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29 novembre 2012

TEATRO NUOVO: dall’11 al 16 dicembre WATERWALL coreografie di Ivan Manzoni

Torna sui nostri palcoscenici “Waterwall”, uno degli spettacoli italiani più longevi, apprezzato dalla sua creazione nel ’99 da più di due milioni di spettatori in svariati paesi del mondo.

Lo show di Ivan Manzoni è un work in progress dalle possibili infinite forme che unisce la potenza dell’acqua alla dinamicità dei danzatori/acrobati in un connubio definito dalla critica “physical theater”.

La macchina scenografica è costituita da un’imponente struttura metallica da cui ha origine un’impetuosa cascata d’acqua con cui i performer si confrontano.

Il linguaggio del corpo si articola sulla scena nella sua disarmante semplicità, la sperimentazione non segue il percorso della ricerca coreografica, ma prende vita una performance fatta di immagini, di colori e di musica scandagliati nelle profondità dei loro poteri ipnotici.

La complessità della macchina scenografica con cui i danzatori interagiscono e le infinite variazioni sul movimento che ne derivano rendono necessaria per la compagnia Materiali Resistenti Dance Factory una accurata selezione dei performer. Questi devono possedere ottime basi tecniche di danza e di acrobatica e devono essere dotati, tra varie altre qualità, anche di una notevole resistenza fisica.

Parallelamente a “Waterwall” Manzoni persegue la ricerca delle dinamiche aeree elaborando importanti coreografie sospese, a volte frammiste a tecniche di parcour e all’utilizzo di trampolini elastici a terra. Negli anni ha realizzato coreografie per importanti eventi quali, fra gli altri, la Cerimonia di apertura delle Olimpici Invernali di Torino 2006, la riapertura del Campanile di San Marco a Venezia, il lancio della nuova Fiat 500, la Cerimonia di Apertura dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, e lo scorso ottobre i concerti di Celentano all’Arena di Verona.

La scena è dominata da un’imponente struttura metallica, possibile cantiere aperto di un edificio mai ultimato. L’acqua lentamente comincia a scorrere sulla struttura con una forza sempre più dirompente fino a trasformarsi in una impetuosa cascata. Appaiono i danzatori/acrobati che, incontrando la forza dell’acqua, cominciano a misurarsi con la sua potenza sfidando le leggi di gravità.

Imbracature, corde elastiche, altalene, amplificano i movimenti dei danzatori spingendoli ai confini dell’acrobatica. Effetti di luci e ombre modellano il flusso dell’acqua, lo mutano da velo trasparente a muro quasi impenetrabile piegandolo a una inedita spettacolarità. Insieme alla musica elettronica, ipnotica e martellante, prende vita una performance che segna il tripudio di una suggestiva ingegneria coreografica.

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