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21 Febbraio 2020

Facoltà di Beni Culturali: cosa si studia, esami e sbocchi professionali

Studente Facoltà di Beni Culturali
Studente Facoltà di Beni Culturali

Studente Facoltà di Beni Culturali

Ecco perché scegliere la facoltà di Beni Culturali: una guida completa al corso di studio, i principali esami previsti, materie che si studiano, obbligatorie e complementari e i possibili sbocchi lavorativi.

Sei un appassionato di arte e del “bello” in generale e vuoi coniugare questi interessi con i tuoi  studi universitari? Beni Culturali potrebbe essere il corso di laurea che fa per te e per il lavoro che vorresti fare.

L’Italia è la culla di un patrimonio di inestimabile valore. Non c’è da stupirsi, quindi, se le nostre Università propongono molti corsi di studio riguardanti la gestione, la tutela e la valorizzazione  di tale ricchezza.

Scegliere un percorso accademico in ambito artistico vuol dire acquisire quelle competenze indispensabili per intervenire sulla tutela, conservazione  e valorizzazione di beni e del patrimonio culturale del territorio.

Ciò non vuol dire solo conoscere e comprendere il valore culturale di opere storiche e artistiche. Ma vuol dire anche acquisire quelle tecniche pratiche ed organizzative utili ad enti e associazioni, sia pubbliche che private, che operano nel settore. Per acquisire tali competenze operative, durante il percorso accademico approfondirai le tue conoscenze in ambito storico, umanistico ed antropologico, oltre a studiare la legislazione specifica.

Una buona gestione del patrimonio artistico-culturale, infatti, richiede un approccio interdisciplinare che ti renderà in grado di amalgamare conoscenze e saperi, coniugando conoscenze giuridiche ed organizzative con nozioni umanistiche e storico-culturali. Ma vediamo nel dettaglio perché iscriversi ad un percorso di studi oggi molto amato ma anche criticato rispetto alla poca offerta di lavoro e poca tutela.

Cosa si studia alla facoltà di beni culturali: esami, corsi, materie e insegnamenti previsti

All’interno del percorso formativo sono previsti esami di letteratura italiana, storia (greco-romana, medievale, moderna e contemporanea), geografia ed antropologia culturale. Sono inclusi, inoltre, esami di  legislazione e diritto dei beni culturali.

Dal punto di vista pratico, il corso consente di acquisire anche importanti skills tecniche per svolgere attività operative a tutela e conservazione del patrimonio artistico-culturale. Sono previsti, infatti, esami in scienza della conservazione e del restauro, archeologia, chimica, fisica ed archivistica.

Infine, dato il ruolo sempre più centrale ricoperto dalle tecnologie informatiche, è previsto lo studio dell’informatica applicata ai beni culturali, con l’obiettivo specifico di acquisire competenze che consentono di coniugare due mondi all’apparenza distanti: quello dell’arte in senso classico e quello della tecnologia moderna.

La sfida è quella di unificare passato, presente e futuro in una figura professionale nuova e poliedrica, al passo coi tempi.

Sono numerose le facoltà che offrono su tutto il territorio nazionale corsi Triennali in Beni Culturali ed in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali.

Quale tra gli atenei offre il percorso di studio più valido? Al primo posto della classifica del Censis relativa alla didattica degli atenei statali valutata sulla base di progressione di carriera e rapporti internazionali, troviamo l’ateneo ferrarese. Dopo un primo anno comune, gli studenti possono scegliere tra due percorsi: Letteratura e Lingua oppure Archeologia e Arti. Quest’ultimo, in particolare, prevede la specializzazione in studi artistici, musicologici e archeologici, e offre una preparazione a 360 gradi sulla storia dell’arte, dall’antichità all’età contemporanea.

Ai primi posti della classifica, oltre all’Ateneo di Ferrara, troviamo anche l’Università di Macerata e Bologna, dove è stato recentemente riattivato un corso il nuovo corso di laurea quinquennale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni.

Sbocchi professionali laureato e concorsi MiBACT: quali lavori può fare

Purtroppo in Italia la situazione lavorativa legata alla laurea della facoltà di Beni Culturali non è tra le più rosee. Pur trovandoci in un paese con il patrimonio culturale e artistico tra i più ricchi al mondo, la condizione occupazionale non è molto positiva.

Tuttavia, le competenze acquisite possono essere utili a formare una figura professionale spendibile in diversi ambito, vediamo quali.

Dal design alla scrittura creativa, passando per il marketing e la comunicazione. Gli sbocchi occupazionali comprendono:

  • attività per la localizzazione, la diagnostica, la tutela e il recupero del patrimonio artistico-culturale;
  • organizzazione e recupero di collezioni artiche, con particolare riferimento alla museologia,
  • attività di guida, tutoraggio e accompagnamento in percorsi didattici;
  • giornalismo scientifico o divulgativo in tema di cultura e ambiente;
  • consulenza per enti o associazioni che operano nel settore del restauro o della tutela del patrimonio;
  • supporto tecnico nell’ambito di cantieri di scavo archeologico;
  • attività di ricerca presso Università, Enti di Ricerca, soprintendenze, musei, biblioteche, archivi, gallerie d’arte, fondazioni e associazioni sia private che pubbliche.

Elenco dei principali esami presso la facoltà di Beni Culturali

A titolo di esempio e semplificativo, ecco quali sono i principali esami del corso di laurea in Beni Culturali e le materie che si studiano presso questa facolta in tutte le Università pubbliche e private.

  • letteratura italiana
  • storia
  • geografia ed antropologia culturale
  • legislazione dei beni culturali
  • scienze della conservazione e del restauro
  • archeologia
  • chimica e fisica per i beni culturali
  • archivistica
  • diritto dei beni culturali.
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