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2 agosto 2012

Le olimpiadi con il velo: un’utopia o un sogno realizzabile?

Una ragazza, un velo e le olimpiadi 2012. Una triade che ha scatenato una polemica a Londra durante il torneo di judo. Wodjan Ali Seraj Abdulrahim Shahrkhani è una ragazza di 18 anni che si è presentata ai giochi olimpici con il hijab, il velo islamico che copre il capo femminile lasciando scoperto solo il volto. Compito dell’atleta è quello di rappresentare il suo paese d’origine, l’Arabia Saudita. In tutta la storia dello stato arabo per eccellenza, Wodjan costituisce la prima atleta a partecipare alle olimpiadi.

Ma, il presidente della Federazione internazionale di judo, Marius Vizer, ha chiarito che la competizione sarà possibile solo quando il velo cadrà dal viso dell’ atleta. La giustificazione che Wodjan fornisce è l’abitudine a gareggiare, con il corpo integralmente coperto, durante le sfide continentali. Ma il presidente non vuole ascoltare altre soluzioni se non la sua. “Il judo è uno sport che ha determinate regole e devono essere rispettate da tutti“- ha dichiarato Vizer -.

Ora la decisione aspetta all’ atleta e al comitato olimpico dell’ Arabia Saudita. Il presidente dello stesso, Nawaf ben Faysal, ha precisato sin da subito la questione del velo: l’obbligo di indossarlo seguendo i versetti del teso sacro islamico e la judoka deve essere accompagnata da un parente vicino di sesso maschile o un tutor ufficiale. In occasione delle olimpiadi di Londra, Wodjan è affiancata dal padre.

In attesa del responso, è lecito quindi chiedersi se l’Islam condizionerà la carriera di Wodjan oppure se potrà essere ricordato come uno spiacevole episodio.

Fonte foto: google.com (sezione immagini)

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