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2 agosto 2012

Combattimenti tra cavalli, ecco la nuova frontiera orientale

Le barbare atrocità del passato, riemergono sempre nella mente di ogni singolo individuo, ogni qual volta si parli di rapporto animale/uomo. E’ certamente vero che nei tempi che furono, la sensibilità e la moralità media di ogni singolo individuo era fortemente inferiore rispetto all’attuale, dettata probabilmente da condizioni circostanziali di forte precarietà e insicurezza, derivanti dal mondo che attorniava l’uomo del passato.

Niente legislazioni in merito, niente associazioni per i diritti degli animali, niente che smuovesse l’animo umano alla vista di violenze o torture a carico di esseri oggettivamente molto accondiscendenti e di animo mite, come gli animali. Ma come più volte riportato, le atrocità da parte dell’uomo su poveri cavalli torturati e violentati nell’animo, sembrano non smettere di variegare la nostra realtà di “uomini di cavalli”.

Neanche le civiltà con passati gloriosamente pieni di cultura e dall’alto valore storico sembrano quindi sottrarsi a tali dinamiche a sfondo economico/produttivo. Tra Cina, Corea del Sud e Filippine un nuovo grande macabro spettacolo intrattiene nativi e turisti, per la gioia di scommettitori e “allevatori” ! La nuova frontiera della barbaria umana si chiama combattimento tra cavalli! Ma si… dopo combattimenti tra cani, galli ci eravamo davvero stufati della solita tiritera ormai obsoleta e pietosamente mancante di quello spirito adrenalinico che invece deve scaturire dalla violenza, dall’odore del sangue e infine dalla morte. Il nuovo business dei combattimenti tra cavalli fa riaffiorare finalmente tutte le componenti suddette, con estremo piacere sia dettato dallo spettacolo, ma anche dall’aspetto culinario dell’evento; ecco perché.

Dopo aver realizzato il ring, una cavalla imbottita di ormoni (e indotta al calore) viene gettata nell’arena, i due stalloni (dopo sevizie, abbrutimenti e torture a loro carico per tutta la vita) ormai pronti dopo frustate e scosse elettriche,vengono gettati nel ring, e dopo il gong si comincia… Non riusciamo purtroppo (visto il nostro debole stomaco) a commentare la telecronaca dell’accadimento, ma sappiamo di certo che uno dei due combattenti (o entrambi) finiscono in malo modo. Neanche il rispetto per il perdente è destinato allo sconfitto, il malcapitato finisce nelle padelle e nelle grigliate successive alla “festa” . Ma attenzione, al vincitore spetta il premio, vale a dire la femmina… e qualora il trionfatore non riuscisse nell’impresa, o fosse troppo mal messo… beh anche per lui il barbecue sarà l’ultima sua location!.

Il documento è prodotto dalla ABC Australia, nel quale in modo oggettivamente velato si cerca di portare in luce il fenomeno, senza però analizzando approfonditamente i retroscena e le complicazioni del caso. Interessantissimo è il parere del promotore del big event in questione, il promoter Kim Byong, secondo il quale nello scenario del combattimento non vi è nessuna violenza, anzi con tale pratica si porta in luce un istinto base dell’animale. Come già detto tale pratica porta ingenti fonti di denaro alle persone del luogo, turisti e appassionati infatti sembrano gradire lo spettacolo, rimpinguando costantemente l’attività macabra, e protraendola nel lungo periodo. Qui di seguito riportiamo il video che testimonia quanto ancora una volta l’uomo sia capace di atrocità e violenze inaudite, come sempre rimandiamo al gentilissimo lettore al formulazione del personalissimo pensiero, puntualizzando però, fino a quando ci saranno individui che saranno disposti a pagare per tutto ciò, non si farà altro che immettere benzina nella motrice della violenza, legittimando tutto l’entourage che ruota attorno alla formulazione e alla sussistenza dei combattimenti stessi.

Quindi da quale parte sta la colpa o la responsabilità di tutto ciò? Da chi offre o da chi domanda? A noi sinceramente sorge solo il dubbio di sapere quando arriverà l’alba di un nuovo giorno nel quale finalmente la lealtà con la quale ogni singolo cavallo si approccia all’uomo, verrà contraccambiata con la stessa moneta e non con violenze e torture di lontane e barbare epoche. Forse l’epoca barbara non è del tutto terminata in alcuni anfratti dell’agire umano, in attesa di una reale rinascita culturale, continueremo a sostenere le istanze dei sempre fedeli, ma quanto mai traditi compagni di vita con coda e criniera!

Fonte foto: http://images.corriere.it/Media/Foto/2009/11/22/fdg/CAVALLI_620.jpg

 

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