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30 luglio 2012

La Commissione europea contro la pesca a strascico

La Commissione europea per gli affari marittimi e la pesca condanna la pesca senza misura nelle acque profonde.

La Commissione ha appena presentato una proposta di legge per la difesa degli ecosistemi marini.

Arriveranno restrizioni sull’utilizzo di determinati tipi di reti da pesca e si lavorerà per garantire la tutela delle acque profonde a livello internazionale.

Lo scopo è una pesca sostenibile a livello globale che preveda perciò delle quote sostenibili di prelievo.

L’ambiente marino profondo ospita un’incredibile varietà di specie viventi, tra cui i due terzi di tutte le specie di coralli del pianeta. Molte di queste forme di vita sono in pericolo a causa dei metodi di pesca industriale, come le reti a strascico o le reti da posta fissate ai fondali.

Per risollevare la biodiversità marina è necessario intervenire repentinamente ponendo dei limiti all’utilizzo di determinati sistemi di pesca.

Prima di tutto è necessario ridurre la pesca a strascico su ampia scala.

La pesca a strascico rappresenta un metodo industriale basato sull’utilizzo di enormi reti zavorrate da pesanti carichi e dotate di ruote metalliche, che raschiano i fondi marini, rastrellando (e distruggendo) tutto ciò che trovano lungo il loro percorso, dai pesci fino ai coralli centenari.

Molte specie, anche in via di estinzione, sono raccolte senza ragione e poi rigettate in mare, spesso già morte. Queste perdite “collaterali” (bycatch) raggiungono, in certi casi, l’80% o perfino il 90% del pescato. Per di più, ampie superfici sul fondo degli oceani, che costituiscono l’habitat dove i pesci trovano cibo e protezione, vengono schiacciate e distrutte.

L’Europa è in prima linea nell’impegno per l’abolizione della pesca a strascico, ma per salvare gli ecosistemi marini è necessario un intervento globale in tal senso.

Tale intervento “globale”rimane un utopia: troppi interessi ruotano infatti intorno alla pesca a strascico.

Non resta che aspettare che la proposta di legge venga approvata dal Parlamento europeo e vedere come reagiranno gli altri Paesi a questa importante iniziativa della Commissione Europea a difesa del mondo marino.

Immagine tratta da http://www.ecologiae.com

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