi linee, risulta essere ancora un’ enigma: fattori diversi non fanno altro che complicare uno studio che vuole fornire una norma, un metodo.

“L’insieme dei dati che abbiamo raccolto arriva ad una sola conclusione” nota lo psicologo torinese:  “I profili di personalità tipici degli uomini e delle donne si accavallano solo per il 10-20 per cento. Si tratta di una differenza di grandi dimensioni, anche se ovviamente parliamo di profili non soggetti ad evoluzione che non rappresentano le singole persone e lasciano spazio alle eccezioni”.

Ma veniamo al libro, che tempo fa, fece tanto scalpore in tutto il mondo: “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”  di John Gray. Gray, ricercatore e psicosessuologo, sostiene una semplice tesi: uomini e donne fanno tutto in maniera diversa pensare, parlare e amare.

I maschi mostrano interesse, principalmente, verso alcuni aspetti della vita: il potere, la competenza, l’efficienza. Loro riescono a definirsi solo in base a tali parametri. L’uomo si valuta solo se riesce a raggiungere quel potere a cui aspira, altrimenti si sente inadatto e decide di chiudersi nel proprio guscio. È proprio questa una delle grandi differenze tra i maschi e le femmine. Le donne se sono preoccupate tendono a confidarsi, a sfogarsi, l’uomo preferisce rimanere solo per capire i propri errori e rimediare. Ma un altro problema è proprio il fraintendimento di tale situazione spiega Gray ad esempio, se l’uomo dice: “Non c’è nulla che mi preoccupi, Lei è probabile che recepisca “Non so cosa mi preoccupa, ho bisogno che tu mi faccia delle domande che mi aiutino a capire quello sta succedendo”. Niente di più sbagliato intenderlo così! In quel caso il proprio partner vuole effettivamente rimanere solo; sostiene ancora lo studioso che l’io vorrebbe dire: “Non c’è nulla che mi preoccupi e non sia in grado di affrontare da solo. Ti prego di non farmi altre domande in proposito”.

Anche il sistema dei valori cambia le donne danno importanza all’amore, alla comunicazione e alla bellezza. Si definiscono in base ai rapporti che riescono a creare con l’altro. Più avranno solidi rapporti a cui fare riferimento e più si sentiranno realizzate.

In sintesi Gray  sostiene che sono diversi proprio perché hanno una mentalità differente, con sistemi e schemi che viaggiano su due binari paralleli. Anche ad una medesima situazione reagiscono in maniera completamente diversa. Allora cosa c’è di tanto sbagliato nel sostenere che siano due marziani di due pianeti diversi che riescono a incontrarsi nonostante le differenze?

Lo studioso Jacopo Fo nel suo libro: “La corretta manutenzione del maschio”  in chiave ironica dichiara: “Cara femmina,se non dici al tuo uomo che sei entusiasta del fatto che ha trovato la strada di casa nonostante la pioggia lui ci resta male. E’ un fatto genetico: ha bisogno di essere gratificato.
Non è veramente un duro, fa solo finta. Il suo cervello ha la semplicità disarmante di un ferro da stiro. Se vuoi qualcosa di più raffinato sposa una donna”.

A sostenere la teoria di questi intellettuali è una recente ricerca effettuata su un campione di 277 persone e pubblicata dall’European Journal of Social Psychology. Dallo studio è emerso che i differenti sessi guardano lo stesso oggetto con occhi diversi. La donna viene divisa in tante parti: seno, glutei, ventre mentre gli uomini vengono visti nel loro insieme. Donne quindi usate tramite “le loro parti” per vendere prodotti durante gli spot pubblicitari. Dato emerso dalle stesse pubblicità: una bella donna difficilmente verrà sostituita da un altro”oggetto”. Ciò per un semplice motivo, ovvero, che la vendita risulta più efficace e quindi più competitiva con chi vende lo stesso prodotto. La ricerca proviene dall’Università del Nebraska, qui gli uomini davanti ad immagini di figure femminili sono riusciti ad individuare più facilmente le loro parti. Al contrario le donne non sono riuscite, o meglio riuscite ma con molte difficoltà ad isolare le parti dell’uomo. Loro guardano in toto e giudicano quindi nell’insieme; al contrario l’altro sesso analizza solo alcune parti dando poca importanza al tutto.

La ricerca sicuramente ha fatto emergere una realtà nuova. Se prima si affermava, con pareri contrastanti, che il maschio e la femmina: parlano, amano e pensano in maniera diversa, ora, con questa indagine si sostiene, addirittura, che guardino in maniera differente.

Però adesso il problema è solo uno. Resta capire da dove deriva questa prospettiva, quel modo di vedere completamente diverso. Potrebbe essere la pubblicità, i grandi mezzi di comunicazione o forse è proprio insito nella natura di entrambi i sessi. Nel secondo caso, i media non hanno fatto altro che “sfruttare la situazione” ,se così fosse. Ma se fossero loro ad averci abituato a guardare in questo modo?

L’opinione di Sarah Gervais, che ha accompagnato l’esperimento, è molto dura nei confronti dei media: “Il fatto che il modo di filtrare le informazioni è riscontrabile in entrambi i sessi (cioè è uguale, vale in eguale  modo per lo sguardo maschile e per quello femminile, ndr) fa sì che siano i media i primi ritenuti colpevoli. Le donne e i loro corpi sono impiegati ormai  per vendere qualsiasi prodotto, e ormai anche le donne di tutti i giorni sono percepite nello stesso modo”.

Ma allora c’è una domanda da porsi sono davvero i social media ad essere i principali sospettati o le donne stesse che decidono di farsi immortalare, o meglio di mostrarsi, in qualsiasi posa?

Immagine tratta dal sito: http://donna.tuttogratis.it

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto