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21 agosto 2012

Discriminazione femminile nelle università iraniane

La discriminazione femminile nel Medio Oriente è un fenomeno molto diffuso, difficile da eliminare, poichè profondamente radicato nella cultura. Conoscono molto bene questo problema diverse organizzazioni per i diritti umani che agiscono sul territorio in modo continuo.

Soprattutto per quanto riguarda le mansioni che si svolgono quotidianamente, tra casa, lavoro e studio, sono sempre stati posti dei limiti in base al sesso.

L’uomo e la donna hanno compiti diversi nella società; una volta stabilite queste regole è sbagliato da parte dell’uno contaminare gli aspetti della vita sociale in cui regna l’altro,e viceversa, con la propria presenza o, nel caso dell’affermazione lavorativa, con l’ostinazione.

Ciò che sta succedendo in Iran esprime molto bene la differenza esistente tra i due sessi: segregazione nelle Università.

Almeno 600 corsi di laurea di 60 università del territorio dividono per sesso gli studenti iscritti.

Questa segregazione dei sessi, all’interno delle università, risulta un problema controverso nella comunità iraniana: alcune organizzazioni dei diritti umani sottolineano diversi fattori che risaltano sia il positivo riconoscimento dell’istruzione superiore femminile, con il conseguente abbattimento della barriera d’accesso alle università, sia lo sbaglio effettivo della comunità iraniana nell’affermare la necessità di una discriminatoria sessuale.

Nell‘agosto del 2011, questo scoglio si pensava di superarlo, quando 20 università e 44 dipartimenti avevano annunciato che avrebbero ammesso entrambi i sessi nei loro corsi di laurea.
L’opposizione, rappresentata da Mahmoud Ahmadinejad, aveva respinto quest’idea credendo nell’impopolarità dell’azione intrapresa dalle realtà accademiche.

Ad oggi, dati raccolti da Student News illustrano che solo il 60% delle donne che hanno provato ad accedere  all’istruzione superiorece l’hanno fatta. Inoltre, tramite questi dati, raccolti direttamente dagli studenti che frequentano le università iraniane, è stata stilata una lista di università e corsi che attuano la segregazione tra uomini e donne.

Poichè StudentNews è considerato un mezzo di informazione non ufficiale, i risultati ottenuti sono stati confrontati con la Mehr News Agency, la quale sottolinea come 36 Università abbiano chiuso 77 indirizzi di studio alle donne (Student News ne riporta un numero maggiore nel 2012).

Di conseguenza, si capisce che la presenza della comunità femminile iraniana sia stata accettata nell’ambito dell’istruzione ma che vogliono continuare a tenerla divisa e soprattutto a precluderle alcune aree di studio.

Sembra essere una manovra del governo. Alcuni politici, alla stessa maniera di Ahmadinejad, vogliono “the complete removal of women in some disciplines” – la completa esclusione delle donne in diverse discipline. Ogni segnale suggerisce che cia sià la volontà di sviarle dalle università più prestigiose e indirizzarle a studiare le materie meno importanti. Tutte le aree di studio che sono legate alle industrie petrolifere(come Scienze Climatiche, Ing. Mineraria, etc) sono state chiuse alla comunità femminile iraniana.

Non c’è neanche libertà di scelta nelle materie umanistiche, rimanendo accessibili solo quelle attinenti alla cultura Medio Orientale con l’esclusione di quelle provenienti dall’Occidente.
La possibilità di scelta sembra essere aumentata anche se permane l’influenza dell’ombra conservatrice del Paese su diverse aree.

Così, di fatto, si presenta oggi la realtà iraniana:

  • esclusione delle donne dalle università più prestigiose,
  • segregazione dei sessi per gli stessi corsi -Women Only, Men Only –
  • Costrizione ad accedere solo a determinate aree di studio.

Per quanto l’ammissione delle donne nelle università sia aumentato a poco più del 17%, ancora oggi un corso su 6 è diviso per genere.

Ambiti a cui le donne possono accedere liberamente e facilmente sono la Teologia e la Letteratura Araba.

Nella Ardebil Mohaghegh University le donne sono escluse da 24 aree di studio.
Per la Lorestan University sono 18. Le uniche materie Women Only sono Scienze Biologiche, Chimica e Botanica, mentre Geologia e Scienze climatiche sono Men Only.
La Mazandaran Universiy a Babolsar ha mantenuto il Turistico Men Only.
L‘università di Busheher, sul Golfo Persico, ha assegnato come Women Only i corsi di Archivistica, le Scienze Informatiche e Sowftare Engeneering. La Matematica e la maggior parte delle scienze ingegneristiche sono riservate agli uomini..
L’univesità di Teheran, quest’anno, accetta solo studenti maschi.

Molte università che sostengono la segregazione o la sola ammissione di studenti maschi, riferisce la Mehr N.A., non lo dice neanche sulle brochure di presentazione dei corsi, ritenendo la cosa del tutto normale.

Altri casi in cui viene dimostrata la tolleranza alla mescolanza tra i sessi mostrano, comunque, la volontà di mantere la disparità e l’ineguaglianza, come nei corsi della Razi University a Kermanshah, in cui per i corsi di Scienze Naturali e Forestali, Agronomia ed ingeneria Agricola sono ammesse 34 donne ogni 100 uomini.

Eclatante l’esempio dell‘Università di Zabol che divide per semestri le sessioni maschili e femminili di Letteratura Araba, Letteratura Persiana, Urbanistica e Geografia.

Dunque si può ammettere che il riconoscimento dei diritti delle Donne nei territori del Medio Oriente sta facendo dei passi avanti,anche se zoppi della lungimiranza che farebbe comodo a dei paesi in cui l’espansione culturale è ancora in crescita.

Fonte foto: Http://9.mshcdn.com/wp-content/uploads/2011/08/Campaign-for-the-Right-of-Education-in-Iran.jpeg

 

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