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1 agosto 2012

Scontro di poteri sulle elezioni a nuovo rettore in Unical?

Unical, il rettore prolunga il mandato fino al 2013: un altro anno del suo quasi quindicennio ad Arcavacata

Con tutti i se e tutti i ma, rivenienti dalle diverse interpretazioni dei Tar regionali, finora prodottisi in una sospensiva per le elezioni universitarie indette a Parma e a L’Aquila e in una assertiva del Tar di Perugia,  portando a una interpretazione letterale della Legge Gelmini, la Uil universitaria spinge perché siano concretizzabili le nuove elezioni a rettore del 25 ottobre prossimo.

La Uil profila già da ora al nuovo rettore le sue richieste di:

  • una procedura elettiva per l’individuazione dei consiglieri di amministrazione;
  • un’offerta formativa realistica a fronte dei dati sulle immatricolazioni, tra crollo di alcuni corsi di laurea e limitata disponibilità di posti per i corsi più richiesti;
  • un’idea reale sui servizi residenziali;
  • una revisione della composizione delle nuove strutture dipartimentali, in alcuni casi realizzate su esigenze personali, trascurando le indicazioni della legge Gelmini, che individua nei settori scientifico disciplinari il criterio di aggregazione;
  • una riorganizzazione dei Centri comuni, dopo 40 anni dalla loro istituzione, per valutare l’effettiva coerenza delle attività rispetto alle strategie che verranno messe in campo;
  • una partecipazione dell’Unical ai consorzi nello spirito del sostegno scientifico senza costi aggiuntivi a carico del bilancio universitario.

Segreteria e direttivo Uil dell’Università della Calabria, sostengono che il percorso che porterà alla elezione del nuovo rettore è non solo avviato, ma pronosticabile in relazione alle situazioni di contesto dell’ateneo che sollecitano fortemente un rinnovo di tutta la governance.

La decisione da parte della Uil è stata presa a maggioranza solo perché c’è stata una differente valutazione sui tempi e non perché ci sia un reale sostegno al mantenimento della posizione del rettore attuale.

I problemi dell’attuale andazzo ci sono e sono concreti.

Il Cda funziona non a composizione completa,  perché sono decaduti i due rappresentanti dei ricercatori e si continua a registrare l’assenza del rappresentante della Regione Calabria; in regime di proroga, situazioni come queste non consentono una visione strategica a lungo respiro, per come sarebbe necessario.

Se agli intoppi amministrativi formali e sostanziali degli organi di governo di una università, si aggiunge la precaria credibilità, derivata dall’inchiesta sugli esami, in questo momento in cui l’Unical è sul mercato per le immatricolazioni, si vede bene la spaccatura tra più soggetti.

Per il sindacato dunque è innegabile che “solo un appuntamento elettorale può favorire il confronto”.

Se, da parte sindacale, si potrebbe correre senza ostacoli verso le nuove elezioni a rettore, queste si fermano di nuovo perché la calendarizzazione delle elezioni non è stata inserita nell’ordine del giorno tra i punti su cui il senato accademico doveva discutere nella seduta del 30 luglio.

La mancata iscrizione nell’ordine del giorno della questione è dovuta al fatto che il parere, sia pur consultivo, del Cda, dall’11 di luglio ad oggi, ha registrato una situazione di stallo.

Così le due proposte di elezioni al 25 ottobre e l’altra di slittamento del turno elettorale di 45/60 giorni,  hanno ottenuto cinque voti, dando, dunque, ancora tempo all’attuale rettore Latorre (non ha più la maggioranza neppure in Cda) di ragionare sulle strategie da attuare.

In senato accademico pare sia prevalso l’atteggiamento dell’attendere il ricorso al Consiglio di Stato da parte ministeriale; diversamente, data l’accelerazione dei presidi e dei direttori di dipartimento che ha portato all’indizione delle elezioni all’indomani della sentenza del Tar di Perugia, sarebbe stato prevedibile e anche auspicabile un ulteriore spingere in avanti verso la definizione di questa situazione di empasse.

Il ricorso amministrativo, che il ministero potrebbe fare, non interromperebbe la procedura elettiva già avviata con una delibera del Senato e che quindi deve andare avanti. Bisogna vedere se la sentenza del Consiglio di Stato arriverà in tempo. Se vincesse il ministero, Latorre avrebbe titolo a promuovere un ricorso contro l’eletto” (intervista a Silvio Gambino, da L’Unical è divisa perché Latorre ha esagerato, Calabria Ora, 23 luglio 2012).

La seduta del senato accademico è stata aggiornata: la decisione, di rinnovo del rettorato, rimandata alla prossima seduta agostana.

Intanto che il Consiglio di Stato (ricorso ministeriale si o no!) aleggia come spauracchio o speranza, a seconda dei punti di vista, classe docente o rettore, si addensa una ulteriore soluzione all’orizzonte, anche questa invisa o sperata.

Sappiamo che è sulla adozione dello Statuto che si gioca la partita, tra il Tar umbro, che vede lo “statuto” dell’ateneo valido già dalla sua prima formulazione e il Tar parmense e aquilano che ritengono che la validità  dello statuto vada in auge solo ad inserimento avvenuto delle modifiche  ministeriali.

Sulla testata del Sole 24Ore, giusto in questi giorni è apparsa la notizia secondo cui il ministro Profumo sta valutando la possibilità di un emendamento allo studio da inserire nella “spending review”, che di fatto potrebbe salvare le poltrone dei rettori.

L’intervento del Ministro è in modifica del testo della legge Gelmini per mantenere la proroga fino al 2013.

Ciò significa che  si tratta di una effettiva proroga ulteriore, perché il testo della legge è chiarissimo: il mandato dura solo un anno e termina a ottobre 2012, come in sentenza del Tar umbro.

Ciò comporterebbe per l’attuale rettore dell’Unical di rimanere in sella fino al 2013, prolungando ancora di un altro anno la durata del suo quasi quindicennio ad Arcavacata.

Mentre da Roma giungono tali notizie, dalla Facoltà di Lettere, Raffaele Perrelli, preside della Facoltà di Lettere e futuro direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, prende posizione sull’accusa di mancato spazio democratico per le elezioni del rettore.

Per il rettorato ci sarebbe un mese pieno per la campagna elettorale, la qual cosa non vale invece per le elezioni del nuovo senato accademico, magari è qui che la denuncia di mancanza di spazio democratico sarebbe calzante.

Melina Rende

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