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19 luglio 2012

Unical, Elezioni Rettore: tempesta di ricorsi

In Unical, nella giornata del 16 luglio 2012, il senato accademico ha discusso il documento dei presidi di facoltà e dei direttori di dipartimento, stilati dopo la sentenza del Tar dell’Umbria, con deliberazioni finali di elezioni del nuovo rettore per il  periodo 2012-2018

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Raccogliamo i fatti che hanno spinto alla fibrillazione intorno a un evento così normale nella vita accademica di qualsiasi ateneo.

C’è una sentenza del Tar di Perugia in materia di decorrenza della proroga dei rettori, ai sensi di quanto prescritto in materia dalla legge 240/2010. Sui termini della proroga (la seconda) del mandato rettorale l’intervento del tribunale di Perugia aiuta a dare valenza a un’interpretazione letterale della legge, peraltro condivisa da molti.

La sentenza ha spiazzato tutti. In essa si legge difatti che, già nella sua prima adozione, lo statuto è un atto amministrativo perfetto e le eventuali correzioni richieste dal Ministero e accolte dagli atenei servono solo ad integrarne l’efficacia.

La situazione dell’Università di Perugia è molto simile a quella dell’Unical.  Così, se tanto mi dà tanto, nei due atenei il mandato del rettore è scaduto nel 2011 ed entrambi i rettori hanno già goduto di un anno di proroga, come da Riforma Gelmini, a partire dall’adozione dei nuovi statuti.

Il busillis che ha portato alla seconda proroga (effetti previsti dall’art. 2, c.9 della Legge Gelmini, per cui si prolungava la proroga, da uno a due anni) sta nella frazione di tempo intercorsa tra la stesura dei nuovi statuti e la loro emanazione che raccoglieva le rettifiche ministeriali

In buona sostanza, il Tar umbro dice che l’emanazione dello statuto è data già nel momento della prima adozione e non nel secondo tempo dell’accoglimento delle modifiche ministeriali.

In realtà alla circolare del Miur, che indicava nella correzione dello statuto il momento della sua adozione, erano scattate le polemiche un po’ dappertutto.

A L’Aquila e a Parma lo stesso Ministero era ricorso alla giustizia amministrativa, impugnando l’indizione delle elezioni per il nuovo rettore.

In questi casi i giudici avevano dato ragione al Miur, concedendo la sospensione delle elezioni e prorogando, in sostanza, il mandato dei rettori di un altro anno oltre quello previsto dalla Legge Gelmini.

Anche per la sentenza umbra il Miur farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, pronunciandosi per primo nel merito, ha smontato la tesi della proroga bis.

Per l’indizione delle elezioni rettorali in Unical si giungerà, visti i precedenti, davanti al Tar calabrese, che stabilirà la legittimità o meno della permanenza del rettore Latorre fino al 2013.

La discussione che ha portato alla delibera di elezioni rettorali è partita dal documento del 13 luglio di sei presidi di facoltà – Franco Rubino, Sebastiano Andò, Paolo Veltri, Raffaele Perrelli, Gino Crisci e Guerino D’Ignazio  – che ha seguito la sentenza umbra.

Al primo documento se n’è aggiunto un altro del 16 luglio, a firma dei direttori di dipartimento Franco Altimari, Riccardo Barberi,  Sergio Bova, Piero Fantozzi, Girolamo Giordano, Sergio Greco, Nicola Leone, Ivan Massabò e Giovanni Sindona.

La delibera che decide l”elezione del nuovo rettore – con dieci voti a favore e sei astenuti – è stata fissata  in prima convocazione per il 25 ottobre. Sono stati decisi anche due turni ulteriori per la seconda e la terza convocazione in data 14 e 29 novembre.

Le delibere hanno riguardato anche le elezioni dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo, dei docenti e dei ricercatori nel nuovo Senato, per le giornate del 26 e 27 settembre, mentre quelle degli studenti sono fissate per il 23 e 24 ottobre.

Per il 23 luglio è previsto il passaggio consultivo della decisione del Senato accademico al Cda, che non può ribaltare la decisione, semmai soltanto apportare piccole modifiche di date.

Durante l’articolato dibattito della sessione del senato accademico, i due documenti convergono sulla necessità di discutere, in grazia della sentenza del Tar umbro, dell’ opportunità politica di un secondo anno di proroga del rettore e sulla urgenza di “procedere all’elezione del nuovo senato accademico e successivamente all’elezione del rettore e alla nomina del consiglio di amministrazione per garantire una corretta e ordinata transizione verso la nuova governance dell’Università della Calabria”.

I presidi di facoltà sottoscrittori del documento del 13 luglio sono quelli più motivati ad agganciare il destro offerto dal Tribunale umbro per affrontare questioni ritenute finora indiscutibili, sia pure affermando che il pronunciamento del Tar non determini una soluzione definitiva del problema.

Sarebbe giusto quanto scritto nel documento dei direttori di dipartimento che si elegga prima il nuovo senato accademico e, poi, il rettore, ma con certezza che, fissando la data delle votazioni dopo il 31 ottobre, non si incorra in situazioni di nullità.

Con tutti i distinguo per le questioni formali di certezza giuridica relative agli atti efficaci, in ogni caso c’è concordanza tra presidi di facoltà e direttori di dipartimento sulla convenienza di tipo politico di avere un nuovo rettore, di fronte alle scelte difficili che l’ateneo sarà chiamato a compiere, vista la necessità di poter contare su un interlocutore nella pienezza delle proprie funzioni.

Gli interventi  di Marcello Maggiolini e Pierluigi Veltri sono di tenore più cauto, concordano sullo spirito della richiesta dei presidi e lamentano una mancata chiarezza iniziale oltre alla necessità di trovare un punto di convergenza tra le posizioni in campo nell’interesse dell’ateneo.

Tutto considerato, sembra che l’incertezza sull’interpretazione non definitiva del Tar giochi a bloccare le iniziative che potrebbero essere annullate,

Sarebbe stato meglio aspettare l’esito del ricorso del ministero al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Umbria, sembrano dire alcuni.

Il senato si è espresso anche sulla proposta rettorale di aumento delle tasse per gli studenti, dal prossimo anno accademico, con un parere, giacché la decisione spetta al Cda, che ha respinto la proposta.

Nel ribollio di questo luglio è da segnalare che l’assemblea generale dei sindacati dell’ateneo ha preceduto di poche ore il senato accademico.

L’ordine del giorno chiamava i convocati nell’aula magna a discutere dì temi essenziali per la vita dell’ateneo, la revisione dello statuto relativamente alla composizione e eleggibilità del consiglio di amministrazione,  la revisione del piano di riorganizzazione della pianta organica dipendente, il no al conferimento degli incarichi e consulenze (pratica che modificherebbe le professionalità interne), la stabilizzazione del personale precario, un chiarimento definitivo sui consorzi, sugli spazi e sugli affitti, il rilancio del centro residenziale, l’esternalizzazione dei servizi del Centro residenziale su cui si chiede una marcia indietro, una valutazione delle effettive esigenze residenziali.

Nel prospettare un possibile “futuro” dell’Unical, c’è una strana sensazione che i sindacati pare abbiano scoperto in questo momento l’importanza di portare al centro dell’attenzione la figura e la peculiarità dello studente e la necessità del dialogo sociale, per poter fare scelte organiche che siano responsabili e condivise.

La ricerca di  “spazi di confronto, di democrazia, di trasparenza, di considerazione di tutte le componenti dell’ateneo” adombra più d’un dubbio sugli anni passati.

E’ sembrato aleggiare un clima assai critico sull’operato di Latorre e dell’amministrazione Unical, forse con una cortissima memoria sul consenso che in molti casi alcune sigle sindacali hanno tributato agli stessi organi negli anni passati, come la proroga sul tanto contestato terzo mandato o il recente parere favorevole dei due rappresentanti sindacali in senato accademico, sulla questione della privatizzazione del centro residenziale.

Salvatore Ricchio, rappresentante sindacale in senato favorevole alla privatizzazione, si è difeso, affermando che “non si è votata una delibera esecutiva, ma un progetto di massima”, e ha attaccato su didattica e ricerca “i dati sono pessimi, eppure ci saremmo aspettati dal rettore la stessa solerzia verso i docenti, responsabili di questi dati negativi“.

Laura Pantusa, rappresentante sindacale a favore della decisione, ha tentato la difesa in assemblea: “E’ stato un no con il mal di pancia: è stata paventata la difficoltà di pagare gli stipendi, e ci è stato ribadito come le residenze siano un peso per noi“.

I toni spesso non concilianti imputano al rettore Latorre la volontà di tappare la bocca alla democrazia ed attaccano la sua scelta di conferire incarichi attraverso consulenze esterne, senza attingere al bacino interno dell’ateneo.

Il problema più grosso sull’insostenibilità dei costi del centro residenziale e sulla prevista privatizzazione pensiamo stia in ciò che Lucio Saullo afferma: “il centro residenziale aveva uno staff di tecnici di ogni sorta che curava la manutenzione a costi minimi: si è deciso invece di affidare tutto a ditte esterne, ed i costi sono lievitati, mentre i tecnici sono stati messi da interni a fare fotocopie. Voi dove eravate quando questo succedeva? Pare sia andato bene a tutti. E poi, quale riduzioni dei costi? Dall’accorpamento del centro residenziale i dirigenti sono anche aumentati”.

Insomma, sperando che i tempi perchè sia ristabilita la normale routine accademica non siano da arca di Noè, il percorso dell’attuale rettore è agli sgoccioli, dopo quasi 15 anni di attività e circa tre mandati.

Per quanto sia già partito il totorettore, ci auguriamo che chi sarà nuovo rettore dell’Unical ritorni agli scopi originari per i quali era nata questa università: sul territorio e con il territorio.

Un campus in cui la residenzialità non significhi “casa dello studente”, ma luogo desiderabile da vivere per chi oltre “a studiare voglia conoscere altre persone, crescere e confrontarsi in un ambiente culturalmente vivace e dinamico”.

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