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26 agosto 2012

UniMessina: tasse sempre più care

E’ amaro il ritorno dalle vacanze per gli studenti messinesi: li attendono oltre 50 Euro in più di tasse da pagare per l’iscrizione all’a.a. 2012-2013. E i rappresentanti dell’associazione studentesca “Atreju” sono pronti a far sentire la loro voce.

A fine luglio di quest’anno, mentre l’Italia già tremava sotto le sferzate della spending review, il ministro Profumo dichiarava a proposito dei possibili aumenti delle tasse universitarie, che non avrebbero potuto colpire nemmeno gli “sfigati“-per dirla con Martone– cioè i fuoricorso: “Non penso a un aumento, ma vanno evitati interventi esterni che inducano le università a ridurre le tasse, perché questo vorrebbe dire tagliare i servizi agli studenti“.

Niente sconti in nome della crisi, che potrebbero danneggiare la qualità dei servizi erogati agli studenti, ma nemmeno aumenti, nelle parole di Profumo.

Eppure la realtà smentisce le dichiarazioni del ministro e le polemiche, nei giorni a ridosso della chiusura delle iscrizioni all’università, infuriano ancora riguardo a quest’argomento.

Anche l’associazione studentesca “Atreju – La Compagnia degli studenti” di Messina insorge contro l’aumento della tassa regionale per il diritto allo studio, passata in un sol colpo da 84 a 140 Euro per gli studenti dell’Unime.

Un aumento non da poco, imposto dal decreto legislativo 68/2012, che lo estende a tutti gli atenei d’Italia, a partire dal nuovo anno accademico. La tassa diventa così una spesa insostenibile per molti studenti, soprattutto per quelli provenienti dalle famiglie più disagiate- spesso al Sud Italia e magari anche monoreddito- che vanno incontro così a pesantissimi sacrifici per garantire ai propri figli il diritto allo studio.

In più, il decreto stabilisce che in mancanza di specifiche leggi emanate dalle Regioni sulle differenziazioni in base alle fasce di reddito, la tassa di 140 euro sarà imposta a tutti gli studenti, “figli di gioiellieri e di operai” come si legge su studenti.it, senza  considerare le condizioni economiche delle famiglie. E senza considerare, naturalmente, neppure la retta da pagare per l’università.

Grandi la delusione e l’amarezza, condivise certamente da moltissimi studenti italiani, nelle dichiarazioni di Andrea Santalco, Daniele Travisano e Riccardo D’Iglio, rappresentanti di “Atreju“, che definiscono l’aumento “davvero inconcepibile” e affermano di aver “già percepito un ulteriore aumento delle tasse all’inizio del mese scorso e purtroppo i nostri timori si sono rivelati fondati“.

Che lo studio universitario passi dall’essere un diritto all’essere un privilegio è un pericolo sempre più incombente e ben presente ai rappresentati dell’associazione “Atreju“. Ed è proprio di ieri, 24 agosto 2012, la notizia secondo la quale i tre rappresentanti sarebbero decisi ad aprire un dibattito al riguardo con il rettore dell’Università di Messina, Francesco Tomasello.

Fonte notizia:fanpage.itgazzettadelsud.itlacittadisalerno.geolocal.itvideo.repubblica.it;

fonte immagine: 4bpblogspot.com

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