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6 settembre 2012

Essere fratelli di persone disabili

Tante sono le famiglie che vivono situazioni difficili a causa di malattie genetiche che hanno colpito un membro della loro famiglia. Fortunatamente queste famiglie non si trovano sole ma sono supportate da enti e associazioni di vario genere. Nonostante ciò c’è un aspetto che viene spesso sottovalutato.

In queste delicate situazioni le vittime designate sono sempre o la persona affetta dalla malattia o i genitori che lo assistono con amore ma che sono afflitti da una situazione davvero complessa. O l’uno o gli altri, neanche la famiglia fosse esclusivamente composta da loro. Troppo spesso ci si dimentica che altri elementi pagano ugualmente se non di più un quadro non semplice da affrontare, e sono i fratelli e le sorelle delle persone affette da queste malattie.

La condizione che sono costretti a vivere può diventare asfissiante e apparentemente senza via d’uscita. Mentre i genitori impiegano tutte le loro forze e tutte le attenzioni sulla persona disabile, gli altri elementi del nucleo familiare si sentono trascurati, con un peso enorme sulle spalle, avendo su di se tutte le aspettative dei genitori, e una prospettiva di futuro ancor più difficile dato che dovranno occuparsi dei loro fratelli meno fortunati.

E’ proprio per sostenere chi vive tali situazioni che l’associazione ONLUS Ring 14 porta avanti dal 2009 il progetto “ESSERE SORELLE O FRATELLI DI…”, che ha lo scopo di sensibilizzare circa la condizione dei fratelli e delle sorelle, ovvero di quelle persone che nell’ombra sono costretti a vivere, con pesi enormi sulle spalle, situazioni troppo complesse per essere affrontate da soli. Ogni anno, infatti, vengono organizzano incontri, campeggi, vacanze ecc per le famiglie in questione, alle quali viene anche offerta assistenza con particolare attenzione alla condizione di chi soffre dietro le quinte e ha un profondo bisogno di aiuto.

L’associazione Ring 14 è nata nel 2002 per volontà dei componenti di famiglie che vivono il dramma generato dalle malattie legate al cromosoma 14. Da allora l’associazione è cresciuta tanto e si occupa costantemente di offrire assistenza a chiunque viva tali situazioni.

Troppo spesso si crede che soffra solo chi ha il male o chi quel male si preoccupa di alleviarlo ma non è così. Il dolore colpisce anche chi non lo vive direttamente ma è vittima degli effetti collaterali da esso generati e che non deve, per questo, essere meno considerato degli altri componenti della propria famiglia

(Fonte immagine: ”http://messina.blogsicilia.it”)

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