• Google+
  • Commenta
16 agosto 2012

Liberi?

Quante volte abbiamo, nella nostra vita, parlato di libertà e quante volte abbiamo fatto appello a questo concetto per poter esprimere le nostre opinioni senza sentirci in colpa per quello che andavamo a sostenere? Penso che siano state molte e molte ancora saranno le occasioni in cui utilizzeremo questo termine senza averne una chiara idea, senza esserci effettivamente soffermati sui contenuti antropologico-mentali che esso implica tanto nel pensare quanto nell’agire.

Non voglio soffermarmi qui sul valore etimologico del termine e nemmeno ragionare sulla storia che questo concetto ha avuto nel corso dei secoli in cui è stato ampiamente sbandierato in Occidente e spesso taciuto in Oriente, almeno secondo quello che noi conosciamo dell’uno e dell’altro. Desidero invece proporre una visione pratica, concreta e decisamente quotidiana di questo termine, proprio perché, in effetti, esso risulta essere un punto di arrivo importante della nostra identità, mentre non ha nulla a che fare con l’inizio o l’incipit della nostra evoluzione.

Cominciamo subito con il dire che con questo termine voglio riferirmi alle opportunità nolenti che ogni individuo incontra per diventare quello che è già. Mi rendo conto che tale definizione richiede qualche spiegazione e dunque procedo.

Ogni individuo, non attendendosi nulla da questa vita prima di esservi entrato, è sempre nolente rispetto ad essa prima della nascita. I genitori decidono per l’individuo “in cantiere” dapprima desiderandolo, poi concependolo e dunque allevandolo. Il nascituro non decide il tempo, il luogo e i genitori quando entra nel mondo, e per questi motivi possiamo definirlo nolente e dotato di una serie di opportunità di esistenza che dipendono dall’esterno.

In effetti, però, tutto sembra relativamente già scritto, perché i trentamila geni che costituiscono il genoma individuale, di cui solo quindicimila sono completamente espressi nella nostra specie, sono disponibili ad attivarsi in conformità a quello che accadrà loro durante l’esistenza. In altri termini, i quindicimila geni sono nelle condizioni di esprimersi solo nel momento in cui l’ambiente esterno li stimola a farlo. Senza l’ambiente che li attiva, possono rimanere in parte inespressi.

[adsense]

Ecco perché la frase diventare quello che si è già sembra un ossimoro, ossia l’accostamento di due significati opposti, dove con il termine diventare si intende qualche cosa che deve accadere nel futuro, mentre con il verbo essere ci si riferisce a qualche cosa di statico e immobile.

In sostanza, la nostra evoluzione dipende da quello che è scritto in noi a livello genetico e da quello che ci accade in un ambiente che sarà in grado di stimolare l’evoluzione stessa oppure limitarla, per giungere persino a non permettere nessuna realizzazione, come nel caso dell’aborto o di una morte prematura.

Alla luce di quanto appena descritto, mi sembra che sia importante rifarsi la domanda iniziale circa quello che possiamo intendere per libertà, perché il termine ora acquista una connotazione alquanto più complessa, eliminando ogni interpretazione semplicistica e di uso comune.

Lascio ad ognuno di voi lettori le considerazioni finali, ma propongo finalmente di adeguare il termine libertà alle conquiste della genetica e agli studi antropologici, per giungere a considerarla come il risultato di un insieme complesso di agenti esterni alla volontà individuale ed interni all’evoluzione della specie, secondo un piano progressivo che ci allontana, secondo la mia opinione, sempre di più dall’idea che si possa veramente in ultima analisi fare davvero quello che si vuole.

A questo proposito ricordo a tutti i versi di una persona che vive con me da anni, Emily Dickinson, e mi accompagna nella comprensione del mondo e dei suoi abitanti:

“Vi sono due potrei / e poi un devo / e dopo ancora un sarò. Che infinità di compromessi / per indicare l’io voglio” (1884).

Alessandro Bertirotti

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy