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30 agosto 2012

Governo Monti: nuove idee per ridurre i tempi tra scuola e lavoro

Il Governo italiano, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, ha pubblicato un documento molto importante per il nostro paese ed i nostri giovani studenti. Questo mira a definire iniziative utili ad accorciare i tempi che intercorrono tra la fine della scuola e l’impiego lavorativo successivo.

Si vuole dunque diminuire il tasso di disoccupazione. Gli ultimi dati pervenuti registrano che solo il 5% degli studenti delle scuole superiori (Istituti tecnici e professionali) hanno partecipato, nell’ultimo anno scolastico, a progetti che prevedevano alternanza di scuola lavoro. Questo accade nonostante un altro dato: il 2012 ha dimostrato che sono circa 22mila le assunzioni, che prevedono personale tecnico specializzato, ad essere considerate di difficile reperimento.

Per porre rimedio a questo problema e far si che i dati in questione raggiungano un miglioramento,nel mese di luglio è stato attivato il Comitato nazionale per l’alternanza scuola lavoro. Questo fa si che finalmente vengano attivati i DL n. 77/2005 e n. 22/2008, fino ad ora rimasti a sonnecchiare sulla carta; devono in pratica essere rimossi, in maniera graduale, tutti gli ostacoli che vengono a interporsi lungo il cammino dei giovani verso il lavoro. Unitamente a ciò devono essere definiti i modelli di certificazione delle competenze che gli studenti avranno modo di acquistare durante le loro esperienze di scuola/lavoro, esperienze che andranno a figurare sul loro curriculum.

Con il nuovo anno scolastico, poi, arriverà un nuovo istituto: il Politecnico professionale, esso rappresenta un modello di scuola superiore utile a cercare di colmare ulteriormente il divario presente tra scuola e lavoro e tra domanda e offerta d’impiego. I poli in questione saranno collegati direttamente con le zone produttive presenti sul territorio così che i loro studenti possano avere il modo di ricevere una formazione e delle esperienze lavorative a tutti gli effetti, sarà così facilitata la loro graduale entrata nel mondo del lavoro.

Un polo sarà costituito dall’unione di due istituti tecnici e/o professionali, collegato ad un centro di formazione professionale ed in accordo con almeno due imprese di produzione. Il Cnr, a questo proposito, ha offerto la sua disponibilità per aiutare questi nuovi istituti nascenti nella ricerca dei programmi delle attività lavorative e di formazione. Non solo il Cnr ma anche Confindustria e Confartigianato hanno dimostrato interesse verso i Poli coinvolgendo imprese ed aziende nel fornire laboratori e risorse professionali a queste nuove scuole.

Infine i Politecnici professionali potranno beneficiare dell’aiuto del settore turistico. In esso è stato individuato da alcune regioni, quali Calabria, Sardegna e Puglia per esempio, un buon punto di partenza per i Poli-studenti. La partecipazione di questa filiera produttiva ha un duplice scopo: quello di colmare il vuoto presente tra domanda e offerta lavorativa del settore e quello i rilanciare il settore turistico in tutta la sua completezza.

Insomma queste idee per accorciare i tempi tra scuola e lavoro sembrano essere molto buone e vincenti, meritano di essere sfruttate dai giovani i quali rimedierebbero sicuramente buone opportunità di formazione e per il loro futuro. Resta solo da aspettare e vedere, verificare se tutte le brillanti idee espresse verranno messe in pratica e se otterranno risultati positivi.

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