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Come parlare agli studenti: catturare attenzione e farsi ascoltare

Flavia de Durante 21 Settembre 2022
F. d. D.
06/10/2022

Usare un giusto tono di voce per far rispettare l'attenzione durante una lezione in classe: ecco come parlare agli studenti a scuola e università per farsi ascoltare.



Come catturare l’attenzione degli alunni? Come iniziare una lezione in classe, come usare la voce e gestualità in modo corretto per essere ascoltati a scuola o all’università?

Stimolare la curiosità dei giovani da insegnante, coinvolgere la classe e farsi rispettare, sono gli obiettivi di ogni docente. Spesso però, questi rappresentano una vera e propria sfida!

“Saper come parlare agli studenti e farsi rispettare, è alla base di ogni lezione, presupposto di partenza è quello di trovare il giusto equilibrio tra autorità e confidenza. A me piace parlare di autorevolezza. E già questo primo presupposto non è affatto scontato! In passato, la relazione tra docente e studente era molto più formale.”

“Oggi i tempi sono cambiati. Non credo che possa più funzionare una relazione docenti – studenti incentrata sulla totale ed esclusiva autorità dei primi. Anche se volessimo solo considerare il fenomeno del web, sappiamo che uno studente ha accesso con due semplici click al mondo intero. Può dunque scoprire come funzionano le cose in ogni angolo della terra.

A fare queste affermazioni dandoci una guida per sapere come parlare agli studenti con il giusto tono di voce e corretta gestualità per far rispettare l’attenzione durante una lezione è il dott. Stefano Tassone, coach e trainer di Soft Skills.

Come parlare agli studenti: usare un tono di voce e far rispettare l’attenzione ad una lezione in classe

Farsi rispettare in classe dagli studenti oggi non è per niente facile cosi come instaurare una corretta relazione tra docente e studente. Ma come si dice chi ben inizia è a metà dell’opera. E’ per questo che occorre sapere come iniziare una lezione in classe e come parlare agli studenti in modo che questi possano ascoltare con attenzione il docente.

La costruzione di un buon rapporto docente-alunno o professore-studente è essenziale: alla base c’è la comunicazione, differenziata a seconda dell’età degli studenti.

“I ragazzi di oggi sono, a mio avviso, tendenzialmente meno propensi a riconoscere, in generale, il concetto di rispetto per le gerarchie e le seniority. Perché? Perché come sappiamo oggi, molto più del passato, non vale più l’equazione “età anagrafica” uguale “valore e competenza”.”

“I giovani di oggi sono consapevoli di avere una loro identità, un loro “potere”; una loro autonomia. Ciò ci porta quindi a dover considerare che se un docente (adulto) pensa di avere autorità su uno studente solo in virtù del suo ruolo… parte con premesse sbagliate!”- afferma il dott.Stefano Tassone.-

“Ecco perché dicevo che mi piace di più il concetto di autorevolezza. Un docente avrà maggiori chance di successo con uno studente se sarà in grado di dimostrare che può davvero arricchire la sua esperienza. I giovani di oggi sono più scafati, più scaltri, più smaliziati. Sanno di poter trovare contenuti, stimoli, letture, strumenti con due soli click sul web. Pertanto un insegnante dovrebbe innanzitutto chiedersi “perché uno studente dovrebbe essere interessato a ciò che insegno”? E successivamente dovrebbe chiedersi: “la materia che insegno, la sto trasferendo in maniera stimolante ed accattivante?”

“Come parlare agli studenti e quale linguaggio utilizzare in generale con i giovani? Beh credo che, come sempre quando si parla di comunicazione, sia da prendere in esame l’intera sinergia delle tre componenti. Verbale (le parole, il lessico). Para-verbale (l’utilizzo della voce che passa attraverso volume, toni, velocità, pause, …); Non verbale (postura, gestualità, espressività, contatto visivo, …).”- Fa sapere Tassone-.

“Ecco se ripenso agli insegnanti che ho avuto quando ero a scuola negli anni 80, lo stereotipo era quello di un adulto serioso, che guardava gli studenti con una sorta di “distacco”. Che parlava con tono quasi solenne; che non sorrideva quasi mai. Si poneva in maniera autoritaria. Beh, oggi i tempi sono cambiati parecchio! Credo che il segreto stia nel saper avvicinare gli studenti, nel saper creare anche una sorta di “complicità”. Nel saper dire loro le cose in maniera stimolante. Nel saper “vendere” il valore dei propri insegnamenti.”

“Quindi: linguaggio verbale (e gergo) nei limiti del possibile calibrato e adatto al profilo degli studenti. Utilizzo della voce con variazioni tonali ed enfasi, per risultare più stimolanti e coinvolgenti. Linguaggio del corpo (postura, gesti, espressività, contatto visivo) che crei connessione autentica.”

Come porsi e cosa dire agli studenti delle scuole medie

Se sapere come parlare agli studenti è fondamentale per un docente, lo è anche sapere come  porsi non solo con la voce ma anche con la gestualità per avere attenzione e fasi rispettare in classe dagli alunni.

“Qui siamo di fronte alla delicata età pre-adolescenziale. Quella nella quale i bambini iniziano a fare i conti con la loro identità e iniziano a maturare il senso di consapevolezza della loro volontà. Siamo di fronte alla generazione “Z”. Quella dei nati tra la fine degli anni 90 e il 2015: nativi tecnologici, molto precoci; guidati da una spiccata curiosità.”

“Ed è proprio da quest’ultima partirei. Il loro innato e marcato orientamento a farsi domande. Dunque un insegnante che voglia fare breccia con i bambini della scuola media dovrebbe alimentare e rispondere alla loro fame di curiosità. Dovrebbe accogliere con apertura e disponibilità tutte le loro domande. Anche quando apparentemente dovessero risultare decontestualizzate o fuori luogo. Con i bambini di questa età serve un linguaggio “fresco”, diretto, molto interattivo.”

“Risulta molto premiante anche l’utilizzo di analogie. Perché stimolano in loro il processo di riflessioni e analisi. Li coinvolgono attivamente nel processo di costruzione del significato. Con loro risulterà premiante anche fornire feedback onesti, aperti; frequenti, continui. Così che si sentano coinvolti.”

“Ancora più in generale: dal momento che sono esseri umani in una età nella quale la loro curiosità e il porsi continuamente domane sono delle direttrici fondamentali, risulterà premiante impegnarsi ad illustrare sempre il perché delle cose. Si studiano, si analizzano; così come il perché delle attività pratiche che si propone loro di fare!”

Come parlare agli studenti delle scuole superiori

Come parlare, invece, agli studenti delle scuole superiori, come farsi rispettare e ascoltare, quali sono i consigli per docenti e professori per mantenere l’attenzione in classe?

“Siamo sempre di fronte alla generazione “Z”. Ma composta da ragazzi che stanno attraversando il ponte che li collega con l’età adulta. E in questo “viaggio” ci sono anche tante difficoltà, incertezze, dubbi, fragilità. Con queste premesse sarà premiante una comunicazione che rispetti il nuovo adulto che sta nascendo.”

“Con i ragazzi delle superiori è cruciale la scelta delle parole, dunque. Sarà molto utile cercare e trovare dialogo. Evitare di imporre regole e concetti. Saper sempre argomentare quale sia la ratio di quanto viene proposto. Ecco un esempio per comprendere meglio.”- Dice Stefano Tassone.-

“In tema di feedback un conto è dire ad uno studente: “sei un ritardatario” (andando sull’interezza della sua persona, dunque molto difficile da digerire). Molto diverso è dire “hai fatto ritardo”, andando a parlare di un singolo comportamento.”

Non basta sapere come parlare agli studenti, bisogna farlo con efficacia per tenere una lezione in classe, fa sapere l’esperto in Soft Skills. “Un insegnante delle superiori che voglia fare breccia con i suoi studenti dovrà essere in grado di dialogare e dimostrarsi aperto a punti di vista e letture differenti. Ciò non vuol dire che non debba essere capace di far rispettare le regole ad esempio. Significa che invece di imporre una regola, dovrà preoccuparsi di “vendere” l’importanza di quella regola. Quali saranno i benefici di seguirla e quali, invece, le conseguenza negative se non la si seguisse.”

“Grande attenzione alle parole, così come grande attenzione all’utilizzo della voce e del linguaggio del corpo. I messaggi risultano stimolanti quando ci sono contenuti verbali adatti, veicolati con le giuste scelte vocali (toni, volume, enfasi, pause); e il giusto linguaggio del corpo (postura aperta e accogliente, sguardo autentico rivolto ai ragazzi, gesti che accompagnano sinergicamente i contenuti verbali.”- Consiglia Tassone, parlando di come parlare agli studenti del liceo.-

Come parlare agli studenti dell’Università

E come parlare agli studenti dell’università, coinvolgendoli e in un rapporto adulto-adulto nel quale ci sia la giusta autorevolezza dei docenti, quali sono i consigli?

“Nell’ambito universitario ci troviamo di fronte a persone adulte. Ciononostante credo sia rischioso pensare di dover dare vita ad un linguaggio più serio/severo.”

“La mia esperienza mi porta a dire che sia poco premiante impostare la relazione sulla base di un rapporto Io-Professore e Voi-Studenti. Cioè questo rapporto mi fa pensare più ad Autorità che ad Autorevolezza. Come già detto, credo che l’autorevolezza funzioni molto di più… soprattutto con persone adulte.”- Sostiene ancora Tassone.-

“Ciò che credo risulti più premiante in una relazione con altre persone adulte è dimostrarsi aperti a punti di vista differenti. Stimolarli anche se necessario, attraverso domande e ascolto attento ed empatico.”- Sottolinea l’esperto, ricordando come parlare agli studenti per catturare la loro attenzione per farsi rispettare.-

“La mia esperienza personale mi porta a dire che se si vuole stimolare maggiormente il processo di apprendimento, risulti utile dialogare con gli studenti. Credo che la “missione” di un professore sia quella di invitare sempre gli adulti studenti a mettere in discussione costruttiva quanto viene proposto.”

“Un bravo docente universitario, a mio avviso, deve riuscire a dimostrare sempre il valore e l’utilità dei suoi ragionamenti. E gli studenti, dopo aver processato quanto viene loro proposto, e dopo essere stati invitati a farsi domande e darsi risposte, dovrebbero arrivare alla conclusione che quanto gli è stato trasferito è “vero”, utile, ragionevole… Quindi, riassumendo, le parole chiave nella sono: dialogo, stimoli, coinvolgimento; riflessione, autorevolezza, apertura, ascolto.”

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto