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13 luglio 2012

Libertinismo e tragressione, l’attualità dimentica la natura umana

Libertinismo
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Sade le conseguenze estreme della ricerca di autonomia intellettuale etica e politica del libertinismo seicentesco

Qualche fugace allarme procura il pregiudizio. Ma ben presto in un cuore rinsavito. Solo il piacere parla ed è ascoltato  (Sade).

La smorfia cattolica irrompe a ricordare quanto la prostituzione nella maggiorparte dei casi sia da definirsi come stupro prepagato da parte dei clienti nei confronti delle ragazze, spesso prive di libero arbitrio, impotenti di ribellione rispetto alla propria condizione.

Ancora, il caso di uno stupratore svedese che è stato considerato quasi innocente dal giudice perché autore di violenza su un transessuale, quindi biologicamente uomo, ci ricordano come i pregiudizi valgano più della Natura.

In entrambe i casi, differenti per origine e per fonte, il valore ultimo viene conferito al giudicante piuttosto che al giudicato od al soggetto partecipante. La sfera sessuale e la difformità rispetto ai confini di esssono elementi che vanno stabiliti innanzitutto dal soggetto che di esso è protagonista. Come non ricordare chi, accusato di libertinismo e di oltraggio ha tentato per la storia di estirpare ogni seme di morale finanche alla provocazione disgustosa per un fine ultimo di libertà.

Solo sacrificando tutto alla voluttà, quell’ essere infelice che è conosciuto con il nome di uomo, e gettato suo malgrado in questo triste universo, può riuscire a cospargere di qualche rosa le spine della vita. Sade è l’aristocratico filosofo che per spingere alle conseguenze estreme la ricerca di autonomia intellettuale etica e politica del libertinismo seicentesco e della nuova filosofia del materialismo illuministico, viene accusato di reati d’ immaginazione dissoluta ed incarcerato per anni nelle carceri dell’ ancien régime del terrore rivoluzionario.

Il suo humour nero e la sua scandalosa assertività sono volte alla volontà di conoscere le dinamiche dell’ universo femminile e maschile. Autore anche de Le 120 giornate di Sodoma ha avuto il merito di classificare le perversioni umane con un viaggio senza censura negli abissi della crudeltà, della sessualità, della violenza, ma anche di spingersi verso un affronto senza precedenti contro la corruzione di un sistema sociale privo di futuro, quale quello allora proiettato nella decadenza del regno di Luigi XIV.

Sade espone la sua filosofia dell’ insurrezione permanente contro i limiti della condizione umana, per dissolvere le tenebre dell’ ignoranza e dell’ inconsapevolezza, per praticare il potere demiurgico della materia, della Natura del singolo pensante e desiderante. Ci costringe se non altro con la provocazione a ritrovare una certa idea di libertà.

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