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31 luglio 2012

T.F.A. Truffe Formalmente Autorizzate

Impara l’arte e mettila da parte”, anzi forse sarebbe meglio disfarsene totalmente e dedicarsi più assiduamente a quiz, enigmistica o sudoku, dal momento che costa meno e oggigiorno è decisamente più utile. Le tasse sono sempre più elevate (da ora soprattutto per i fuori corso), il diritto allo studio è sempre più un concetto relativo.

Inoltre i pochissimi che alla fine degli studi riescono a passare dall’altra parte della cattedra, lo fanno affidandosi a contratti economicamente poco vantaggiosi, di tipo privato o comunque a tempo determinato, finendo per affollare le già pingui fila del precariato nazionale.

Con i Tirocini Formativi Attivi si è inteso offrire una possibilità ai tanti aspiranti insegnanti che dietro il pagamento di una somma non certo modica, hanno deciso di tentare il tutto per tutto candidandosi alle prove d’accesso per i TFA.

Qualcosa però è andato storto. Le prove infatti sono state duramente criticate dalla quasi totalità dei candidati che hanno denunciato l’eccessiva difficoltà delle domande da quizzone televisivo.

I dati registrati dal CINECA riportano una situazione davvero drammatica: per la classe di abilitazione in Filosofia, psicologia e scienze delle formazione solo 141 candidati su quasi cinquemila sono riusciti ad accedere alla fase successiva; e le cose non sono state tanto diverse per la classe di concorso per l’insegnamento del Francese, per la quale sono stati ammessi solo 96 candidati in tutta Italia.

C’è chi ha parlato di domande non del tutto esatte e chi invece ha valutato nel complesso eccessivamente nozionistica la struttura dei test. Tuttavia l’unico dato di fatto, che emergerebbe dalla lettura di questi dati è la constatazione, riportata anche sul Fatto Quotidiano, che i tanti laureati italiani non conoscono le materie che hanno studiato e per le quali hanno conseguito uno, due o più titoli di studio.

Una marea di asini o un ennesimo caso di inefficienza del sistema d’ istruzione nostrano? Fortunatamente l’Italia è il paese dell’incoerenza, in cui si gioisce per i risultati della scienza e poi si tagliano i centri di ricerca, in cui si bacchettano i non laureati, ma non gli si offre nessuna prospettiva di lavoro. In tale contesto è forse più opportuno sorvolare sul dato statistico e concentrarsi sulle enormi lacune che la scuola, l’università e l’istruzione in senso lato ancora oggi presentano.

I TFA si stanno rivelando essere un grosso pasticcio, con gravi conseguenze anche sotto l’aspetto economico, dal momento che i costi di allestimento, preparazione e gestione ad essi legati non possono considerarsi esattamente degli spiccioli. La cosa lascia ancora più sbigottiti se si pensa che in fondo con questi Tirocini, si cerca di far rientrare dalla finestra le vecchie scuole di specializzazione, mandate via dalla porta. Non sarebbe stato più facile destinare tutte queste risorse direttamente alla scuola e alla ricerca?

Ecco i veri sprechi da limitare, queste Truffe Formalmente Autorizzate.

foto da: http://www.vita.it/societa/universita-formazione/tfa-il-cineca-respinge-le-accuse.html

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