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19 settembre 2012

Cattolica, il dopo Ornaghi è già iniziato. Caccia al successore

Dopo una gestione lunga dieci anni, Lorenzo Ornaghi si appresta a cedere il timone dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Rettore particolarmente longevo (nel 2014 sarebbe scaduto il suo terzo mandato), Ornaghi meditava già da molti mesi di rassegnare le dimissioni; più o meno da quando Mario Monti lo aveva chiamato a far parte della sua squadra di tecnici, assegnandogli il Ministero dei Beni Culturali.

Alla fine, sembra aver giocato un ruolo importante l’intercessione del cardinale Angelo Scola, presidente dell’istituto-cassaforte Giuseppe Toniolo. La lettera con cui l’ormai ex Rettore conferma di rinunciare all’incarico è già bell’e pronta ed è il caso di dire che manchi solo l’ufficialità.

Intanto però, la gazzarra per la successione è già entrata nel vivo. Di nomi ne circolano a iosa, ma non è una novità: sin dalla “chiamata alle armi” dello scorso novembre, non si è mai smesso di chiacchierare circa i possibili successori, per i quali è infine giunto il momento di uscire allo scoperto.

Ora le 14 Facoltà della Cattolica dovranno preparare ognuna la propria lista di candidati. Dopo, sarà compito del Senato accademico scremare il listone e ricavarne non più di 5 nominativi da sottoporre al Cda di ateneo.

Alla fine, come sempre, ne rimarrà soltanto uno. Ma il tempo stringe e la procedura necessita di essere ultimata al massimo entro novembre; una scadenza improrogabile, tenuto conto che proprio in quel mese verrà inaugurato il nuovo anno accademico.

A prescindere dai nomi che comporranno le liste, la corsa al Rettorato sembra sin d’ora una sfida a due; i cui probabili protagonisti saranno peraltro due personaggi che rappresentano scuole di pensiero radicalmente opposte.

Da un lato il decano e filosofo Michele Lenoci, docente 68enne della facoltà di Scienze della formazione, tra i pupilli storici del Rettore Adriano Bausola (1983-1998). A caldeggiare la sua candidatura, l’ala più conservatrice dell’università del Sacro Cuore, nonché (dettaglio non trascurabile) il Rettore uscente. Si tratterebbe, nel suo caso, di un mandato transitorio e presumibilmente di breve durata.

Nell’angolo opposto, pronto a dare battaglia, ecco Mauro Magatti, preside di Sociologia. Assai più giovane del collega (50 anni), seppur ugualmente gettonato, Magatti gode dell’appoggio della cosiddetta corrente “progressista”. Una sua eventuale elezione aprirebbe una nuova era per l’ateneo, ma c’è uno scoglio da superare: lo scarso credito di Comunione e Liberazione, che propende per l’usato sicuro rappresentato da Lenoci.

Saranno quasi certamente loro due i principali contendenti per il Rettorato. Allo stato attuale, è ancora presto per qualsiasi previsione sull’esito del braccio di ferro. Anche in considerazione delle solite variabili impazzite, in questo caso il prorettore Franco Anelli (provvisoriamente subentrato ad Ornaghi da novembre 2011), il “bocconiano” Domenico Bodega (preside di Economia e commercio) e Antonella Sciarrone Alibrandi (presidente di Educatt).

Mentre Ornaghi è in procinto di presentare al Cda le proprie dimissioni (forse mercoledì), il suo testimone sembra per il momento lungi dal trovare un legittimo proprietario. Diranno senz’altro di più i prossimi due mesi, decisivi per l’assegnazione dell’ambita poltrona.

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