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10 settembre 2012

Alessandro Zanardi un esempio per tutti

Sono passati quasi undici anni da quel tragico 15 Settembre 2011 giorno in cui la vettura di Alessandro Zanardi, finita dopo un testacoda in posizione orizzontale sulla pista, fu colpita ad altissima velocità dalla vettura di Alex Tagliani. La Reynard Honda fu spezzata letteralmente in due e Zanardi perse sul colpo entrambe le gambe. Sembrava la fine di tutto.

Dato per spacciato ormai, e ricevuta perfino l’estrema unzione, fu trasportato in elicottero all’ospedale di Berlino. Le sue condizioni erano estremamente critiche. Per far si che non morisse dissanguato il medico del campionato Steve Olvay era riuscito a bloccargli le arterie femorali e a fermare l’emorragia e una volta giunto in ospedale i chirurghi non poterono fare a meno di sistemare il danno che l’incidente aveva irrimediabilmente provocato.

Dopo due settimane di coma farmacologico Alessandro Zanardi, contro ogni aspettativa, si riprese. Poteva essere la fine di tutto e fu, invece, un nuovo inizio. Dopo una lunghissima riabilitazione il pilota tornò a camminare e, grazie a delle apposite protesi, persino a correre in pista. Dando prova di estremo coraggio nel 2003 completò a bordo di una vettura modificata i 13 giri del circuito tedesco che due anni prima non era riuscito a terminare dimostrando simbolicamente che era possibile, nonostante tutto, tornare a vincere. Realizzò un gran tempo e, se avesse gareggiato, sarebbe partito in quinta posizione.

Esempio di forza e di determinazione Alessandro Zanardi ha rappresentato e rappresenta un esempio di vita. Un modello per tutte le persone che combattono ogni giorno per tornare ad avere una vita quanto più normale possibile, perché tornare a vivere dopo un incidente che ti avrebbe potuto togliere la vita ma che non l’ha fatto, si può.

Nel 2007 Alex scopre quasi per caso, un altro modo di correre e un’altra grande passione: l’handbike. Partecipa alle gare di Coppa del Mondo e ai mondiali in Danimarca ottenendo ottimi risultati e alle Paraolimpiadi di Londra 2012 vince la medaglia d’oro nella gara in linea, nella cronometro H4 con il tempo record di 24′ 50” 22 ed è argento nella staffetta.

“Dedico questo oro a due persone a Vottorio Podestà (suo amico e collega di team) senza di lui non sarei mai arrivato qui e a mia moglie Daniela, a molti sembrava che intraprendere questa avventura alla mia età fosse una follia, ma questa non è l’unica cosa folle che ho fatto in vita mia.”

Non smette mai di stupire Alessandro Zanardi mai ed è proprio questo che fa di lui un grande uomo. Un uomo che non ha mai smesso di sperare, di lottare di cercare di tornare a vincere più che sulla pista nella vita perché ognuno di noi è artefice del proprio destino anche quando il destino ci si mette contro e lui ne è l’esempio concreto.

“Un obiettivo è una cosa che ti dai per decidere dove vuoi andare” ci insegna Zanardi “ma se non sei in grado di goderti il viaggio, se non hai passione per quello che stai facendo, a quel punto è meglio cambiare e concentrarsi su qualcos’altro, su qualcosa che ci viene più naturale”.

Sorridere prima di tutto.

Fonte immagine: http://spoomeblog.azurewebsites.net

 

 

 

 

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