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3 agosto 2012

Le Havre o la quarta parete di mare sul mondo

Il mio cemento è più bello della pietra. “Lo lavoro, lo cesello, lo trasformo in una materia che supera in bellezza i rivestimenti più prestigiosi”. (August Perret)
A chi lo accusava di aver trasformato la città di Le Havre in un luogo senz’ anima cosi’ rispondeva l’ architetto che ha avuto il merito di trasformare le ceneri del bombardamento su Le Havre in una materia d’ elezione che rivive della propria giovinezza.

Lo scalo marittimo di Le Havre, secondo di Francia dopo quello di Marsiglia, è stato dichiarato dal 2005 patrimonio Unesco dell’Umanità. Da qui partirono i francesi emigranti negli States e proprio qui, quelli rimasti, assistettero all’annientamento completo della città dopo i bombardamenti del 1944 che rasero al suolo 12 mila edifici, cancellando quattro secoli di storia e spinsero il governo a varare misure eccezionali per la ricostruzioni.

Il compito e l’onore di un così radicale intervento spettarono ad Auguste Perret, pioniere del razionalismo progettuale, in pratica uno dei primi architetti che mise le fondamenta della modernità. Perret era stato capace di far sorgere dalle macerie palazzi dal profilo futuristico. Oggi Le Havre vive così tra il nuovo e l’ antico da cui si astrae tendendo verso l’ infinito grazie all’ architettura del suo maestro, alle numerose iniziative per i giovani, alle costruzioni e grazie non da ultimo alla quarta parete sul mondo costituita dall’oceano da cui partono e terminano tutte le sue attività.

Chiunque guardi alla città nella sua essenza deve conoscere il ritmo delle traversate transatlantiche, il suono delle sirene che si attesta entro partenza ed attracco, facendo da eco alla storica Compagnia Generale Transatlantica la cui prima traversata risale al 1962. Quest’ anno è il cinquantesimo della prima traversata del paquebot France e tre esposizioni ne celebrano i momenti salienti, attraverso foto e testimonianze che tutta la città fa rivivere.
Sin dall’ ingresso nella città di Le Havre l’ esprit nautisme, la vocazione marittima della Porte Oceane emergono agli occhi di qualsivoglia visitatore. I numerosi bacini, la presenza di imbarcazioni e la costruzione dei Docks come magazzini generali sono il riferimento di tutto il commercio lungo l’ asse marittimo cittadino. Approfittare 365 giorni l’ anno di una risorsa naturale quale l’ oceano, attraverso il porto e tutti i suoi derivati mediati dall’ uomo è ciò di cui vive la città di Le Havre.

Il fine delle politiche di governo è nella direzione di una rivalutazione del mare come argento ed il compito degli havraises è quello di riempire tra le regate e le crociere di un dinamismo ardente la vita di una cittadina che ha visto nel mare la sua fine ed il suo reinizio.

Fonte foto: normandie-tourisme.fr

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