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27 agosto 2012

Corsi in inglese e doppio titolo. Alma Mater a tinte “british”

A prima vista non si direbbe neppure una novità così eclatante, non dopo tutto quello che si è detto (o scritto, come nel nostro caso) a riguardo.

Il fatto è che qui ad andarci di mezzo è quello che da tempo, in base a statistiche e graduatorie di ogni genere e salsa, è giudicato il miglior ateneo italiano. Ed allora impossibile non parlarne.

Più slancio, intraprendenza e spirito internazionale, chiede imperterrito ed a gran voce il Ministro Francesco Profumo sin dall’inizio del suo mandato; e tra tutti gli atenei nostrani, ce ne sono alcuni in particolare che non sono rimasti sordi.

Si è già detto fin troppo del Politecnico di Milano, e delle sue magistrali interamente “made in english” a partire dal 2014. Ma non fanno eccezione altre importanti università, tra cui non poteva certo mancare la rinomatissima Alma Mater.

Fra le ultime trovate in ordine cronologico, una delle più interessanti è “Tourism economics and management” (facoltà di Economia): un corso di laurea di primo livello in lingua inglese, il primo in assoluto dell’università di Bologna ad aprire le porte anche alle matricole.

Solo l’inizio? No, in realtà è (per ora) l’ultimo tassello di un mosaico che sta prendendo forma già da qualche anno.

Di corsi in inglese, l’Alma Mater ne ha in abbondanza; in tutto sono 21, e considerando che ne esistono 130 in tutta Italia, bisogna ammettere che la percentuale è piuttosto elevata. Si va da “Civil engineering” (Ingegneria) a “Bioinformatics” (Scienze e tecnologia), passando per il neonato “Chemical innovation and regulation” (Economia, attivo dall’anno accademico 2013-2014),

In molti casi si tratta di corsi di laurea relativamente “giovani”, e del resto stiamo pur sempre parlando di una tendenza che ha iniziato a prendere piede solo negli ultimi anni, in nome di uno dei principi fondamentali della moderna globalizzazione: l’abbattimento delle frontiere linguistiche.

Basti pensare a quel “Quantitative finance” presieduto da Umberto Cherubini, un corso nato nel 2010 e che quest’anno ha finalmente proclamato i suoi primi dottori. “Adesso il nostro obiettivo è lavorare per migliorare gli studenti nella stesura delle tesi – ha dichiarato il professore su Il Resto del CarlinoCi siamo accorti che ci sono delle carenze: i ragazzi devono saper difendere la tesi in commissione”.

Per farla breve, testa bassa e lavorare. Anche perché la volontà non basta: tanto per cambiare, servono anche un bel po’ di quattrini. I fondi europei, in questo senso, possono rappresentare una risorsa imprescindibile; e a quelli, si sa, solo gli atenei più in vista e “coraggiosi” possono avere accesso.

Ma i corsi in inglese è solo una parte del pacchetto. Un altro fronte su cui l’Alma Mater sta lavorando alacremente è quello della laurea multipla.

I percorsi di studio in questione (al momento sono 19) consentiranno ai diretti interessati, mediante convenzione con un’università straniera, di ottenere un titolo aggiuntivo oltre a quello già conseguito a Bologna. Due lauree al prezzo di una: cosa chiedere di più?

 

fonte immagine: http://brescia.olx.it

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