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3 settembre 2012

Cagliari, si cercano cronisti che lavorino gratis per diventare pubblicisti. Esposto all’Ordine

L’ennesimo caso di un annuncio di lavoro che un lavoro non offre… o almeno non nel senso tradizionale del termine.

Purtroppo non è difficile leggere annunci, tra le offerte di lavoro dedicate al mondo dell’editoria e dell’informazione, in cui si cercano giovani giornalisti o potenziali tali che, scrivendo per un sito o un giornale, potranno ricevere in cambio della loro collaborazione non una retribuzione economica, ma la possibilità di prendere il tesserino da giornalista pubblicista.

A parte il fatto che iscriversi all’Ordine dei giornalisti non è un premio nè un regalo che un editore fa ad un cronista, ma una prassi stabilita da anni da convenzioni e regole del mestiere, perchè mai la possibilità di far valere il proprio lavoro ai fini dell’iscrizione all’Albo dovrebbe sostituire l’aspetto economico del lavoro?

Pochi giorni fa è stata sollevata la questione con un esposto all’Ordine, come racconta sul suo blog il giornalista Massimo Manca perchè era stata pubblicata un’offerta di lavoro di un giornale web di Cagliari dove si diceva che “un quotidiano on line in pieno sviluppo cerca giornalisti che, in fase iniziale, dovranno lavorare gratis e fare raccolta pubblicitaria“.

L’annuncio era stato pubblicato sul sito Kijiji: “Si ricercano aspiranti giornalisti da tutti i centri della Sardegna da inserire tra i collaboratori di un quotidiano on-line in pieno sviluppo e, in futuro, in un magazine d’informazione in fase di studio. Offriamo la possibilità di iscrizione all’Albo dei Giornalisti elenco Pubblicisti. Inizialmente non sono previste retribuzioni. Si richiede uso corretto dell’italiano e buona capacità d’uso del pc. I collaboratori potrebbero occuparsi anche della raccolta pubblicitaria nel proprio centro con riconoscimento di una buona provvigione. L’età dei candidati deve essere compresa tra i 22 ed 50 anni“. Quindi l’interessato alla bufala avrebbe dovuto anche inviare il suo curriculum vitae ed un articolo di prova prima di iniziare la collaborazione.

Al di là della scorrettezza etica di tale offerta di lavoro, c’è anche un’incompatibilità concreta tra quello che c’è scritto nell’annuncio, poi rimosso dal web dopo l’esposto all’Ordine, e la prassi da seguire per iscriversi all’Albo dei Pubblicisti. Come ricorda Manca, infatti, “riferendosi alla Carta deontologica di Firenze (art. 1-2) sulla precarietà nel lavoro giornalistico approvata dal Consiglio nazionale l’8 novembre 2011″ come si può offrire la possibilità di iscriversi all’Albo dei Giornalisti senza corrispondere una retribuzione ai collaboratori?
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