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29 agosto 2012

Anche Unical dice no a Medicina: un inutile dispendio di risorse

In seguito alla decisione del Tar di rigettare la richiesta dell’università Magna Grecia di Catanzaro in merito all’istituzione di corsi di Medicina gestiti dalla Sapienza di Roma all’università della Calabria a Cosenza, anche quest’ultima ha espresso parere sfavorevole nei confronti della sentenza.Già pochi giorni fa il professor Ludovico Abenavoli si era espresso  seguito della sentenza, in favore dell’università di Catanzaro, affermando come sia “meglio mantenere i poli di eccellenza piuttosto che fare duplicazioni inutili”, come nel caso in questione in cui, ricordiamo, le professioni sanitarie verranno svolte anche dall’ateneo Unical e non più solamente dall’Ateneo Magna Grecia.

L’Università della Magna Grecia si è infatti confermata anche nel 2012 come una fra le migliori del Mezzogiorno, sia per la qualità dei servizi e della didattica che per la quantità di pubblicazioni scientifiche.

Abenavoli ha affermato che questi risultati sono stati possibili grazie a una politica di risparmio e investimento mirato delle risorse destinate alla ricerca e all’innovazione puntando su un unico luogo, l’ateneo di Catanzaro.

Con la decisione di trasferire un gran numero di corsi di Medicina anche all’università di Cosenza si rischierà un inutile dispendio di fondi e risorse con il rischio di un conseguente abbassamento della qualità della ricerca.

Anche l’università della Calabria, a Cosenza, futura sede di corsi in professioni sanitarie gestiti dall’università La Sapienza, disapprova la decisione definitiva del Tar e della Regione Calabria.

Il rappresentante del polo infermieristico di Cosenza, Vincenzo Bosco, afferma infatti che sarebbe stato utile analizzare con attenzione il funzionamento dell’università chiamata in causa, prima di prendere qualunque decisione.

Il polo infermieristico di Cosenza è infatti gestito dall’università Magna Grecia e accoglie oltre 500 studenti. Il centro soddisfa inoltre le esigenze della realtà cosentina e regionale, contribuendo da un lato a garantire la formazione del personale infermieristico della regione Calabria e fornendo un livello qualificato di cure per i cittadini.

Dalla maggioranza dei rappresentanti universitari viene il richiamo alla politica della Regione, la quale sarebbe stato meglio se avesse provveduto a potenziare l’attività formativa del polo infermieristico, anziché destinare risorse per la formazione di altre professioni sanitarie, già svolte a Catanzaro dall’ateneo Magna Grecia.

Il fatto inoltre, che i corsi in più da svolgere in Calabria, trenta posti per Infermieristica pediatrica e Tecnico dell’ambiente, sono previsti e organizzati dalla Sapienza, un ateneo di un’altra regione. Il concorso pubblico per l’ammissione verrà quindi svolto a Roma e, come ricorda Vincenzo Bosco, è molto difficile che saranno studenti calabresi ad aggiudicarsi quei posti.

Con la sentenza contraria alle richieste dell’università Magna Grecia e di Unical, s andrà quindi incontro a un dispendio di risorse della Regione Calabria di cui difficilmente gli atenei della Regione, gli studenti e i cittadini potranno giovare.

fonte foto:http://upload.wikimedia.org/

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