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31 ottobre 2013

Laurea in Lettere Moderne. Noi studenti con una laurea in lettere ma disoccupati

Disoccupazione giovanile

Nel mondo universitario spesso incontriamo studenti laureati e specializzati che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro

Laurea in lettere- precari e disoccupati

Laurea in lettere – precari e disoccupati

Questa volta tocca a chi con sacrifici e passione ha conseguito una laurea in lettere.

E’ il caso di Giuseppe Cantone che ha conseguito una Laurea in Lettere Moderene o di Daniela Criscuolo anche lei studentessa con una laurea in Lettere Moderne da 2 anni.

La rottura delle lauree a ciclo unico ha falsato i dati rendendo il numero di laureati in forte crescita rispetto agli anni precedenti. ”La laurea in lettere è meno sfruttabile nel mondo del lavoro” ci dice una studentessa con una laurea in lettere moderne.

Abbiamo sentito quella ”fetta” di insoddisfatti con una laurea in lettere che in realtà rappresenta quasi tutta la torta e che si dice persino meravigliato dai dati diffusi dal Miur.

Riportiamo per prime le parole di una studentessa napoletana ormai con una laura in lettere da 2 anni.

Daniela Criscuolo ha conseguito la laurea in Lettere Moderne 2 anni fa, ci spiega come mai ha dovuto intraprendere il percorso di laurea Magistrale e abbandonare l’idea di cercare lavoro con la sola laurea in lettere, una laurea per di più triennale.

Laurea in Lettere percorso biennale specialistico: il caso di Daniela

”Mi sono trovata con una laurea in lettere e un 110 fra le mani inutilizzabile. Voglio intraprendere la strada dell’insegnamento, ma per accedere ai concorsi è necessaria non solo la laurea specialistica ma anche il conseguimento del TFA. Dato il costo degli anni di studio da affrontare avevo già intrapreso altre ”strade lavorative” parallele. Sono pubblicista ed ogni anno rinnovo il tesserino e scrivo per diversi giornali, mi è capitato di scrivere anche per giornali a tiratura nazionale, ma purtroppo i compensi non vanno oltre i 10 euro ad articolo. Ho tentato di inserirmi nel campo dell’editoria ma dopo 2 anni di collaborazione con una piccola casa editrice che mi ha promesso e mai dato un contratto da 5,50 euro all’ ora ho deciso di continuare gli studi. Sono iscritta alla Magistrale dell’Università Federico II di Napoli e intanto invio curricula. Mi è capitato perfino di collaborare ad un progetto di istallazioni nelle chiese napoletane ma sia gli artisti che ho contattato che la medesima non sono stati ancora pagati e a distanza di un anno non solo ho perso la speranza di avere quel famoso compenso ma anche la speranza di un qualsiasi altro incarico del genere. Sia chiaro l’Università mette spesso in contatto gli studenti con associazioni e club culturali, ma il più delle volte le stesse associazioni sono autofinanziate e non hanno né la possibilità di assumere né quella di formare gli studenti gratuitamente. Io sono fra l’altro una delle tante ”fascia 0 ” che non può affrontare il pagamento di costosi stage in giornalismo o editoria e Master che non fanno che ripetere nozioni e conoscenze già acquisite durante la laurea in lettere o grazie a semplici chiacchierate da Bar. L’unica cosa che so è che non pagherò nessuno che conosce la mia materia ”peggio” di me solo per tentare di farmi inserire in progetti brevi e malpagati.”

Chiediamo ad una collega di Daniela, Andreana Pastena che si è appena iscritta alla Laurea Specialistica in Linguistica a Siena. La studentessa ha avuto esperienze differenti dalla precedente intervistata eppure le sue parole riecheggiamo la rabbia e lo sconforto della collega universitaria.

”Io ho studiato a Napoli ma dopo la laurea ho compreso che la Specialistica offerta dall’Università della mia città natale non faceva per me. Io sono innamorata della Linguistica, dello studio sperimentale della lingua, della conoscenza del tessuto sociale odierno sul quale la nostra lingua fermenta. Ho avuto la fortuna economica di poter studiare fuori dalla mia città. Ho scoperto però che il mio corso di studi può limitare la mia scelta lavorativa così come il corso di studi napoletano limitava la mia scelta didattica. Dovrò inserire diversi esami fuori piano per accumulare il numero di crediti necessario ad accedere al Tirocinio Abilitante. Se volessi laurearmi in tempo e rimandare gli esami al post-laurea dovrei pagare un supplemento di 150 euro ad esame. Inoltre la mia materia non ha purtroppo reali applicazioni in Italia. Si pensi che il progetto ancora in corso sul Vocabolario Etimologico dell’ Italiano ad opera di Max Pfister ha avuto  luogo approvazione e fondi all’estero e non qui. A meno che io non voglia studiare e pubblicare a mie spese progetti di linguistica o rientrare nei pochi progetti NON PAGATI qui in Italia dovrò abbandonare la materia dei miei sogni e ripiegare su altro. Ma a questo punto mi chiedo, su cosa ?”

Sulla scia della domanda posta da Andreana  chiediamo alla studentessa Bolognese Luana Cerbone cosa pensa degli sbocchi occupazionali della Laurea in Lettere.

”Io son una delle poche fortunate che ha trovato lavoro dopo la Laurea in Lettere. Sono laureata all’Orientale di Napoli con 102 da ben 2 anni. Mi sono iscritta ad una Specialistica che non riguarda prettamente il mio precedente percorso di studi, ma non volendo intraprendere la carriera d’insegnante non sono rimasta intrappolata in uno gliommero di crediti e abilitazioni. Ho deciso che avrei sfruttato i miei studi in altro modo e più che le conoscenze letterarie ho fondato il mio lavoro sul pensiero critico e ho compreso che l’Italia non era in grado adesso di fornirmi un impiego che mi permettesse di mettere a frutto ricerche e pensieri elaborati durante la Triennale. Perciò ho iniziato a lavorare come web designer e Developer oltre che come organizzatrice di eventi. I compensi sono minimi e il lavoro non è appagante né è quello che avrei scelto dato l’iter didattico intrapreso. Ma come fare se la tua laurea in lettere è completamente ”inutile” dal punto di vista produttivo. Come potevo continuare a studiare le lingue e le letterature moderne consapevole che i prossimi concorsi verranno banditi tra diversi anni e che  accedere al TFA mi sarebbe costato 2500 euro. ? ”.

In collaborazione con Siria De Francesco

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