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13 agosto 2012

Olimpiadi di Londra 2012, atto finale

Sono giunte a termine anche le Olimpiadi di Londra 2012, iniziate lo scorso 25 luglio e terminate ieri, 12 agosto, con la cerimonia di chiusura iniziata alle 22, ore italiane. La XXX edizione dei giochi verrà ricordata, in maniera abbastanza scontata, come l’edizione dominata da Usain Bolt (medaglia d’oro nei 100m, 200m e staffetta 4×100 m) ma anche come l’Olimpiade con cui si è detto definitivamente addio all’ultimo record imposto dall’allora Germania Est, durato 27 anni, grazie alla splendida prestazione fornita degli Stati Uniti nella staffetta 4×100 m donne.

Per l’Italia si parlerà, invece, di un’Olimpiade dal doppio volto: tralasciando le medaglie, abbastanza scontate, della scherma maschile e femminile non potranno essere dimenticati gli ori del kayak, del taekwondo, della carabina, così come difficilmente ci si dimenticherà del clamoroso flop del nuoto azzurro (zero medaglie) e dell’ingiustizia patita da Roberto Camarelle nella finale dei super massimi di pugilato. Una cosa è certa, a differenza di Pechino 2008 abbiamo conquistato una medaglia in più, confermando il numero di ori e argento vinti.

Come ogni Olimpiade che si rispetti, però, non potevano mancare accuse di doping accertate o anche solo sospettate. Tra i casi più eclatanti, purtroppo, va annoverata la squalifica di Alex Schwazer (il marciatore italiano già oro a Pechino) per essere risultato positivo all’Epo sintetica, ad un controllo effettuato in Germania lo scorso mese, che gli ha impedito di partecipare alla 50 km di marcia, dopo aver dato forfait per la 25 km a causa di una sospetta influenza. Più che scalpore ha destato curiosità, invece, l’accusa di doping genetico rivolta dagli Stati Uniti alla baby nuotatrice cinese Ye Shiwen, che nella gara dei 400 m misti negli ultimi 50 metri ha ottenuto un tempo migliore del campione americano Lochte.

Quello che sicuramente è mancato, in questa XXX edizione dei Giochi Olimpici, è un dominatore unico, come fu Phelps a Pechino. Infatti, oltre al solito Bolt, difficilmente rimarrà nella memoria il nome di un atleta che abbia impressionato per i risultati raggiunti. Con questo non si vuole assolutamente dire che sia stata un’Olimpiade sotto tono ma sta costantemente venendo a mancare quella componente di “eroicità” che ha sempre reso le Olimpiadi uniche. Quello che manca, insomma, è il profilo del campione storico alla Bubka, Popov, El Guerrouj. Anche gli stessi scontri epici Usa – Urss difficilmente potranno essere sostituiti dalla nuova rivalità tra Stati Uniti e Cina. Ci ritroviamo a combattere con la nostalgia delle olimpiadi che furono, in attesa di Rio 2016.

 

Fonte foto: www.http://i.i.com.com

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